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Il Manchester City prepara il ricorso contro la decisione che lo ha riconosciuto colpevole di gravi violazioni finanziarie. Il club nega ogni illecito e contesta un impianto che riguarda oltre 900 milioni di sterline. Intanto il caso si sposta anche sul terreno fiscale e risarcitorio.

Il club nega ogni illecito e prepara l’appello: sotto esame anche tempi, regole e conseguenze fiscali

Il Manchester City è pronto a riaprire la battaglia legale con la Premier League. Il termine per impugnare la decisione della commissione indipendente scade oggi e il club inglese dovrebbe depositare il ricorso, prolungando una vicenda iniziata formalmente nel febbraio 2023.

La commissione ha riconosciuto il City colpevole di una lunga serie di violazioni finanziarie. Al centro della decisione ci sono contratti commerciali fittizi che, secondo la ricostruzione, avrebbero permesso di gonfiare i ricavi e ridurre artificialmente i costi per oltre 900 milioni di sterline nell’arco di quasi dieci anni. Il club ha sempre respinto le accuse e sostiene di avere un corpo di prove “inconfutabili” per dimostrare la correttezza del proprio operato. Tra le tesi che dovrebbe portare in appello c’è anche quella secondo cui parte dei fondi collegati agli accordi di sponsorizzazione sarebbe arrivata direttamente dal governo di Abu Dhabi e non dai proprietari del Manchester City.

L’appello non riguarderà soltanto il merito della decisione. Il City dovrebbe contestare anche l’applicazione delle nuove procedure accelerate introdotte dalla Premier League, sostenendo che non fossero ancora in vigore quando il club venne accusato nel 2023. Le regole attuali prevedono che l’udienza si tenga entro 12 settimane dal deposito del ricorso e che la decisione arrivi entro 30 giorni dalla conclusione dell’udienza.

Il caso arriva anche alla Football Association e al fisco britannico

La Football Association sta seguendo gli sviluppi e non esclude ulteriori iniziative. “La decisione della commissione indipendente ha implicazioni significative per l’integrità del gioco”, ha spiegato la Federcalcio inglese, che sta valutando le conseguenze del provvedimento. L’attenzione si è spostata anche fuori dal calcio. La presidente della Treasury Committee, Meg Hillier, ha chiesto chiarimenti all’autorità fiscale britannica HMRC sulle eventuali iniziative da assumere dopo la pubblicazione della decisione.

Le possibili conseguenze non finiscono qui. Diversi esperti legali ritengono che club rivali, calciatori e agenti possano valutare richieste di risarcimento collegate agli effetti economici delle violazioni accertate.

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