Rinnovo Patente all'Isola d'Elba? Facile ed Economico

La Segretaria Nazionale di ANCIMGiannina Usai e il Sindaco di Portoferraio Tiziano Nocentini, coordinatore regionale per la Toscana e vice presidente di ANCIM, intervengono alla vigilia della Festa Nazionale delle Isole Minoriorganizzata all’Isola d’Elba dal PD per ribadire e ricordare il lavoro concreto svolto dalle amministrazioni delle piccole isole.
“Accogliamo con piacere questa iniziativa – sottolineano Giannina Usai e Tiziano Nocentini – un evento che cade oltretutto nel 40.mo anniversario della fondazione dell’Associazione Nazionale per le Isole Minori. Dopo quaranta anni di attività, ma soprattutto dopo gli importanti risultati conseguiti dall’associazione negli ultimi due anni, è però fondamentale ricordare che il futuro dei territori insulari non si costruisce con le kermesse estive, ma con l’azione quotidiana e i progetti portati avanti in questi anni da ANCIM insieme ai sindaci delle 35 realtà insulari italiane”.
Ci sono, infatti, dei punti fermi da non dimenticare quando si parla di piccole isole. Ma andiamo per gradi.
IL VALORE DELLA CARTA DELL’ELBA
La “Carta dell’Elba per un’Europa dei cittadini insulari più coesa e cooperativa” è stata approvata proprio a Portoferraio il 9 marzo 2024, ed è nata dalla collaborazione tra ANCIM, il Comune di Portoferraio e la confederazione internazionale “La Rotta dei Fenici”.
Il documento rappresenta un manifesto d’azione politica progettato per fare pressione sulle istituzioni europee affinché traducano in leggi concrete la storica Risoluzione del Parlamento Europeo sull’insularità.
I dettagli e i pilastri fondamentali del testo della Carta dell’Elba includono:
Attuazione dei patti UE: Richiedono l’attivazione immediata di un “Patto per le Isole” e di un’“Agenda per le Isole Minori” a livello europeo, sul modello di quanto già fatto per le aree urbane e rurali.
Riconoscimento delle fragilità: Esigono che Bruxelles consideri in modo permanente gli svantaggi strutturali, demografici e geografici delle isole minori all’interno di ogni regolamento comunitario.
Fondo specifico per le isole: Propongono la creazione di una linea di finanziamento e di un fondo economico speciale europeo interamente dedicato a colmare il divario infrastrutturale insulare.
La Carta dell’Elba, inoltre, ha introdotto un modello di sviluppo territoriale integrato.
Sviluppo “territorializzato”: Si rifiuta l’assistenzialismo a pioggia. La Carta stabilisce la necessità di costruire modelli economici basati sulla reale condivisione e sulle scelte delle collettività locali e delle loro forze produttive.
Programmazione concertata: Si individuano gli Investimenti Territoriali Integrati (ITI) come lo strumento finanziario principale per pianificare le strategie di sviluppo locale a lungo termine.
Inoltre, la Carta dell’Elba ha richiesto la semplificazione e rafforzamento delle istituzioni.
Capacità amministrativa: Denuncia la scarsità di risorse umane nei piccoli municipi insulari. La Carta fissa come presupposto inderogabile il rafforzamento istituzionale dei Comuni, dotandoli di personale qualificato per gestire i fondi europei.
Semplificazione normativa: Chiede con urgenza una burocrazia flessibile. Le leggi ordinarie, se applicate rigidamente alle micro-comunità delle isole, rischiano di bloccare la realizzazione delle opere pubbliche e l’attuazione degli interventi ordinari.
Infine, e questo è l’aspetto più importante, la carta dell’Elba ha dettato richieste sugli aiuti di Stato e fiscalità
Deroghe per i territori insulari: Chiede la revisione immediata della Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale. L’obiettivo è includere le isole minori tra le aree assistite della normativa europea (Art. 107 del TFUE), passaggio chiave per concedere agevolazioni fiscali stabili e semplificazioni d’impresa (come le ZES, Zone Economiche Speciali) senza incorrere in sanzioni per aiuti di Stato illegittimi.
DALLA CARTA DELL’ELBA ALLEZES (ZONE ECONOMICHE SPECIALI): UNA MISURA DI EQUITÀ TERRITORIALE
Il passo successivo è stato l’istituzione e la piena applicazione di una ZES Unica Geografica dedicata a tutte le isole minori italiane, superando l’attuale frammentazione, anche se una parte delle isole è inizialmente rimasta esclusa.
