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Ranucci-Rai, il Tribunale di Roma: “L’assegnazione a Casari è stata regolare”

Il presidente del Tribunale di Roma, Lorenzo Pontecorvo, difende a spada tratta Donatella Casari, la giudice alla quale è stato assegnato il ricorso d’urgenza presentato da Sigfrido Ranucci contro la Rai, difendendone sia la regolarità dell’assegnazione sia l’operato della magistrata. Nei “recenti articoli di stampa, contenenti anche dichiarazioni di esponenti politici sarebbe stata adombrata con maggiore o minore evidenza, una presunta carenza di trasparenza nell’assegnazione del ricorso” presentato da Ranucci, scrive Pontecorvo in un comunicato. Il presidente affronta quindi le critiche rivolte alla magistrata, spiegando che alcuni organi di stampa avrebbero attribuito a Casari “non meglio precisati pregiudizi” sulla base di decisioni assunte in precedenti procedimenti. Procedimenti che non sarebbero comparabili con quello che vede oggi contrapposti Ranucci e Rai, “né per natura e oggetto né per le parti coinvolte”.

“Come già in precedenti occasioni, esprimo il mio sostegno alla dottoressa Casari, che dimostra quotidianamente indipendenza, imparzialità ed equilibrio, oltre a una solida preparazione. L’assegnazione del fascicolo relativo alla controversia promossa da Sigfrido Ranucci è avvenuta nel rispetto delle analitiche disposizioni tabellari vigenti da anni”, afferma Pontecorvo, precisando che tali regole operano “mediante meccanismi automatici” e assicurano il rispetto del “principio costituzionale del giudice naturale precostituito per legge”.

Casari ha fatto parte, insieme alle giudici Maria Teresa Cialoni e Valeria Cerulli, del collegio del Tribunale dei ministri che si è occupato del caso del generale libico Osama Almasri e che ha chiesto l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro della Giustizia Carlo Nordio, del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Casari faceva inoltre parte del collegio del Tribunale dei ministri che esaminò le denunce relative alla gestione della pandemia nei confronti dell’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dell’ex ministro della Salute Roberto Speranza. In quel procedimento il collegio accolse la richiesta di archiviazione formulata dalla Procura di Roma. Si tratta di vicende giudiziarie diverse dal procedimento che oggi oppone Ranucci alla Rai e, come sottolineato dallo stesso Pontecorvo, le decisioni del Tribunale dei ministri furono adottate collegialmente e non dalla sola Casari.

Il ricorso

Sul ricorso presentato dall’ex conduttore di Report – che chiede di essere reintegrato alla conduzione dopo la decisione della Rai di rimuoverlo dal programma – intanto, la giudice non si è ancora pronunciata. Nell’udienza di venerdì Casari ha ritenuto il procedimento cautelare sufficientemente istruito, si è riservata e ha concesso alle parti tempo fino al 30 settembre per depositare le proprie note.

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