Rinnovo Patente? Facile ed Economico

Prima del cinema, di Hannibal Lecter e dei due premi Oscar, c’era un pianoforte. Sir Anthony Hopkins raccoglie ora oltre sessant’anni di composizioni nell’album Life Is a Dream, inciso con Gustavo Dudamel e la Philharmonia Orchestra.
Per il mondo è uno dei più grandi attori viventi. Per se stesso, forse, Anthony Hopkins è sempre stato soprattutto un musicista rimasto dietro le quinte. Decca Classics lo ha messo sotto contratto come compositore e pubblicherà Life Is a Dream, un progetto orchestrale che attraversa oltre sessant’anni di scrittura privata, ricordi familiari e paesaggi del Galles. «La musica è stata il mio primo desiderio», ha spiegato Hopkins, che iniziò a suonare il pianoforte a quattro anni e da bambino affrontava già Beethoven e Chopin. Molto prima che la recitazione diventasse il suo mestiere, improvvisava melodie e componeva brani per gli spettacoli locali.
Un’autobiografia senza parole
L’album, eseguito dalla Philharmonia Orchestra sotto la direzione di Gustavo Dudamel, si presenta come un memoriale intimo affidato alle note. Il primo singolo, Bracken Road, appartiene alla suite 1947 e riporta Hopkins nei luoghi dell’infanzia: le strade di Margam (il distretto dove è nato nel 1937), i prati, le fattorie e le montagne che circondavano la casa di famiglia. La melodia nacque nel 1963, quando il giovane attore lavorava al Liverpool Playhouse e, prima delle prove, si sedeva al pianoforte del backstage. Dentro il brano convivono blues, grandi orchestrazioni americane e un omaggio a Edward Elgar.
Dal padre fornaio alla moglie Stella
Il legame con le origini ritorna in My Fatherland, dedicata al padre, che Hopkins ricorda con orgoglio come un semplice fornaio. Altre pagine raccontano Port Talbot, il nonno, il cinema scoperto da ragazzo e gli affetti più vicini: Stella Aria è per la moglie, mentre Tara porta il nome della nipote. Alle registrazioni, realizzate all’Alexandra Palace di Londra, hanno partecipato anche il pianista Sergio Tiempo, il violoncellista Gregorio Nieto, il Bach Choir e le voci bianche della Cattedrale di Winchester.
Dudamel descrive Hopkins come un artista capace di trasferire nella musica la stessa profondità emotiva del cinema. E forse Life Is a Dream racconta proprio questo: dietro ogni personaggio interpretato sullo schermo, per più di mezzo secolo continuava a suonare, discretamente, la voce più autentica di Anthony Hopkins
Rinnovo Patente? Facile ed Economico
Questo articolo è stato pubblicato in origine su questo sito internet