Rinnovo Patente? Facile ed Economico

L’intervento del direttore di Affaritaliani Marco Scotti ad Agorà (Rai3)
Il governo ieri ha varato nuovi provvedimenti per contenere gli effetti del caro energia, mentre l’inasprirsi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran aumenta i timori per le rotte strategiche del commercio mondiale. Al rischio legato allo Stretto di Hormuz si aggiungono infatti le tensioni tra Houthi e Arabia Saudita, con possibili conseguenze anche sui transiti verso il Canale di Suez. Sul fronte dei carburanti, il governo punta nuovamente sulle accise mobili. “Il 5 ottobre non si va a zero” con lo sconto sulle accise “perché interviene nuovamente il meccanismo delle accise mobili“, ha annunciato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.
“Questo governo – ha aggiunto – ha perfezionato, sistemato questo meccanismo delle accise mobili che era rimasto sulla carta, che ora è pienamente operativo. Significa che da quella data noi torniamo a riversare i maggiori proventi dello Stato per tornare ad abbassare il più possibile il prezzo, il costo alla pompa“. Il meccanismo dovrebbe quindi consentire di utilizzare i maggiori introiti incassati dallo Stato con l’aumento dei prezzi dell’energia per ridurre la pressione fiscale sui carburanti e contenere, almeno in parte, il costo di benzina e diesel alla pompa.
Il tema è stato al centro anche del dibattito ad Agorà Extra su Rai 3, dove il direttore di Affaritaliani Marco Scotti ha analizzato le conseguenze della nuova fase di tensione sui mercati energetici e le misure adottate dal governo. “Inevitabilmente in questo momento non possiamo fare altro che trovare dei meccanismi che impediscano alla pompa di benzina di raggiungere i famosi 2.50 € al litro. Il rischio è che la gente smetta di fare benzina e si torni alle famose austerity delle crisi con gli arabi“. Secondo Scotti, tuttavia, il problema non riguarda soltanto il prezzo dei carburanti e difficilmente può essere risolto con interventi limitati alla benzina.
“Che poi questi siano interventi risolutivi questo purtroppo non possiamo dirlo anche perché a breve dovremo riaccendere i riscaldamenti e il caro energia si farà sentire, anche per quanto riguarda le abitazioni. Ci troviamo in una tempesta perfetta e oltretutto l’inasprirsi delle tensioni nella penisola arabica con la limitazione del passaggio anche da Bab el-Mandeb rappresenterà un problema ulteriore visto che è la porta di accesso verso Suez. Energia carissima, pompa di benzina alle stelle ma anche merci più care e sempre più difficili da reperire“. Il nodo, dunque, si sposta dalle sole accise a un possibile effetto a catena sull’intera economia. Un eventuale rallentamento dei traffici attraverso Hormuz, Bab el-Mandeb e Suez potrebbe infatti incidere non soltanto sui prezzi dell’energia, ma anche sui costi di trasporto e delle merci, aumentando ulteriormente la pressione su famiglie e imprese.
Rinnovo Patente? Facile ed Economico
Questo articolo è stato pubblicato in origine su questo sito internet