Rinnovo Patente? Facile ed Economico

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Il caro carburanti incide su produzione agricola, refrigerazione e trasporto delle merci. Per frutta e verdura l’effetto può arrivare rapidamente sulla filiera, anche se l’andamento dei prezzi cambia molto da prodotto a prodotto.

Intanto, il Governo ha prorogato il taglio delle accise sul gasolio al 5 settembre. In seguito potrebbero arrivare misure differenti per contrastare il caro carburanti, come voucher per i redditi più bassi o specifiche per gli autotrasportatori.

Caro carburanti: come il diesel entra nel prezzo di frutta e verdura

Quando aumenta il prezzo del carburante, il costo non riguarda soltanto chi usa l’automobile. I prodotti agricoli devono essere coltivati, raccolti, selezionati, conservati e trasportati. Trattori, macchinari e mezzi pesanti utilizzano carburante. Una parte delle produzioni necessita anche di irrigazione e refrigerazione.

Coldiretti ha segnalato ad agosto che il gasolio agricolo, dopo essere sceso a circa 1,16 euro al litro, era salito fino a 1,44 euro. L’organizzazione ha indicato il rincaro tra i costi che stanno mettendo sotto pressione le aziende ortofrutticole.

L’aumento si estende alla distribuzione. Camion e furgoni portano la merce dai campi ai centri di lavorazione, quindi ai mercati all’ingrosso, ai supermercati e ai negozi.

Su prodotti deperibili come pesche, albicocche, pomodori o insalata, tempi e temperature di conservazione rendono la logistica particolarmente rilevante.

Caro carburanti, perché il prezzo al supermercato non segue quello dei produttori

Un carburante più caro non significa però che ogni frutto o ortaggio aumenti automaticamente dello stesso valore. I prezzi dipendono anche dalla disponibilità del raccolto, dalla domanda, dalle importazioni, dai contratti tra produttori e distributori e dalle condizioni meteorologiche.

I dati di luglio mostrano infatti un andamento complesso. L’Istat ha registrato una riduzione mensile dei prezzi di frutta e ortaggi e una frenata dell’inflazione alimentare. La frutta risultava in calo dello 0,7% su base annua e del 4,8% rispetto a giugno.

Contemporaneamente Coldiretti ha denunciato una forte distanza tra i prezzi riconosciuti agli agricoltori e quelli osservati nella distribuzione. Secondo dati Ismea elaborati dall’organizzazione, nella quarta settimana di luglio le quotazioni alla produzione erano scese del 17% per le pere, del 18% per pesche e nettarine, del 20% per le susine e del 34% per le albicocche.

Caro carburanti: quanto incidono trasporti ed energia

L’Unione nazionale consumatori ha collegato parte dei rincari osservati dall’inizio della crisi energetica ai maggiori costi di trasporto ed energia. L’Ansa aveva segnalato già a fine maggio che diverse voci relative a frutta e verdura figuravano tra i prodotti rincarati.

Il prezzo finale dipende quindi da più componenti. Il carburante rappresenta una delle spese che attraversano quasi tutta la filiera, ma non basta da solo a spiegare gli aumenti.

Raccolti abbondanti possono far scendere i prezzi anche con diesel caro. Produzioni ridotte dal caldo, unite a costi energetici e logistici elevati, possono invece spingere più rapidamente verso l’alto i listini al dettaglio.

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