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Sarà un appuntamento per chi ama la città eterna e vuole scoprirla (o riscoprirla) con occhi nuovi, attraverso le storie di chi la vive ogni giorno come un esploratore urbano. Cassinelli, che sarà nostro ospite 3 volte alla settimana, martedì, giovedì e sabato, da Martedì 11 Agosto, con la rubrica “Roma Segreta”, è anche autore del libro “Anche questa è Roma”, edito da Bookers, una passeggiata alla scoperta di storie e segreti della città.

“Il libro non è nato da me, ma dalla mia community”-dice l’autore-“per mesi ho ricevuto messaggi di persone che mi chiedevano una guida per scoprire una Roma diversa, quella che racconto nei miei video. All’inizio ero contrario. Non volevo realizzare l’ennesimo manuale da scaffale o da autogrill, da consultare in fretta e poi dimenticare”.
Cassinelli voleva qualcosa di diverso, prendere il lettore per mano, rallentare il suo passo e accompagnarlo dentro una città che non si visita soltanto, ma si vive. I Romani chiamavano questo tempo otium, il lusso di fermarsi, osservare e lasciarsi sorprendere.
“Il mio libro nasce proprio con questo spirito. Non dice semplicemente dove andare. Ha l’umiltà di indicare dove guardare”-aggiunge l’autore.
Hai sempre avuto interesse per i luoghi segreti di Roma?
Credo di essere nato con lo spirito di un esploratore. Da bambino ascoltavo i racconti di mia madre e rimanevo incantato da una Roma che non trovavo nei libri di scuola: l’oste di Piazza Navona, i macellai del Pantheon, la Domus Aurea, le storie dimenticate che sembravano sussurrate più che raccontate. Da allora ho capito una cosa: Roma non ha bisogno di gridare la propria bellezza. I grandi monumenti li vedono tutti. La vera meraviglia è quella che passa quasi inosservata, nascosta davanti agli occhi di migliaia di persone. Ed è incredibile che, dopo oltre duemila anni, questa città riesca ancora a sorprenderti”.
Hai un luogo del cuore?
“Ne ho molti, ma ce n’è uno che continua a richiamarmi, come se avessimo un appuntamento fissato da sempre: Piazza Navona. Può sembrare una risposta scontata, ma per me non lo è affatto. È il luogo dove si intrecciano alcuni dei ricordi più belli della mia infanzia, quelli che, senza accorgertene, finiscono per costruire l’adulto che diventerai. Ogni volta che torno lì, non ritrovo soltanto una piazza, ma una parte di me. E, forse, è proprio questo che rende magici certi luoghi: non custodiscono solo la storia di una città, ma anche quella delle persone che li hanno vissuti”.
A tuo parere cosa cerca chi arriva a Roma?
“Credo che oggi le persone non cerchino più soltanto monumenti, ma emozioni. Vogliono tornare a casa con qualcosa che non si possa comprare in un negozio di souvenir: un profumo rimasto nella memoria, il rumore di una piazza al tramonto, il sapore di una trattoria nascosta, una storia da raccontare agli amici. Roma, in fondo, non si conquista con gli occhi, ma con tutti i sensi. È una città che ti chiede di rallentare e, quando lo fai, smette di essere una semplice meta turistica e diventa un ricordo che ti rimane dentro”.
In futuro pensi di lasciare il tuo lavoro dl Key Account Manager per un’importante azienda farmaceutica e dedicarti solo a questa tua passione?
“E’ un lavoro che mi ha insegnato il valore della responsabilità, della pianificazione e dell’ascolto, competenze che porto anche nel mio modo di raccontare la città. Non ho mai amato fare programmi troppo lontani. Preferisco vivere il presente. Se mi chiedo se voglio lasciare tutto per dedicarmi alla mia passione, mi rispondo che attualmente non lo considero un obiettivo. Credo che le due esperienze si arricchiscano a vicenda, da un lato il rigore del mondo professionale, dall’altro la libertà di raccontare storia e bellezza. Finchè riuscirò a mantener questo equilibrio, continuerò a coltivare entrambe con lo stesso entusiasmo. Oggi raccontare Roma è il modo più autentico che conosco per continuare ad amarla. Non lo vivo come un lavoro, ma come una passione che trova spazio nelle sere, nei ritagli di tempo, quando la città rallenta e io posso ascoltarla. Forse è proprio questo il suo segreto: non è mai stata un obbligo. È il luogo dove rifugiarmi quando ho bisogno di ritrovare meraviglia. E credo che le passioni più vere siano proprio quelle che non ci chiedono nulla in cambio, se non il tempo di viverle”.
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