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Il senato approva l’emendamento sulla raccolta firme necessaria per presentarsi alle prossime elezioni che trasforma la strada verso il Parlamento in una montagna quasi impossibile da scalare per le nuove formazioni. Progetto Civico Italia di Alessandro Onorato considera la nuova legge elettorale una barriera all’ingresso nella vita politica nazionale.
Progetto Civico in piazza a Roma: manifestazione contro la legge elettorale
Un Appello a Mattarella. La democrazia, per Alessandro Onorato, non può avere regole diverse a seconda di chi si trova dentro o fuori dal Parlamento. È questo il cuore della protesta che Progetto Civico Italia porta in piazza Vidoni, a pochi metri da Palazzo Madama, contro la riforma della legge elettorale, approvata in Senato con una stretta sulla raccolta firme per la presentazione delle liste. Il nuovo emendamento della maggioranza porta a 6.000 le sottoscrizioni richieste per ogni collegio, con un impatto che, secondo i promotori della protesta, potrebbe tradursi nella necessità di raccogliere centinaia di migliaia di firme. Un ostacolo che la formazione civica e centrista considera una barriera all’ingresso nella vita politica nazionale. E nel mirino finisce direttamente Giorgia Meloni.
La stretta sulle firme e la protesta di Onorato

L’emendamento approvato dalla maggioranza innalza a 6.000 il numero di sottoscrizioni richieste per ogni collegio. Una modifica che, secondo le forze non presenti in Parlamento, rischia di trasformare la raccolta firme in un vero e proprio sbarramento. Il centrodestra difende la misura come uno strumento necessario per disincentivare le cosiddette “liste civetta”. Le forze extraparlamentari contestano una norma che ai loro occhi favorirebbe i partiti già rappresentati nelle istituzioni, rendendo più difficile l’ingresso di nuove formazioni. Alessandro Onorato, leader di Progetto Civico che si colloca nell’area civica e centrista della coalizione di centrosinistra. L’assessore al Turismo allo Sport e ai Grandi Eventi di Roma Capitale ha portato in piazza, il PCI con tanto di appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
L’affondo politico: “Con questa norma la Meloni non sarebbe diventata premier”
Il passaggio più duro del comizio di Alessandro Onorato riguarda il confronto con Giorgia Meloni. “Con questa norma all’epoca lei non sarebbe entrata in Parlamento, non sarebbe diventata poi il primo partito e Presidente del Consiglio, Questa norma perché permette a chi sta in Parlamento di rimanere lì e a chi sta fuori di non entrare mai”. Onorato pone l’accento, al di là delle sottoscrizioni, alla possibilità concreta per i cittadini di scegliere nuove forze politiche. “Dovemmo lasciare le barriere ai cittadini italiani o possiamo decidere che scelgano loro chi entra in Parlamento e chi no? O vogliono a trovare qualche deputato per poi non raccogliere firme?”. In questo senso una mano potrebbe arrivare dal PD, ma il leader di Progetto Civico Italia rivendica il proprio progetto: “Oggi si scende in piazza per la democrazia, le regole siano uguali per tutti”.
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