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Il XXXVIII Rallye Elba Storico-Trofeo Locman Italy ha finalmente ritrovato la firma di un pilota elbano: Francesco Bettini, al volante di una Subaru Legacy RS del Team Balletti.

Il pilota di Portoferraio, al debutto con l’ingombrante ma efficace boxer della Casa “delle Pleiadi” e, per la prima volta, affiancato da Alyssa Anziliero, ha conquistato di forza la gara, valida per il Campionato Europeo e Italiano Rally Storici.

Un risultato a dir poco eccezionale per Bettini, che diventa così il quarto pilota locale a imporsi in un rally all’Elba, dopo l’indimenticato trionfo di Claudio Caselli nel 1992, seguito da quello di David Giacomelli nel 2001 e dal doppio successo di Emanuele Mannoni nel 2010 e 2011.

Una precisazione statistica: tutti i precedenti successi sono arrivati con vetture “moderne”. Per la celebre competizione storica, dunque, quella di Bettini rappresenta il primo assoluto alloro di un pilota elbano, a quindici anni di distanza dall’ultima affermazione di Mannoni. E, sempre per la statistica, Bettini ha siglato il miglior risultato globale della doppia sfida italiana e continentale, dunque un successo pieno e vibrante, oltre che ricco di significato, impreziosito da nove successi parziali sulle dieci prove a disposizione.

Alle sue spalle, nella classifica riferita al Campionato Italiano, si era portato il veloce vicentino Andrea Smiderle, con Gianni Marchi su una vettura analoga a quella di Bettini, poi costretti ad alzare bandiera bianca a causa di una “toccata” che ha danneggiato irrimediabilmente una ruota sulla lunga prova del “Volterraio” della mattina odierna, oltre 26 chilometri. Da quel momento Bettini ha potuto amministrare il proprio vantaggio sul secondo, andando anche ad aggiudicarsi il quarto raggruppamento.

La seconda posizione è così passata al rodigino Matteo Luise, con Melissa Ferro su una BMW M3, autore come suo solito di una prestazione assai consistente, che peraltro gli ha permesso di cucirsi addosso lo scudetto 2026 del quarto raggruppamento. La terza piazza assoluta l’ha invece incamerata il senese Alberto Salvini, con Tagliaferri su una Porsche Carrera RS, anche vincitore del secondo raggruppamento. Salvini è stato autore di un’interessante progressione, nonostante durante la prima fase della tappa odierna abbia pagato una scelta di gomme non ottimale, riuscendo comunque a tenere testa a un grande lottatore come lo svizzero “Il Valli”, con Cirillo su una BMW M3, finito alle sue spalle non troppo lontano. Non soddisfatti della gara, invece, i biellesi Negri-Zegna, su Porsche, messi in crisi da un set-up mai trovato a dovere.

La classifica assoluta relativa al Campionato Europeo ha visto vincitore il blasonato francese Francois Delecour, acclamatissimo dal pubblico. Nonostante fosse al debutto sulle “piesse” isolane, il transalpino ha fatto decisamente la parte del leone con la Peugeot 306 Maxi, condivisa con Fabrice Gordon. Come accaduto per Bettini, Delecour ha preso la testa della classifica fin dalla prima prova speciale, allungando subito con decisione sulla concorrenza e chiudendo al primo posto della “pre 2000” della serie continentale, con passaggi che hanno letteralmente incantato il sempre esigente pubblico dei rally. Il resto del podio è andato al polacco Maciej Lubiak, affiancato da Grzegorz Dachowski su una Porsche 911, che si è aggiudicato la classifica “pre 1992”, mentre terzi hanno chiuso i francesi Genesca-Sompayrac, con la Toyota Corolla WRC, anche primi della categoria 5/WRC.

Attardato, invece, il cuneese Brazzoli su Porsche, a causa di una foratura durante la quinta prova del venerdì, ma poi bravo a reagire, assecondato da Maurizio Barone, per chiudere in bellezza, intravedendo anche il titolo continentale di categoria.

Tornando all’avvincente e spettacolare corsa “tricolore”, il primo raggruppamento ha visto vincitori Antonio Parisi e Giuseppe D’Angelo, davanti ai rivali di sempre, Giuliano Palmieri, affiancato da Lucia Zambiasi, a 24”6, dopo un duello sempre piuttosto serrato per tutto l’arco della competizione. Entrambi avevano a disposizione una Porsche 911 e anche Palmieri, con questo risultato ha messo al sicuro il titolo tricolore di categoria della stagione.

Il terzo raggruppamento aveva visto primeggiare fino al venerdì sera Volpato-Sordelli sulla Ford Escort RS 2000, poi una rottura in questa giornata finale hanno poi festeggiato Bianco-Barbieri, con una Porsche 911 Sc, davanti alle meno potenti – ma agili – Fiat 127 di Sbalchiero-Crivellaro e VolksWagen Golf GTI di un altro driver locale di spessore, Massimo Giudicelli, con alle note Simone Marchi, terzi con soli 4”4.

La gara ha perso alcuni dei grandi attesi alla sfida: il pluridecorato Renato Travaglia, tornato sulla Ford Sierra Cosworth 4×4, si era fermato durante la seconda prova per una rottura, è ripartito poi al sabato, ha firmato il miglior tempo “europeo” sulla prima prova di giornata per poi decidere per il ritiro volontario, ininfluente per la sua posizione di classifica nel campionato continentale. Ha poi abbandonato anche Salvatore “Toto” Riolo, con la Subaru Impreza, per problemi ai freni, difficoltà che aveva palesato anche durante la prima tappa e pur ripartendo al sabato ha percepito che il problema non si era risolto. Anche il senese Walter Pierangioli, in coppia con Michela Baldini sulla Ford Sierra Cosworth 4×4, ha alzato bandiera bianca dopo tre prove per rottura di un semiasse.

Nel Trofeo A112 Abarth come “tradizione” momenti adrenalinici e tanto spettacolo, con vittoria finale per Bergamaschi-Sella con 16” su Fedolfi-Podeschi. Hanno completato il podio, con un passivo di ben oltre i due minuti, Molino-Barrera.

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