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Questa mattina a Pavana, circondato dall’affetto della moglie Raffaella, della figlia Teresa e dei familiari si è spento, a 86 anni Francesco Guccini. Lo rende noto la famiglia sottolineando che “nel rispetto delle sue volontà, le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni e in forma strettamente privata”. Ma chi era Francesco Guccini? Non era solo un cantante e uno scrittore ma molto di più, a 86 anni si è spenta una delle persone più capaci di raccontare l’Italia, un gigante della musica ma anche dell’impegno sociale.

Francesco Guccini nasce a Modena il 14 giugno 1940, ma a causa della guerra trascorre l’infanzia e parte dell’adolescenza nel paese dei nonni paterni, Pàvana, località dell’Appennino pistoiese al confine con il territorio bolognese. Guccini frequenta l’Istituto magistrale a Modena negli anni ’50 ed è nel 1957 che inizia a suonare la chitarra, sull’onda dell’avvento in Italia del rock’n’roll, e a scrivere le prime canzoni. Si iscrive all’Università, una prima volta, nel ’58-59: Facoltà di Magistero, indirizzo Lingue e Letterature straniere.

Nell’ottobre 1958 diventa istitutore presso un collegio di Pesaro: viene licenziato, nel dicembre dello stesso anno, per incompatibilità con il ruolo richiestogli dalla direzione. Dal ‘59 al ‘60 lavora come giornalista alla Gazzetta di Modena; lascia la professione, amata ma poco remunerativa, per approdare alle orchestre da balera.

La carriera come cantautore avrà però il sopravvento, portando Francesco Guccini alla realizzazione di 16 Album in più di quarant’anni di attività. Il successo commerciale arriva nel 1976. È l’anno di Via Paolo Fabbri 43, disco che entusiasma e commuove: L’avvelenata sputa rabbia e orgoglio e risponde alle contestazioni subite in quegli stessi anni da altri cantautori e alla critica, mossa dal giornalista Riccardo Bertoncelli, al disco Stanze di vita quotidiana; Piccola storia ignobile racconta il dramma dell’aborto; Via Paolo Fabbri 43 è un blues che rievoca le notti bolognesi e le atmosfere dell’epoca. Tra i suoi capolavori figurano: La locomotiva, L’avvelenata, Auschwitz, Il vecchio e il bambino, Cirano, Dio è morto e molti altri pezzi entrati nella storia della musica italiana.

Francesco Guccini è stato anche un importante scrittore di romanzi. Nel 1989 esordisce come scrittore pubblicando Cròniche epafàniche, il suo primo romanzo. Nel 1993 pubblica Vacca d’un cane, il suo secondo romanzo. Il 1997 è l’anno in cui inizia la collaborazione letteraria con Loriano Macchiavelli. Scriveranno, a quattro mani, ben otto romanzi. Nel 2019 pubblica “Tralummescuro” e, nel mese di maggio, viene inserito tra i cinque libri finalisti al Premio Campiello.

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