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Il viceministro Valentino Valentini a capo della delegazione italiana
Si è conclusa a Chapel Hill, in North Carolina (USA), la due giorni della G20 Innovation Ministerial, ospitata dal Department of Commerce, Segretario Howard Lutwick, e dall’Office of Science and Technology Policy (OSTP) della Casa Bianca, Micheal Kratsios, l’1 e il 2 settembre 2026.
La delegazione italiana è stata guidata dal viceministro delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini, che ha rappresentato il Governo italiano nel confronto ministeriale dedicato al ruolo dell’innovazione, della scienza e delle tecnologie emergenti nello sviluppo economico e nella competitività internazionale.
Al termine dei lavori, i Ministri del G20 hanno adottato per consenso una Dichiarazione sull’Innovazione, riconoscendo che le tecnologie emergenti possono contribuire a generare prosperità, accrescere la produttività e ampliare le opportunità per cittadini e imprese.
La Dichiarazione individua sei pilastri condivisi per promuovere un ecosistema globale favorevole all’innovazione:
- politiche e quadri regolatori pro-innovazione
- tecnologia come strumento di opportunità e prosperità
- sviluppo delle competenze e della forza lavoro tecnica
- proprietà intellettuale e intelligenza artificiale
- AI per gli standard e standard per l’AI
- innovazione industriale e investimenti nelle catene di approvvigionamento.
Particolare rilievo assumono inoltre i Carolina Principles for Emerging Technologies, che invitano i Paesi a rafforzare gli investimenti nella ricerca di base e nelle tecnologie fondamentali, sviluppare percorsi più efficaci verso la commercializzazione dei risultati della ricerca e favorire l’adozione e la diffusione di tecnologie affidabili.
Nel corso della Ministeriale sono stati inoltre presentati gli AI Prosperity Objectives e l’AI Prosperity Compact, con l’obiettivo di rafforzare lo sviluppo delle competenze tecnologiche nei Paesi del G20 e ampliare le opportunità di collaborazione tra istituzioni e settore privato.
Nel corso dei lavori, l’Italia ha contribuito in modo sostanziale a portare all’attenzione del dibattito ministeriale e del linguaggio dei documenti negoziati una serie di temi ritenuti strategici. Tra questi, il ruolo delle micro, piccole e medie imprese (MSME) nei processi di innovazione, la formazione l’upskilling e reskilling, l’importanza dei principi di sicurezza e della supervisione umana (human oversight) nello sviluppo e nell’impiego delle tecnologie emergenti, il rafforzamento delle sinergie tra sistema della ricerca e settore privato, nonché la centralità della tutela del copyright, dei creatori di contenuti e della proprietà intellettuale nell’evoluzione dell’intelligenza artificiale, sia nelle fasi di addestramento dei modelli sia nella generazione degli output.
L’Italia ha inoltre sostenuto l’importanza degli standard come fattore abilitante dell’innovazione, valorizzando sia gli standard sviluppati dall’industria sia quelli definiti nell’ambito dei processi internazionali di normazione, al fine di favorire interoperabilità, sicurezza, fiducia e diffusione delle nuove tecnologie.
In questo quadro, l’azione italiana è stata orientata a rafforzare il ruolo del Paese nei principali dossier internazionali sull’innovazione e l’intelligenza artificiale e a sostenere i processi multilaterali volti alla definizione di principi condivisi, regole efficaci e condizioni favorevoli allo sviluppo tecnologico e alla competitività.
Nei suoi interventi, il viceministro Valentini ha sottolineato la rilevanza del formato G20 per la gestione dei rapidi e profondi cambiamenti tecnologici della nostra era, evidenziando la necessità di promuovere uno sviluppo tecnologico incentrato sulla persona, che funga da traino per una crescita diffusa e contribuisca a ridurre le disuguaglianze.
La Ministeriale ha rappresentato anche un momento di confronto diretto con alcuni dei principali protagonisti dell’ecosistema globale dell’innovazione, tra cui Jensen Huang (NVIDIA), Sam Altman (OpenAI), Elon Musk (Tesla, SpaceX e xAI), Mark Zuckerberg (Meta), Tom Brown (Anthropic), Demis Hassabis (Google Deep Mind), Alex Karp (Palantir) e David Sacks, attraverso sessioni dedicate alle tecnologie emergenti, all’intelligenza artificiale, alla ricerca e alla manifattura avanzata.
Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti dell’Unione europea e dei Paesi del G20, insieme all’Unione africana: Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Indonesia, Italia, Giappone, Messico, Russia, Arabia Saudita, Corea del Sud, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti. La Polonia è stato il paese invitato, mentre il Sud Africa non ha partecipato.
La partecipazione italiana alla Ministeriale si inserisce nel percorso del G20 volto a rafforzare la cooperazione internazionale su scienza, tecnologia e innovazione, riconoscendone il ruolo strategico per la crescita, la produttività, la competitività industriale e la creazione di nuove opportunità economiche.
I lavori si sono chiusi con il passaggio di Presidenza al Regno Unito per il 2027.
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