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Paolo Maldini rompe il silenzio sulle dimissioni dalla Nazionale e ricostruisce la scelta del nuovo commissario tecnico. Pep Guardiola era arrivato vicino all’Italia, poi Andrea Pirlo era diventato il candidato principale. Giovanni Malagò avrebbe cambiato gli accordi sulla scelta dell’allenatore. L’ex direttore tecnico azzurro ha raccontato la sua in un’intervista al Corriere della Sera.
Maldini: “Guardiola era vicino alla Nazionale”
La ricostruzione più sorprendente riguarda Pep Guardiola. Maldini racconta che lui e Leonardo erano andati direttamente a Barcellona per incontrare l’allenatore spagnolo. Il confronto sarebbe durato un’intera giornata. Secondo l’ex difensore, Guardiola era seriamente interessato alla possibilità di guidare l’Italia e durante l’incontro avrebbe iniziato anche a ragionare sulle possibili formazioni azzurre: “Era molto tentato. È andato molto vicino ad accettare”.
L’aspetto economico, secondo l’ex capitano del Milan, non avrebbe bloccato la trattativa. Guardiola avrebbe chiesto uno stipendio sostanzialmente in linea con quello del precedente commissario tecnico.
La rinuncia sarebbe arrivata per ragioni personali e fisiche. Maldini riferisce che Guardiola aveva alle spalle dieci stagioni particolarmente impegnative in Premier League e un’operazione alla schiena. Il tecnico avrebbe quindi scelto di fermarsi e riposare.
Pirlo scelto dopo il no di Guardiola
Saltata l’ipotesi Guardiola, la direzione tecnica aveva individuato Andrea Pirlo. Maldini spiega che il progetto puntava su un allenatore giovane, con una storia importante in Nazionale e un’idea di calcio maggiormente orientata alla tecnica e al gioco offensivo. Nella lista iniziale erano presenti anche Daniele De Rossi e Fabio Grosso, entrambi campioni del mondo nel 2006.
De Rossi e Grosso sarebbero però stati esclusi perché già impegnati con club di Serie A. A quel punto Pirlo sarebbe diventato la soluzione scelta da Maldini e Leonardo.
“Quando parlo con Pirlo lo trovo preparatissimo”, afferma Maldini. L’ex dirigente rossonero riteneva che l’allenatore potesse lavorare all’interno di una struttura con direttore tecnico e advisor, assumendo la guida della Nazionale all’interno di un progetto più ampio.
La candidatura si è però complicata anche per i rapporti commerciali di Pirlo con una società russa di scommesse. Maldini sostiene che non esistessero impedimenti giuridici alla sua nomina e che Pirlo fosse disponibile a interrompere quei rapporti.
Maldini accusa Malagò: “Ha cambiato le regole”
La rottura nasce sulla gestione finale della scelta. Secondo Maldini, l’accordo iniziale prevedeva che direttore tecnico e advisor individuassero il commissario tecnico, mentre Malagò avrebbe dovuto approvare la scelta. La versione raccontata dall’ex capitano cambia quando Pirlo diventa il candidato principale.
Maldini riferisce che Malagò avrebbe comunicato a lui e Leonardo di non ritenere più praticabile l’opzione Pirlo e di voler assumere direttamente la decisione sul nuovo allenatore.
“Da oggi l’allenatore lo decido io”, è la frase attribuita da Maldini al presidente federale. Per l’ex dt si trattava di una modifica sostanziale delle responsabilità concordate. Dopo 24 ore lui e Leonardo hanno quindi deciso di lasciare, senza arrivare alla firma del contratto quadriennale che sarebbe dovuto partire il primo agosto.
La versione di Malagò è differente. Dopo le dimissioni aveva parlato di una separazione avvenuta senza conflitti personali, confermando però che il disaccordo era nato proprio intorno alla candidatura di Pirlo.
Pochi giorni prima, durante la presentazione del nuovo progetto federale, Malagò aveva dichiarato pubblicamente che le decisioni sarebbero state condivise con Maldini e Leonardo.
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