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Stellantis amplia su Ovoko la vendita dei ricambi recuperati a Mirafiori: oltre 20.000 componenti disponibili per il mercato europeo.
Stellantis amplia la rete commerciale dei ricambi usati prodotti dal proprio sistema di economia circolare e porta sul marketplace Ovoko i componenti provenienti dal Centro di smontaggio veicoli a fine vita dell’Hub di Mirafiori, a Torino. Il magazzino conta oltre 20.000 ricambi multimarca, mentre la piattaforma digitale consente di raggiungere acquirenti e venditori in più di 20 Paesi europei.L’operazione, gestita dalla business unit SUSTAINera insieme a BrandOn Group, rafforza quindi uno dei tasselli industriali della strategia di Stellantis sul riutilizzo dei componenti automobilistici. Non cambia la capacità produttiva degli stabilimenti del gruppo, ma amplia il canale di sbocco commerciale per parti recuperate da veicoli a fine vita e prototipi e già disponibili nella struttura piemontese.Per Mirafiori significa aumentare il potenziale mercato dei materiali che vengono recuperati, verificati e rimessi in circolazione invece di uscire definitivamente dalla filiera automotive.
Mirafiori, un magazzino da oltre 20.000 ricambi
Il punto di partenza della nuova iniziativa è il centro di smontaggio di Torino, inserito nell’Hub di Economia Circolare di Mirafiori. Qui Stellantis recupera componenti provenienti da veicoli a fine vita e prototipi appartenenti a diversi marchi del gruppo.Il magazzino dispone attualmente di più di 20.000 parti usate, comprendenti componenti di carrozzeria, parti meccaniche, sistemi elettronici ed elettrici ed elementi per gli interni.Il dato indica lo stock disponibile, non un volume annuale di produzione o di vendita. Stellantis non ha comunicato infatti né il numero di ricambi che prevede di commercializzare attraverso Ovoko né obiettivi quantitativi legati all’espansione del canale digitale.La logica industriale è però chiara: aumentare il tasso di riutilizzo dei componenti già recuperati e ridurre la necessità di produrre o approvvigionare un ricambio nuovo quando sul mercato è disponibile una parte usata ancora funzionante.Per l’aftermarket questo può avere conseguenze anche sulla supply chain. Più componenti reimmessi nel circuito commerciale significano una maggiore disponibilità di pezzi alternativi al nuovo, soprattutto per vetture meno recenti, con un potenziale alleggerimento della domanda su alcune produzioni di ricambi sostitutivi.
Dal recupero alla vendita in oltre 20 Paesi europei
L’ingresso su Ovoko allarga sensibilmente il raggio commerciale del progetto. Il marketplace opera infatti in tutta Europa e mette in contatto operatori e clienti in oltre 20 Paesi.La vendita viene seguita dal team commerciale di Stellantis SUSTAINera in collaborazione con BrandOn Group, partner specializzato nella gestione dei marketplace e nella crescita dell’e-commerce.L’espansione digitale permette al gruppo di superare una delle principali difficoltà del mercato dei ricambi recuperati: far incontrare una disponibilità molto frammentata di componenti con una domanda altrettanto distribuita tra officine, professionisti e clienti privati.Ogni pezzo viene identificato attraverso il VIN del veicolo di origine, sottoposto a selezione, classificazione, smontaggio controllato, pulizia e valutazione funzionale. La tracciabilità diventa così un elemento centrale per industrializzare un mercato che storicamente è stato caratterizzato da un’offerta molto più locale e frammentata.
Ricambi usati fino al 70% meno cari del nuovo
Accanto all’aspetto produttivo e logistico, Stellantis punta anche sul differenziale di costo. Secondo SUSTAINera, i ricambi usati disponibili attraverso il nuovo canale possono costare fino al 70% in meno rispetto ai componenti nuovi.I pezzi commercializzati sono sottoposti a controllo prima della vendita e vengono proposti con fotografie dettagliate delle condizioni del prodotto. Sono inoltre previsti un periodo di reso di 14 giorni e, con il consenso del cliente, una garanzia di un anno.La strategia rientra nel tentativo di Stellantis di costruire intorno a Mirafiori una filiera industriale che non si limiti alla produzione di veicoli, ma comprenda anche il recupero e la valorizzazione dei materiali e dei componenti a fine ciclo.Con l’apertura su Ovoko, il gruppo non annuncia nuovi investimenti o aumenti della capacità del centro torinese, ma amplia concretamente il mercato potenziale dei ricambi già recuperati. Un passaggio rilevante soprattutto in una fase in cui costi di riparazione, disponibilità dei componenti e gestione delle risorse stanno diventando temi sempre più importanti per l’intera filiera automotive europea.
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