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Italia-Spagna, strappo tra Meloni e Sanchez su Schengen. Ma lei tiene il punto e non cede

È di oggi, 7 agosto, il capitolo più teso finora tra Roma e Madrid sul dossier Ceuta. Il governo spagnolo ha formalizzato la richiesta all’Italia di revocare entro domenica 9 agosto i controlli alle frontiere reintrodotti il 1° agosto, avvertendo che in caso contrario adotterà misure di risposta “proporzionali”. Nella nota ufficiale l’esecutivo di Madrid definisce la decisione italiana ingiusta, contraria agli interessi dell’Unione europea e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola, sostenendo che sia stata adottata senza preavviso, in modo unilaterale e con argomentazioni che non si conformerebbero né al Codice frontiere Schengen né alla realtà dei fatti.

Sul fronte umanitario, la ministra spagnola per la Gioventù e l’Infanzia, Sira Rego, ha illustrato oggi la strategia del governo per la gestione dei minori stranieri non accompagnati arrivati a Ceuta con gli ingressi in massa della settimana scorsa, stimati in 1.342 casi già censiti e presi in carico dal sistema di accoglienza. La priorità, ha spiegato Rego, sarà data – caso per caso e con tutte le garanzie previste – al ricongiungimento familiare nei Paesi d’origine dove possibile. La ministra ha inoltre richiamato la riforma della legge sugli stranieri approvata un anno fa dal governo Sánchez, che rende obbligatoria una redistribuzione “solidale e vincolante” dei minori migranti tra le comunità autonome spagnole, con una quota di 32,6 posti ogni 100mila abitanti: i primi trasferimenti verso le altre regioni della penisola dovrebbero partire già nelle prossime settimane.

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Da Palazzo Chigi, però, la risposta è netta: nessuna intenzione di rivedere la sospensione dell’accordo di Schengen per i cittadini di Paesi terzi provenienti dalla Spagna, almeno fino al 15 agosto e comunque finché non saranno esclusi rischi di sicurezza e terrorismo per l’Italia. “L’Italia non accetta ultimatum o imposizioni dall’estero per ciò che riguarda la sicurezza nazionale e il controllo delle frontiere”, la replica in una nota. L’Ufficio della premier Giorgia Meloni ha assicurato che non c’è alcun “pregiudizio nei confronti di un Paese amico come la Spagna”, con il quale si auspica un “dialogo costruttivo”. Una revisione della decisione di sospendere Schengen, così come confermato in giornata anche dal Ministro Piantedosi, sarà possibile solo dopo il 15 agosto, quando si teme un nuovo massiccio afflusso.

Il 15 agosto

Il riferimento è alla nuova ondata migratoria attesa a Ceuta proprio per quella data, secondo quanto annunciato dalle stesse autorità spagnole. Il ministro dell’Interno Piantedosi ha ribadito la linea intervenendo oggi agli incontri “Bar Italia” organizzati da Fratelli d’Italia a Sorrento: la sospensione di Schengen con la Spagna, ha detto, è una misura temporanea consentita dai trattati UE, applicata con modalità selettive e senza aggravi, e si valuterà solo dopo il 15 agosto. Piantedosi ha anche parlato di una “reazione scomposta” da parte dell’opposizione italiana, insinuando che derivi dal fatto che la misura riguardi un Paese guidato da un governo socialista, e ha sottolineato come sia la stessa intelligence spagnola ad aver lanciato un nuovo allarme per il 15 agosto su Ceuta – rendendo secondo lui difficile sostenere che le condizioni per mantenere la sospensione non esistano. Ecco quindi la fotografia di oggi: un ultimatum spagnolo con scadenza a 48 ore, una porta lasciata socchiusa da Roma solo dopo il 15 agosto, e sullo sfondo la gestione, tutt’altro che semplice, di oltre mille minori non accompagnati rimasti a Ceuta dopo la crisi. Ma una cosa, intanto, è certa:

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