ANCIM ha espresso, su precisa sollecitazione del Comune di Portoferraio, una posizione netta basata su precise rivendicazioni politiche e normative:
Inclusione del Centro-Nord: ANCIM contesta fermamente l’esclusione delle isole minori di Toscana, Liguria e Lazio (come Elba, Giglio, Capraia, Ponza, Ventotene e Portovenere) dai benefici fiscali e amministrativi di cui già godono altre isole del Mezzogiorno. Pur essendoci un’estensione teorica prevista dalDecreto Legge n. 91 del 2017, questa è rimasta inattuata.
No ai confini regionali: L’associazione ritiene inaccettabile che le imprese insulari subiscano disparità di trattamento economico e crediti d’imposta differenti solo a causa della regione di appartenenza. L’insularità crea gli stessi identici svantaggi strutturali ovunque.
Azione coordinata dei Comuni: Su forte impulso del presidente ANCIM Sergio Ortelli, i 35 Comuni associati stanno approvando in modo simultaneo nei propri Consigli comunali una mozione d’indirizzo condivisa. L’obiettivo è fare pressione unita sul Governo per ottenere un elenco unico delle aree ZES insulari e una quota dedicata di risorse finanziarie.
Strumento di compensazione e sviluppo: Per ANCIM, la ZES Unica delle isole minori non rappresenta un “privilegio”, ma una misura di equità territoriale necessaria per abbattere i costi della continuità territoriale, attrarre investimenti stabili e contrastare lo spopolamento.
LA CARTA DI PROCIDA E LA BLUE ECONOMY
La successiva “Carta di Procida per un’economia delle isole innovativa ed integrata”, approvata da ANCIM il 9 luglio 2024, rappresenta la naturale evoluzione e l’aggiornamento operativo della Carta dell’Elba di marzo 2024.
Se la Carta dell’Elba ha definito il quadro politico e i principi macroeconomici (focus su burocrazia, aiuti di Stato e governance), la Carta di Procida ha tradotto quelle linee guida in una strategia ambientale e industriale legata alla Blue Economy.
Il documento di Procida integra ed evolve i principi dell’Elba attraverso quattro direttrici fondamentali:
Centralità del mare e dell’economia blu
Dalla terra al mare: La Carta dell’Elba si focalizzava sul rafforzamento amministrativo dei municipi. Procida sposta il baricentro sui territori marittimi e sui litorali intesi come volani economici essenziali per il benessere energetico, commerciale e alimentare dell’Europa.
Transizione ecologica e tecnologica applicata
Sostenibilità energetica: La Carta di Procida integra i principi di sviluppo integrato della Carta dell’Elba introducendo obiettivi specifici di autosufficienza energetica delle isole (es. transizione verso fonti rinnovabili e tutela delle risorse idriche).
Digitalizzazione e innovazione: La semplificazione burocratica invocata all’Elba viene qui declinata nella digitalizzazione dei servizi e dei processi produttivi isolani, per superare definitivamente le barriere fisiche dell’isolamento.
Modelli di turismo rigenerativo
Superamento del turismo di massa: Aggiorna il concetto di “sviluppo territorializzato condiviso” della Carta dell’Elba. Propone un modello turistico incentrato sul rispetto degli ecosistemi marini e sulla valorizzazione della cultura marinara delle micro-comunità, evitando lo spopolamento nei mesi invernali.
Protezione dell’ambiente come risorsa economica
Mitigazione dei cambiamenti climatici: La Carta di Procida inserisce la gestione dei rischi costieri e la protezione della biodiversità del mare all’interno delle priorità di investimento. L’ecologia non viene più vista solo come un vincolo, ma come un pilastro dello sviluppo economico integrato teorizzato in occasione della Carta dell’Elba.
LA CARTA DI FAVIGNANA E LA SANITA’
L’altra Carta fondamentale è stata approvata nell’isola di Favignana ed è incentrata sulla sanità nelle isole minori.
