Rinnovo Patente? Facile ed Economico

Nella notte tra il 2 e il 3 ottobre 2021 un violento incendio devastò il Ponte dell’Industria, storico collegamento tra Ostiense e Marconi. Nato nell’Ottocento come ponte ferroviario, era diventato uno dei simboli della Roma industriale. Oggi è tornato a vivere dopo un profondo intervento di ricostruzione.
Roma vanta monumenti che sembrano nati per stare nelle cartoline e altri che sono diventati monumenti quasi senza volerlo. Il Ponte di Ferro appartiene alla seconda categoria. Nella notte tra il 2 e il 3 ottobre 2021, il Ponte dell’Industria venne avvolto dalle fiamme. L’incendio si sviluppò nella parte sottostante la struttura e raggiunse cavi elettrici e tubazioni. I residenti della zona raccontarono di aver sentito uno scoppio, odore di gomma bruciata e gas, prima di vedere il fuoco propagarsi sul ponte. Le immagini fecero rapidamente il giro d’Italia: uno dei simboli della Roma operaia e industriale sembrava dissolversi nel fuoco.
Nato sotto Pio IX per portare Roma nella modernità
La storia del Ponte di Ferro comincia molto prima. Fu realizzato come ponte ferroviario e inaugurato da Pio IX il 24 settembre 1863. Serviva a collegare la ferrovia proveniente da Civitavecchia con la nuova stazione Termini. Le strutture furono costruite in Inghilterra, trasportate a Roma e quindi assemblate sul Tevere.
Era, per l’epoca, un piccolo prodigio di ingegneria: ferro, ghisa e una parte centrale mobile permettevano anche il passaggio delle imbarcazioni dirette verso Ripa Grande. Con il trasferimento del traffico ferroviario sul nuovo ponte San Paolo nel 1911, il vecchio ponte venne destinato a pedoni e veicoli.
Da allora diventò parte integrante del paesaggio di Ostiense, Marconi e Portuense, con il Gazometro sullo sfondo e quell’estetica industriale che Roma possiede in pochi altri luoghi. Anche il cinema se ne accorse: comparve, tra gli altri, ne La banda degli onesti e ne Il ferroviere, entrambi del 1956.
Dalle fiamme alla rinascita
L’incendio del 2021 ne compromise seriamente la struttura e aprì una lunga fase di lavori. Il ponte è stato poi completamente consolidato e ricostruito, mantenendo e restaurando le parti storiche. Nel marzo 2025 è stato riaperto al traffico dopo un intervento da circa 18 milioni di euro: carreggiata ampliata, struttura antisismica, possibilità di transito anche per gli autobus e un percorso ciclopedonale protetto.
Il Ponte di Ferro, insomma, è sopravvissuto ancora una volta alla trasformazione della città. Nato quando Roma era ancora capitale dello Stato Pontificio, ha visto arrivare il Regno d’Italia, l’industrializzazione, il cinema, il traffico automobilistico e infine le fiamme. Il suo fascino è esattamente questo: non è la Roma dei Cesari o dei Papi, ma quella del ferro, delle officine, dei binari e del Tevere. Una Roma meno celebrata, ma altrettanto… romana.
Rinnovo Patente? Facile ed Economico
Questo articolo è stato pubblicato in origine su questo sito internet