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Bollette, la stangata di settembre è già nell’aria: luce e gas verso nuovi rincari, fino a 515 euro in più

L’estate del caro energia rischia di lasciare in eredità alle famiglie italiane un conto più pesante anche dopo le vacanze. Settembre si avvicina con un nuovo possibile giro di aumenti per luce e gas, mentre sui mercati energetici le tensioni restano elevate. Non si tratta ancora di un rincaro già deciso per tutti i consumatori, ma delle conseguenze che le quotazioni registrate nelle ultime settimane potrebbero avere sulle bollette nei prossimi mesi. Il dato che fotografa meglio la situazione è quello di luglio: secondo le elaborazioni riportate da Sky TG24, il prezzo dell’elettricità è aumentato del 18,52% rispetto a giugno, mentre quello del gas ha registrato un incremento del 20,04%. Per entrambi si tratta dei livelli più elevati raggiunti nel corso del 2026.

A fare i conti sull’impatto per le famiglie è stata Nomisma Energia. Secondo le stime elaborate sulla base degli attuali prezzi all’ingrosso, il maggior costo per una famiglia tipo tra luce e gas potrebbe arrivare a 515 euro nell’intero 2026 rispetto al 2025, con un incremento complessivo di circa il 23%. Se al conto si aggiunge anche il carburante, l’aggravio sale fino a 877 euro. È proprio questo l’aspetto che rende particolarmente delicata la fase di fine estate: il rincaro dell’energia non resta confinato alla bolletta. Quando aumentano gas ed elettricità, infatti, crescono anche i costi sostenuti dalle imprese per produrre, trasportare e distribuire beni e servizi. Il rischio è quindi che una parte degli aumenti venga trasferita sui prezzi finali, alimentando ulteriormente la pressione sulle famiglie.

Luce, il primo aumento è già arrivato

Per i clienti vulnerabili ancora serviti in Maggior Tutela, un primo aumento è già scattato nel terzo trimestre. ARERA ha stabilito un incremento del 4,6% della bolletta elettrica rispetto al trimestre precedente. L’aggiornamento riguarda circa tre milioni di clienti vulnerabili. Questo dato, però, non coincide automaticamente con quello che pagherà ogni famiglia italiana: nel mercato libero le condizioni dipendono dal contratto sottoscritto, mentre per i clienti vulnerabili le condizioni regolamentate vengono aggiornate secondo i meccanismi stabiliti dall’Autorità. Anche per questo le stime sui rincari vanno lette come indicazioni sull’andamento della spesa, non come una percentuale identica che verrà applicata a tutte le bollette.

Il problema è che l’effetto dei prezzi all’ingrosso non si trasferisce tutto e subito sulle bollette. Dipende dal tipo di contratto, dai tempi di aggiornamento delle tariffe e dalla componente energetica presente nella singola fornitura. Secondo le stime di Nomisma, considerando insieme luce, gas e carburanti, il maggior esborso annuo potrebbe arrivare appunto a 877 euro per una famiglia. Il quadro resta comunque legato all’evoluzione dei mercati internazionali. Se le quotazioni dell’energia dovessero rientrare, anche la pressione sulle bollette potrebbe attenuarsi. Se invece la fase di tensione dovesse proseguire, l’autunno potrebbe presentare alle famiglie un conto energetico ancora più salato.

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