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L’incontro presieduto dal Ministro Urso si è svolto nell’ambito delle riunioni convocate in seguito al provvedimento della Corte d’Appello di Milano e concordate con le organizzazioni sindacali a Palazzo Chigi
Nell’ambito degli incontri al Mimit sull’ex Ilva, convocati in seguito al provvedimento della Corte d’Appello di Milano e all’interno del percorso concordato con le organizzazioni sindacali a Palazzo Chigi, si è svolto oggi a Palazzo Piacentini il Tavolo Taranto, presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, con l’obiettivo di esaminare i progetti industriali presentati dai soggetti che hanno manifestato interesse a realizzare nuovi investimenti sul territorio.
Nel corso dell’incontro sono stati presentati 17 progetti per Taranto e le aree limitrofe, per investimenti complessivi superiori a due miliardi di euro, con una diversificazione che interessa almeno otto settori e una consistente prospettiva occupazionale. Riguardo alle aree, si tratta di circa 170 ettari nel perimetro dell’ex Ilva, 140 dei quali già bonificati, destinabili a ospitare nuovi investimenti. A questi si aggiungono 450 ettari dell’Autorità di sistema portuale e oltre 350 ettari di aree ex militari dismesse o in corso di dismissione.
Tra le aziende che hanno manifestato o confermato il proprio interesse alla realizzazione di nuovi investimenti produttivi sul territorio di Taranto figurano Pirelli, Webuild, Renexia (Gruppo Toto), Innovation Green Group, Mermec Group, TP Italia, Statkraft e iScienza.
Il Tavolo Taranto definirà il quadro delle superfici disponibili e degli eventuali interventi straordinari necessari sul fronte autorizzativo per accompagnare gli investimenti. All’esito di questa ricognizione, il Governo, d’intesa con gli enti locali, potrà valutare, come evidenziato dal Ministro nel corso dell’incontro, l’adozione di procedure analoghe a quelle previste dall’articolo 13 del DL Asset, opportunamente adattate al contesto di Taranto, anche attraverso l’indicazione di un commissario, per accelerare i procedimenti autorizzativi e favorire la realizzazione di nuovi investimenti.
Nel corso del confronto è stato inoltre evidenziato il ruolo degli strumenti già attivati per sostenere gli investimenti produttivi e accompagnare le prospettive di sviluppo del territorio. Invitalia ha comunicato che negli ultimi quattro anni sono stati approvati sei contratti di sviluppo, attualmente in fase di attuazione, per un totale di 509 milioni di euro di investimenti e una previsione di circa 2.657 occupati. Sono inoltre in fase avanzata di valutazione altri tre contratti, che potrebbero essere approvati entro l’autunno, con richieste di agevolazioni per circa 140 milioni di euro e 815 nuovi posti di lavoro previsti. Sul fronte della ZES Unica, invece, nella provincia di Taranto sono state rilasciate 46 autorizzazioni uniche, per 432,7 milioni di euro di investimenti e 1.737 occupati previsti. Nel solo Comune di Taranto risultano 20 autorizzazioni, corrispondenti a 157,6 milioni di euro di investimenti e 1.068 occupati previsti.
L’incontro odierno fa seguito al tavolo tecnico interministeriale sull’ex Ilva con i sindacati, finalizzato ad approfondire il quadro della situazione e a contenere gli effetti del provvedimento della magistratura sul sistema produttivo e sull’occupazione.
Alla riunione hanno partecipato, oltre alle strutture del Mimit, i rappresentanti della Presidenza del Consiglio, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministero per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, della Regione Puglia, della Provincia di Taranto e dei Comuni di Taranto e Statte, nonché i commissari straordinari di ADI e di Ilva in AS, i rappresentanti di Invitalia, Cassa Depositi e Prestiti, dell’Autorità portuale di Taranto, dell’Agenzia del Demanio, dell’Area Sviluppo Industriale di Taranto e delle principali associazioni datoriali e di categoria, come Confindustria Taranto, Casartigiani Taranto, CNA Brindisi-Taranto, Confartigianato Taranto, Confapi Taranto e Confagricoltura Taranto, unitamente alle imprese che hanno presentato progetti di investimento nella provincia di Taranto e nelle aree limitrofe.
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