La “Carta di Favignana”, approvata l’11-12 ottobre 2024 a conclusione del XXI Congresso dell’ANSPI (Associazione Nazionale Sanitaria Piccole Isole), rappresenta il documento programmatico di ANCIM e dei direttori sanitari interamente focalizzato sul diritto alla salute e sulla sanità delle isole minori d’Italia
In quell’occasione si è rilevato che la sanità nelle isole minori dal 2000 ad oggi è peggiorata, i servizi sono diminuiti o addirittura cancellati, come i punti nascita. Questo aspetto è stato rappresentato anche al Presidente della Repubblica, al quale le mamme isolane hanno chiesto di ripristinare i punti nascita nelle isole affinché i loro figli siano isolani fin dal loro primo vagito.
Le conclusioni: DAGLI EVENTI DI PARTITO SI PASSI AL LAVORO QUOTIDIANO
“Abbiamo sempre creduto, fin dal primo momento del nostro insediamento nel giugno del 2024 – sottolinea il sindaco di Portoferraio Tiziano Nocentini – nel ruolo di ANCIM a livello associativo e come punto di riferimento per la politica nazionale nel suo compito istituzionale di difensore delle realtà svantaggiate come quelle insulari. Ci siamo confrontati di persona più volte, negli ultimi due anni, con i rappresentanti del Governo in qualità di amministratori del comune capoluogo della più grande isola italiana (la Sardegna e la Sicilia sono in realtà due regioni, con tanto di leggi speciali), abbiamo partecipato alle iniziative più importanti come gli Stati generali delle Piccole Isole dell’ottobre 2025 a Lipari rappresentando la complessità dei nostri problemi, dai rifiuti ai trasporti, dalla sanità alla necessità di una fiscalità speciale, e crediamo che dai segnali lanciati in questo periodo dipenda il futuro delle piccole isole. In particolare, l’applicazione dello status di ZES Unica delle isole minori potrebbe colmare molti degli svantaggi dell’insularità attraverso benefici fiscali e amministrativi. Auspichiamo in ogni caso che l’attenzione rivolta alle piccole isole attraverso iniziative come la FESTA NAZIONALE delle ISOLE MINORI del PD possano servire a rafforzare questi concetti ed a farli entrare nelle agende della politica, di qualsiasi colore essa sia”.
“Alla ripresa delle attività legislative – aggiunge la Segretaria Nazionale ANCIM Giannina Usai – si prospettano alcuni appuntamenti che possono essere colti per dare soluzioni ai problemi insoluti o solo parzialmente risolti. La sanità può essere l’occasione, ad invarianza di postazione finanziaria, per dare anche agli isolani una assistenza adeguata, prevedendo che nei criteri di riparto si inserisca la pesatura della insularità e nel caso delle isole di Sardegna e Sicilia della doppia insularità.
Nel fondo incentivi per il personale sanitario una aliquota dovrà essere destinata specificamente al personale sanitario delle isole minori. Lo stesso principio andrebbe applicato anche al personale scolastico.
Si potrebbe prevedere, inoltre, che strutture demaniali vengano date, con priorità, ai Comuni che le richiedono per alloggi sia di personale sanitario fuori sede, sia di personale scolastico.
Dovrebbe essere prevista, all’interno del Fondo per il trasporto locale, una aliquota finanziaria per migliorare la continuità territoriale.
Questi anni hanno dimostrato che si rende necessaria una governance unitaria tra Stato, Regioni e Comuni insulari, come affermato dallo stesso art. 119 della Costituzione, la quale sancisce che sia la Repubblica a risolvere i problemi delle isole minori.
Un Comitato paritetico, non per esprimere pareri, ma per governare in modo integrato i vari finanziamenti confluiti in un Fondo unico, finalizzato a finanziare il DUPIM ed il PIST delle isole minori.
La ZES delle isole, già possibile con l’attuazione coordinata della ZES Sud con la norma “Resto al Sud”, sarebbe il giusto corollario di una economia fondata non solo sull’asse turismo.
Queste sono alcune sfide che potrebbero essere attuate facilmente e che porterebbero significativi risultati di sviluppo economico.
Non basta affermare che le isole necessitano di norme dedicate, ma serve soprattutto adottarle ed attuarle.
In una precedente legislatura il PD, ad iniziativa dell’on. Orrù, aveva presentato un disegno di legge che conteneva molte di queste soluzioni. Auspichiamo che anche l’anticipato documento finale della FESTA NAZIONALE DELLE ISOLEMINORI possa contenere le proposte che i cittadini delle isole minori attendono”.
Rinnovo Patente all'Isola d'Elba? Facile ed Economico
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