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Putin: “Se dovessimo trovarci di fronte a un’aggressione, saremo costretti a rispondere”

“Se arrivasse un attacco diretto contro la Russia, diventerebbe inevitabile l’uso da parte russa di tutte le armi disponibili”. Ad affermarlo, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa russa Tass, è il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, intervenuto alla riunione del think tank Valdai.

Il leader russo ha sottolineato che “la Russia non intende intimidire nessuno: le dichiarazioni sulla difesa della regione di Kaliningrad non costituiscono una minaccia, ma una risposta a un tentativo di intimidire la Russia”.

Putin ha quindi parlato delle armi destinate all’Ucraina, spiegando che la Russia “monitora la provenienza delle armi che arrivano in Ucraina, ma questo non significa che ‘domani’ colpirà gli stabilimenti che le producono”. Secondo il presidente russo, inoltre, Mosca “non riceve armi da altri Paesi e si affida al proprio complesso industriale-militare”.

Il riferimento a Kaliningrad torna centrale quando Putin afferma che Mosca prenderebbe in considerazione l’impiego di “tutti i tipi di armi” qualora l’exclave russa fosse attaccata, ribadendo allo stesso tempo che Mosca “non ha intenzione di attaccare nessuno”. Le dichiarazioni arrivano in un contesto di crescente tensione intorno al territorio russo, fortemente militarizzato e situato tra Polonia, Lituania e Mar Baltico.

Putin: “Non attaccheremo nessuno, né nel 2029 né nel 2050”

La Russia “non ha intenzione di attaccare nessuno, né nel 2029, né nel 2030, né nel 2050”. Lo ha affermato Vladimir Putin rispondendo a una domanda durante la conferenza annuale del Valdai Club. Il presidente russo ha inoltre denunciato come un segno di “escalation” da parte di alcuni Paesi europei le loro ripetute affermazioni secondo cui si starebbero preparando a una guerra contro Mosca entro la fine del decennio.

Negli ultimi mesi, i Paesi della Nato hanno condotto diverse esercitazioni militari nelle aree vicine a Kaliningrad. Mosca ha reagito diffondendo una dichiarazione nella quale condannava quelle che definiva “dichiarazioni e azioni provocatorie della leadership dell’Alleanza Atlantica e degli Stati membri della Nato”. L’Alleanza Atlantica, dal canto suo, ha denunciato la “minaccia dell’uso della forza” da parte della Russia, “compresa qualsiasi retorica nucleare irresponsabile”.

Nel corso dell’intervento al Valdai, Putin ha inoltre criticato le “continue esercitazioni militari nel Mar Baltico” e i “tentativi di intercettare” le navi russe. “Tutto ciò costituisce un’escalation”, ha spiegato. Poi l’avvertimento: “Se dovessimo trovarci di fronte a un’aggressione, saremo costretti a rispondere. I cittadini dei Paesi europei devono comprenderlo chiaramente”.

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