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Jaguar Land Rover prepara una profonda riduzione dei costi con un obiettivo di 1,7 miliardi di sterline di risparmi nei prossimi due anni e un programma di uscite volontarie che, secondo il Financial Times, potrebbe interessare fino a 4.000 dipendenti e manager. La Casa britannica controllata da Tata Motors ha confermato la riorganizzazione e il piano di contenimento dei costi, ma non ha ufficializzato il numero degli esuberi.Il programma arriva in una fase finanziaria complessa. Nell’esercizio chiuso a marzo 2026 JLR ha registrato 22,9 miliardi di sterline di ricavi, in calo del 20,9%, mentre il margine EBIT rettificato è sceso allo 0,7% dall’8,5% dell’anno precedente. L’utile prima delle imposte e delle componenti eccezionali si è fermato a 14 milioni, contro 2,5 miliardi dell’esercizio precedente.Anche il primo trimestre dell’esercizio 2026/27 ha mostrato pressioni sui risultati: ricavi per circa 6 miliardi di sterline, -9,6%, margine EBIT al 2,8% e utile ante imposte di 109 milioni, in calo del 68,9% su base annua. Le vendite wholesale sono scese del 9,2% a circa 79.300 vetture.
Fino a 4.000 uscite, ma il numero non è ancora ufficiale
Secondo il Financial Times, JLR starebbe valutando fino a 4.000 tagli in due anni, concentrati principalmente su personale impiegatizio e management. I posti direttamente legati alla produzione negli stabilimenti sarebbero esclusi dalla prima fase del programma. Reuters conferma che l’azienda ha avviato un piano di uscite volontarie, precisando però che la cifra dei 4.000 posti proviene dalle indiscrezioni della stampa britannica.JLR impiega circa 30.000 persone nel Regno Unito e rappresenta uno dei principali gruppi industriali del Paese, con Solihull come maggiore sito produttivo britannico e altri impianti e strutture distribuiti nell’Inghilterra centrale e settentrionale. Le dimensioni dell’intervento hanno spinto il governo britannico a convocare un incontro con il CEO PB Balaji per discutere delle ricadute occupazionali.Il piano non nasce però esclusivamente dall’esigenza di ridurre l’organico. A giugno JLR aveva già presentato agli investitori le cosiddette Enterprise Missions, un programma volto a intervenire sui costi dei materiali, sulle spese di garanzia e sui costi fissi.L’obiettivo ufficiale è ottenere 1,7 miliardi di sterline di risparmi e riportare il volume necessario per raggiungere il pareggio economico verso 300.000 veicoli all’anno nell’arco di due anni. Si tratta di un target, non di un risultato già raggiunto.
Meno volumi, più redditività sui modelli ad alto margine
La necessità di abbassare il break-even è legata anche alla contrazione dei volumi. Nell’intero esercizio 2025/26 JLR ha registrato circa 307.900 vendite wholesale, in calo del 23,2%, mentre le consegne retail sono diminuite del 17,8% a 352.300 unità.Il gruppo ha attribuito il calo a diversi fattori: dazi statunitensi, difficoltà del mercato cinese, progressiva uscita di scena dei precedenti modelli Jaguar e fermate produttive provocate dal cyberattacco del 2025. La produzione è poi tornata a livelli normali entro metà novembre, consentendo un recupero nel quarto trimestre.A pesare sulla strategia c’è anche la competizione cinese. Il Financial Times indica proprio la pressione di nuovi costruttori a basso costo tra le ragioni che stanno spingendo JLR a rendere la struttura più snella. Nel Regno Unito la crescita di marchi come Jaecoo, appartenente al gruppo Chery, sta modificando rapidamente gli equilibri del mercato.JLR sta contemporaneamente concentrando il mix sulle famiglie Range Rover e Defender, più redditizie: nel primo trimestre 2026/27 Range Rover, Range Rover Sport e Defender rappresentavano l’80,8% dei volumi wholesale, contro il 77,2% di un anno prima.
Dazi, elettrificazione e nuova Jaguar
La ristrutturazione arriva mentre JLR deve continuare a finanziare la trasformazione tecnologica. Il gruppo ha confermato un programma di 18 miliardi di sterline di investimenti in cinque anni, avviato nell’esercizio 2023/24, destinato anche all’elettrificazione della gamma e alla riconversione degli impianti.Tra i prossimi lanci figurano Range Rover Electric, Range Rover Sport Electric e la nuova generazione Jaguar, mentre la società sta contemporaneamente aumentando la flessibilità delle motorizzazioni per adattarsi a una domanda di auto elettriche più lenta e disomogenea rispetto alle attese iniziali.Resta inoltre il nodo degli Stati Uniti. Dopo l’introduzione dei nuovi dazi, le tariffe sulle vetture britanniche destinate al mercato americano sono state ridotte al 10%, ma continuano a rappresentare un costo aggiuntivo. JLR considera il Nord America uno dei pilastri della crescita futura e punta a espandere significativamente il business statunitense.La riorganizzazione deve quindi raggiungere due obiettivi contemporaneamente: ridurre strutturalmente il costo operativo e liberare risorse per nuovi prodotti e tecnologie. Il risparmio da 1,7 miliardi e il break-even a 300.000 vetture sono obiettivi ufficiali; i 4.000 posti rappresentano invece, allo stato attuale, la dimensione massima della ristrutturazione indicata dalla stampa britannica, non un numero di licenziamenti già deciso e comunicato da JLR.
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