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L’eruzione dell’Anak Krakatau continua a condizionare il traffico aereo indonesiano. La cenere vulcanica ha raggiunto lo spazio aereo di Giava e Sumatra e le autorità hanno disposto la chiusura temporanea di otto aeroporti, compresi i principali scali di Jakarta.
Otto aeroporti chiusi per la cenere dell’Anak Krakatau
La colonna di cenere prodotta dal vulcano nel Sunda Strait, tra Giava e Sumatra, ha costretto le autorità indonesiane a prolungare le restrizioni al traffico aereo.
Il Ministero dei Trasporti indonesiano ha comunicato nella mattina del 7 settembre che le chiusure avevano interessato otto aeroporti. Tra questi figurano Soekarno-Hatta e Halim Perdanakusuma a Jakarta, Radin Inten II a Lampung, Husein Sastranegara a Bandung, Budiarto a Curug, Pondok Cabe, Taufik Kiemas e Atung Bungsu.
AirNav Indonesia ha precisato successivamente che sei scali risultavano ancora formalmente in stato “closed” fino alle 8.59 ora locale, sulla base dei NOTAM aggiornati. La situazione viene quindi modificata di ora in ora seguendo la direzione delle ceneri.
La BMKG, l’agenzia meteorologica e geofisica indonesiana, ha confermato che la dispersione delle particelle vulcaniche riguarda Banten, Jakarta, Giava Occidentale, Lampung e altre zone vicine.
Krakatoa eruzione: quanto è alta la nube di cenere
L’attività è iniziata nella notte tra venerdì e sabato ed è proseguita con diverse fasi eruttive. Secondo Associated Press, l’eruzione ha prodotto grandi quantità di cenere e lava, mentre le autorità hanno mantenuto il vulcano sotto sorveglianza per la possibilità di nuovi episodi.
Le colonne eruttive hanno raggiunto quote tali da interferire direttamente con le rotte commerciali. La cenere vulcanica rappresenta un rischio per gli aeromobili perché può danneggiare i motori, ridurre la visibilità e compromettere diversi sistemi di bordo.
Per questo le autorità non stanno collegando la riapertura degli aeroporti a un semplice orario prestabilito. I voli potranno riprendere quando i controlli confermeranno condizioni sufficientemente sicure.
Perché si chiama Anak Krakatau
Il vulcano oggi in attività è Anak Krakatau, letteralmente “figlio del Krakatoa”. È emerso nella caldera lasciata dalla devastante eruzione del Krakatoa del 1883. L’Anak Krakatau è rimasto attivo nel corso dei decenni e nel dicembre 2018 un collasso parziale del cono provocò uno tsunami nello stretto della Sonda, causando oltre 400 vittime.
Le autorità hanno disposto una zona di sicurezza attorno al cratere e continuano a controllare attività sismica, emissioni e direzione del vento.
Per chi deve volare da o verso Indonesia, soprattutto attraverso Jakarta, resta necessario controllare lo stato del collegamento direttamente con la compagnia aerea.
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