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Una serie di “forti” esplosioni è stata avvertita a Kiev nelle prime ore di oggi, alla ripresa dei raid russi contro la capitale ucraina dopo una pausa di tre giorni. Le esplosioni hanno fatto scattare gli allarmi delle auto nel centro della città, hanno riferito i giornalisti di Afp presenti sul posto, dopo che l’amministrazione militare di Kiev aveva diramato un allarme aereo.
È scattato l’allarme aereo a Kiev a causa di un attacco russo, avvenuto dopo tre giorni di sospensione in concomitanza con la visita degli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner. Lo annunciano le autorità ucraine: “La difesa aerea è attiva a Kiev”, ha comunicato l’amministrazione militare della capitale su Telegram. Le autorità hanno riferito di edifici colpiti con droni nei distretti di Boryspil e Fastiv, nella periferia della capitale.
Droni ucraini hanno colpito la regione russa di Saratov. Lo riporta l’agenzia di stampa russa Tass, che spiega come l’attacco abbia provocato il danneggiamento di strutture civili e il ferimento di alcune persone. A confermarlo è il governatore della regione, Roman Busargin. “Strutture civili sono state danneggiate in un attacco con droni su Saratov. Tutti i sistemi di emergenza sono al lavoro. I primi accertamenti indicano che ci sono feriti”, ha detto Busargin.
L’Ucraina non è impegnata solo nella sanguinosa guerra con la Russia: all’orizzonte si sono profilati nuovi nemici, nei panni di un’impresaria teatrale britannica e della sua famiglia miliardaria. Un’aspra disputa con le autorità di Kiev che intendono sequestrare la società di acque minerali di cui sono comproprietari insieme a un oligarca russo.
La controversia, riporta il Guardian, riguarda una quota del 34% detenuta dalla famiglia Patarkatsishvili nella società produttrice dei principali marchi di acqua in bottiglia dell’Ucraina. Le partecipazioni societarie di IDS Ukraine sono state congelate dalle autorità ucraine nel 2022 a causa della quota del 49% detenuta nella società da investitori russi, tra cui Mikhail Fridman, fondatore del conglomerato russo Alfa Group, soggetto alle sanzioni occidentali per il sostegno dato al regime di Vladimir Putin. L’Agenzia ucraina per il recupero e la gestione dei beni (Arma) è stata incaricata di individuare una gestione indipendente per assumere il controllo dell’azienda, tra i cui azionisti di minoranza figura anche il governo georgiano.
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