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“Axios ha appena pubblicato un articolo in cui si afferma che Trump avrebbe offerto all’Iran la revoca delle sanzioni e lo sblocco dei fondi congelati. Questo è falso. Non ho offerto loro nulla! L’articolo di Axios, come la maggior parte degli altri, è una bufala, usata solo per soddisfare la loro ossessione per Trump. Dovrebbero ritirare immediatamente questa notizia falsa!”. Lo scrive su ‘Truth’ il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Teheran è nel “caos e si avvia rapidamente verso la bancarotta“. A dirlo Marco Rubio, segretario di Stato degli Usa, in un’intervista a Fox news. “L’Iran è un Paese con grande potenziale”, ora è “esausto” dal blocco americano, ha proseguito. Teheran risponde a tono: “Siamo pronti a ogni scenario possibile“.

A sette mesi esatti dall’inizio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, il conflitto non ha ancora prodotto né una vittoria decisiva né un accordo di pace. Molti attacchi, molte vittime e numerosi annunci autocelebrativi da Washington a Teheran ma nessuno ha ottenuto quello che voleva. Intanto il costo per il Pentagono, secondo alcuni analisti, è salito a 40 miliardi di dollari. E tra costi diretti e indiretti, legati ai riflessi sulla vita quotidiana, il bilancio negli Stati Uniti sale a 220 miliardi: in media la guerra è costata finora 1.650 dollari a famiglia, inclusi i rincari del prezzo del carburante, della spesa e l’aumento dei biglietti per i voli.

La prima fase della guerra, cominciata il 28 febbraio, si è conclusa con il cessate il fuoco dell’8 aprile, poi formalizzato a giugno. Da allora il conflitto su vasta scala è finito, ma dall’8 luglio i combattimenti sono ripresi, soprattutto attorno allo Stretto di Hormuz, mentre il 14 luglio Washington ha ripristinato il blocco navale dei porti iraniani.

Oggi, alla vigilia di un nuovo tentativo diplomatico, la guerra appare soprattutto come una prova di resistenza: gli Stati Uniti hanno inflitto danni pesanti alle capacita’ militari iraniane, ma non sono riusciti a ottenere gli obiettivi politici iniziali, nonostante il presidente Donald Trump abbia dichiarato almeno otto volte di aver vinto la guerra. Al momento l’Iran appare molto indebolito, e sull’orlo del crollo economico, ma conserva strumenti per condizionare la navigazione e il mercato dell’energia.

Non esiste un bilancio unico e definitivo delle vittime anche perchè sia Teheran sia Washington, come gran parte dei Paesi coinvolti nei conflitti, hanno mostrato poca chiarezza nel fornire informazioni. Un dato troppo negativo deprime le truppe. Le stime disponibili e rilanciate dai media americani indicano il numero complessivo dei morti della guerra, considerando soprattutto Iran, Libano e Israele, possa essere tra gli otto e i diecimila, con quasi cinquantamila feriti.

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