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Dal Circolo Sinistra Italiana AVS Isola d’Elba – Patrizia Piscitello

Dopo le polemiche sollevate quest’estate dalle dichiarazioni del presidente della Regione Eugenio Giani sulla salvaguardia della cinta senese dalla peste suina africana realizzando un progetto di allevamento/confinamento a Pianosa, in un’isola tutelata dal Parco Nazionale Arcipelago Toscano, Zona di protezione speciale e Zona speciale di conservazione dell’Unione europea, autorevoli scienziati e Legambiente si dichiararono assolutamente contrari all’introduzione di una specie alloctona in un territorio così delicato e fecero notare che comunque il nulla-osta lo avrebbe dovuto dare il Parco Nazionale in base a un parere dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), chiedendo al presidente del Parco e al nuovo direttivo di dire che cosa ne pensassero di tutto questo.

Il 24 luglio, mentre la polemica era al culmine, il presidente del Parco Nazionale Matteo Arcenni, intervistato da La Repubblica disse che “momento non abbiamo ricevuto alcuna indicazione su questo. Per fortuna il territorio elbano è al momento immune dalla peste suina. Su Pianosa non c’è nessun fascicolo, che parli di Cinta senese, sulla mia scrivania. Sì, ho letto sui social di questa possibilità, ma si tratta solo di commenti. Si tratta, nel caso, di una scelta tecnica: solo i tecnici possono dare valutazioni. A Pianosa c’è un solo residente fisso, alcune persone della penitenziaria e coloro che stanno scontando una pena. Parliamo di un’isola molto particolare, per cui per ogni cosa ambientale servirebbe un punto di vista tecnico-scientifico. Ripeto, ad oggi non c’è stata una richiesta ufficiale”.

In realtà, da un controllo realizzato dai parlamentari di Sinistra Italiana -Alleanza Verdi Sinistra risulta che esiste un progetto per salvaguardare la Cinta Senese dalla PSA specifico Pianosa che prevede il trasporto sull’Isola di 9 scrofe + 2 verri in un’confinata nell’ex carcere. Questo progetto approvato dal Consorzio della cinta senese vedrebbe coinvolte la Regione Toscana e la Polizia penitenziaria. Non risulta invece che ci sia un parere ufficiale dell’ISPRA e non sono stati trovati trovato un progetto tecnico allegato a un atto amministrativo, il necessario nulla-osta Parco e l’altrettanto necessaria valutazione di incidenza (VIncA), così come non è stato trovato un parere ASL specifico sul progetto né è documentata un’autorizzazione al trasferimento di cinte senesi a Pianosa.

Eppure, fonti di solito ben informate dicono che in realtà un parere sarebbe stato chiesto all’ISPRA non dal ministero dell’ambiente ma da qualche altro Ente. E che quel parere non sarebbe positivo.

Dato che, dopo le dichiarazioni di Arcenni a La Repubblica, è stata autorevolmente e più volte confermata la volontà di trasferire cinte senesi a Pianosa e che due mesi fa il presidente del Parco disse giustamente che su progetti come questo “solo i tecnici possono dare valutazioni” e che a Pianosa “per ogni cosa ambientale servirebbe un punto di vista tecnico-scientifico,” chiediamo a lui e al nuovo Consiglio Direttivo del Parco Nazionale: è stato richiesto il necessario parere dell’ISPRA, se è arrivato agli uffici del Parco e cosa raccomandi di fare all’Ente Parco, cosa intende fare e quale posizione intende prendere il Direttivo del Parco Nazionale su questa vicenda che ha sollevato un acceso dibattito? Intende tener conto delle eventuali indicazioni ISPRA anche per la redazione della VIncA?

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