Rinnovo Patente all'Isola d'Elba? Facile ed Economico

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Da Elba in Comune

L’architetto Massimiliano Pardi con il suo documentato intervento ha rilanciato la questione del Comune unico, che è opinione diffusa sia oggi voluto dalla maggior parte degli Elbani nella formulazione attuale della proposta di legge popolare dichiarata procedibile dalla Regione e tuttora valida, che prevede (a differenza della precedente bocciata dagli elettori):
1) che i 7 Comuni si trasformino in altrettante municipalità autonome di pari nome, territorio, strutture, dipendenti e bilancio, che eleggerebbero, come nelle città metropolitane, un proprio consiglio di pochi membri e il c.d. “sindachino” per coordinarsi con il Comune e gestire le risorse economiche assegnate esse;
2) che un comitato dei Sindaci si affianchi al Commissario nominato dalla Regione in attesa delle elezioni del nuovo sindaco (circa 2 anni), per garantire unità amministrativa e che decisioni importanti per il territorio non vengano prese sulla testa degli Elbani;
3) che le decisioni più importanti per il territorio siano sottoposte a referendum.

Ricordo qui che il Comune dell’Isola d’Elba supererebbe la soglia di legge dei 30.000 abitanti e consentirebbe esso di accedere autonomamente ai ricchi finanziamenti regionali Europei (FESR) per riqualificare infrastrutture vitali per l’Elba come l’ospedale, i porti e l’aeroporto; quest’ultimo oggi ostaggio di logiche elettorali da piccolo paese, al punto da indurre l’Amministrazione Campese a rifiutare l’ampliamento dell’aeroporto finanziato dalla Regione che solo consentirebbe di aprire l’Elba al ricco turismo Europeo ed Extra Europeo.

L’architetto Pardi ha fornito alcuni dati che potrebbero spiegare, a parere certo opinabile di chi scrive, perchè invece i politici Elbani avversino l’istituzione del Comune dell’Isola d’Elba: “all’Elba abbiamo oggi circa un consigliere ogni 370 abitanti; a Livorno circa uno ogni 4.800 abitanti. Se l’Elba fosse un unico Comune con poco più di 30.000 abitanti, la fascia demografica prevista sarebbe quella di 24 consiglieri oltre al Sindaco, non 84 consiglieri distribuiti in sette amministrazioni.”. Nei fatti, sono questi 84 consiglieri ad avere impedito il referendum confermativo la proposta di legge popolare di fusione dei attuali 7 comuni nel “Comune dell’Isola d’Elba” con un semplice espediente: rifiutandosi di autenticare ai banchetti le firme dei cittadini Elbani apposte sui moduli stampati dalla Regione per chiedere l’istituzione del referendum. Così hanno impedito essi di votare. Niente referendum, niente Comune dell’Isola d’Elba, 7 “feudi” e 66 poltrone salvate.

Ciò chiarito, è bene sapere che la proposta di legge stampata sui moduli da firmare per il referendum dalla Regione è tuttora valida e che per riavviare l’iter per il referendum basterà effettuare un atto formale. Prima di effettuare il quale però, onde evitare il ripetersi della “astensione” ai banchetti dei consiglieri comunali, stiamo sondando i partiti politici a livello regionale affinchè facciano propria la proposta di legge e assicurino l’autentica delle firme per il referendum. Per il bene dell’Elba e la credibilità della politica. Ci riusciremo? Vi terremo informati.

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