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Genova si ferma di nuovo alle 11.36, l’orario esatto in cui, il 14 agosto 2018, il Ponte Morandi crollò trascinando con sé 43 vite. Sono passati otto anni da quella tragedia che spezzò la città in due e sconvolse l’Italia intera ma, quest’anno, a dare sollievo – ma certo non pace – è la sentenza di primo grado, arrivata lo scorso 16 luglio al termine di anni di indagini e udienze. Un passaggio atteso da familiari e cittadini, che segna una tappa importante nel percorso della giustizia ma non chiude il dolore né cancella le domande che da otto anni accompagnano la città.
Il programma della giornata
La cerimonia torna quest’anno alla Radura della Memoria, il luogo simbolo costruito proprio dove il ponte crollò, sotto il nuovo viadotto Genova-San Giorgio, realizzato in appena due anni. La giornata si apre alle 9 con la Santa Messa nella chiesa parrocchiale di San Bartolomeo della Certosa, celebrata dall’arcivescovo di Genova monsignor Marco Tasca. Alle 10.15 è previsto l’arrivo dei familiari delle vittime e delle autorità alla Radura della Memoria, dove alle 10.45 prende il via la cerimonia ufficiale, con la partecipazione del viceministro Edoardo Rixi, del prefetto Cinzia Torraco, del presidente della Regione Liguria Marco Bucci e della sindaca di Genova Silvia Salis. Alle 11.36 la città si ferma in silenzio, mentre scorrono le immagini del crollo e i 43 nomi delle vittime. La cerimonia, come da tradizione, viene trasmessa in diretta dalla Rai.
Le iniziative del Comune
Il programma commemorativo, promosso dal Comune di Genova insieme al Comitato Parenti Vittime del Ponte Morandi e all’Ordine dei Giornalisti della Liguria, in collaborazione con l’Associazione Ligure dei Giornalisti, è iniziato già il 13 agosto: nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi è stata presentata un’installazione video realizzata dal lavoro di una trentina di cronisti, ed è stata inaugurata una mostra fotografica con oltre cento immagini scattate dai fotoreporter genovesi nei giorni della tragedia, che resterà allestita nel loggiato per un mese e mezzo prima di trovare casa, da ottobre, nelle sale del Memoriale del Ponte Morandi. Sempre il 13 agosto, a Palazzo Tursi è andato in scena anche “La Traiettoria calante”, il monologo di Pietro Giannini costruito a partire dal racconto del crollo.
Le celebrazioni non si fermano a Genova. In diverse città italiane sono previsti momenti di raccoglimento dedicati alle vittime originarie di altri territori: a Torre del Greco, ad esempio, una cerimonia religiosa ricorderà le quattro vittime torresi – Giovanni, Matteo, Gerardo e Antonio – che viaggiavano insieme verso le vacanze quando il ponte crollò. Otto anni dopo, la ferita aperta dalla tragedia del Morandi resta un punto fermo nella memoria collettiva del Paese, un appuntamento che ogni 14 agosto riporta Genova, e l’Italia, a fermarsi in silenzio per non dimenticare.
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