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Il mercato auto UE cresce del 5,3% nei primi otto mesi del 2026. Elettriche al 21,7%, ibride al 36,6%, benzina e diesel arretrano.

Il mercato automobilistico europeo accelera nei primi otto mesi del 2026, ma dietro la crescita delle immatricolazioni emerge soprattutto un cambiamento strutturale nella domanda. Le nuove immatricolazioni di auto nell’Unione europea sono aumentate del 5,3% da gennaio ad agosto, nonostante il rialzo dei prezzi dell’energia e una persistente incertezza geopolitica. A cambiare rapidamente è però il mix delle alimentazioni: le auto elettriche a batteria raggiungono il 21,7% del mercato, mentre benzina e diesel continuano a perdere terreno. Il dato economicamente più rilevante è proprio la redistribuzione delle quote. Le vetture ibride-elettriche si confermano la motorizzazione più acquistata in Europa con il 36,6% delle immatricolazioni, mentre le ibride plug-in salgono al 10%. Complessivamente, benzina e diesel scendono invece al 29%, contro il 37,5% dello stesso periodo del 2025. Una trasformazione che fotografa non soltanto le preferenze dei consumatori, ma anche il progressivo spostamento degli investimenti dei costruttori verso modelli elettrificati e l’effetto delle misure pubbliche di sostegno alla domanda.

Auto elettriche al 21,7%, quasi 6 punti in più in un anno

Tra gennaio e agosto sono state immatricolate nell’UE 1.641.333 auto elettriche a batteria, corrispondenti al 21,7% del mercato. Un anno prima la quota era ferma al 15,8%: il guadagno è quindi di quasi sei punti percentuali. La crescita è concentrata soprattutto nei maggiori mercati europei dell’elettrico. La Francia registra un incremento del 74,2%, la Germania del 53,1% e la Danimarca del 40,9%. Il Belgio cresce del 13,1%. Questi quattro Paesi rappresentano complessivamente circa il 64% delle immatricolazioni di vetture elettriche a batteria nell’UE. Per il settore automobilistico si tratta di un’accelerazione significativa, perché aumenta il peso dei modelli a zero emissioni proprio mentre i costruttori europei sono impegnati a sostenere ingenti investimenti in batterie, piattaforme elettriche e riconversione industriale.

Le ibride restano la prima scelta degli europei

La tecnologia più diffusa resta tuttavia quella ibrida-elettrica. Nei primi otto mesi del 2026 le immatricolazioni hanno raggiunto 2.759.718 unità, pari al 36,6% del mercato europeo. La crescita è particolarmente sostenuta in Spagna, +21%, e in Italia, +20,5%. Incrementi più contenuti vengono registrati anche in Germania (+5,2%) e Francia (+1,8%). Il primato delle ibride mostra come una parte consistente dei consumatori europei continui a privilegiare una fase intermedia della transizione energetica, combinando il motore termico con l’elettrificazione senza dipendere completamente dalla rete di ricarica.

Plug-in hybrid al 10%, boom in Italia

Prosegue anche l’espansione delle ibride plug-in, con 758.082 immatricolazioni tra gennaio e agosto 2026. La loro quota sale al 10% del mercato UE, rispetto all’8,8% registrato nello stesso periodo del 2025. A spingere questa categoria sono soprattutto alcuni grandi mercati. L’Italia cresce del 77,6%, la Spagna del 33,9% e la Germania del 15,6%. La crescita delle plug-in assume particolare importanza per le strategie commerciali dei gruppi automobilistici: questa tecnologia permette infatti di mantenere una componente termica affiancandola a batterie più grandi rispetto alle ibride tradizionali, rappresentando per numerosi costruttori un ponte verso una gamma maggiormente elettrificata.

Benzina in calo del 18,6%: quota scesa al 21,7%

La crescita dell’elettrificazione coincide con una netta contrazione delle alimentazioni tradizionali. Le immatricolazioni di auto a benzina diminuiscono del 18,6% nei primi otto mesi dell’anno. La flessione riguarda tutti i principali mercati: Francia -35,8%, Germania -21,9%, Spagna -18,5% e Italia -16,7%. Con 1.634.733 vetture immatricolate, la quota delle auto a benzina scende dal 28% al 21,7%. Un dato particolarmente simbolico: nei primi otto mesi del 2026 benzina ed elettrico puro raggiungono così la stessa quota di mercato, anche se i volumi riportati risultano leggermente differenti. Ancora più ridotto il peso del diesel, che registra a sua volta una contrazione del 18,6%. La quota passa dal 9,4% al 7,3% delle nuove immatricolazioni.

Il mercato cresce, ma cambia la struttura dell’industria

Il +5,3% complessivo delle immatricolazioni restituisce quindi solo una parte della fotografia. Il vero elemento economico è il rapido cambiamento nella composizione della domanda europea. Elettriche, ibride e plug-in stanno conquistando una porzione sempre maggiore del mercato, mentre le motorizzazioni tradizionali perdono peso. Per i costruttori questo significa una crescente pressione sugli investimenti destinati a batterie, software, piattaforme elettriche e nuovi modelli, ma anche la necessità di mantenere prezzi competitivi in un mercato dove incentivi, costi energetici e capacità di ricarica continuano a incidere sulle scelte dei clienti. L’Europa dell’auto cresce dunque in termini di volumi, ma soprattutto entra più rapidamente in una fase di riequilibrio industriale: nel 2026 il tema non è più soltanto quanto aumenta il mercato, ma quali tecnologie stanno conquistando le vendite e su quali motorizzazioni i gruppi automobilistici dovranno concentrare capitali e capacità produttiva.

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