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Rai Parlamento boccia il piano della neo direttrice Francesca De Martino, le opposizioni: “È la sconfitta di TeleMeloni”. Cosa sta succedendo

La prima vera crepa nella nuova Rai arriva da Rai Parlamento. E non è una crepa qualsiasi. Per la prima volta nella storia della testata che racconta i lavori di Camera e Senato, la redazione ha bocciato il piano editoriale presentato dal direttore. Un voto che, pur non avendo effetti vincolanti, rappresenta un segnale politico e professionale di enorme rilievo, perché arriva nel pieno della stagione delle nuove nomine e certifica il clima di forte tensione che da mesi attraversa il servizio pubblico. Nel mirino la neo direttrice Francesca De Martino, che ha visto respingersi, proprio dalla redazione di Rai Parlamento, il piano editoriale presentato e sottoposto ai giornalisti. Un esordio tutt’altro che semplice, una ripartenza già in affanno. Ma segnali di crisi c’erano già stati questa settimana, quando le nomine dei nuovi vicedirettori – approvate dal Consiglio di amministrazione insieme al piano editoriale – avevano scaldato gli animi molto più del caldo torrido d’agosto.

Nel Consiglio di amministrazione della Rai, infatti, De Martino aveva presentato il nuovo assetto della testata, indicando anche la squadra dei vicedirettori. Tra i nomi Francesco Palese, tra i fondatori di Unirai – il sindacato dei giornalisti considerato vicino all’area di centrodestra – Pilar Ottoz e Virginia Lozito. Scelte, queste, contestate proprio dal sindacato, che ha espresso ben più di qualche dubbio sulle promozioni avanzate dalla De Martino, parlando di “tripli salti” nelle carriere e sostenendo che tre dei cinque nuovi vicedirettori siano stati promossi direttamente da qualifiche inferiori, senza un percorso ritenuto coerente con il ruolo. Una critica suonata più come una contestazione del metodo seguito dall’azienda nelle nomine e che ha riportato al centro il tema dell’autonomia editoriale e dei criteri utilizzati per scegliere i vertici dell’informazione pubblica.

Del resto, la nuova stagione Rai inaugurata dopo il rinnovo dei vertici è stata accompagnata fin dall’inizio da accuse di lottizzazione, polemiche sulle nomine e scontri tra le diverse anime dell’azienda, con il risultato che negli ultimi mesi il servizio pubblico è diventato il terreno di uno scontro politico permanente che ha reso ancora più teso il clima all’interno di Viale Mazzini. Non hanno aiutato nemmeno le polemiche esplose in Commissione di Vigilanza Rai, dove il tema delle nomine e della gestione del servizio pubblico è tornato al centro dello scontro politico.

Le reazioni

Formalmente nulla cambia: il parere della redazione non blocca il piano editoriale né mette automaticamente in discussione la direttrice. Politicamente, però, la situazione è diversa. Per la nuova governance della Rai si tratta del primo vero incidente interno dall’avvio del nuovo corso. L’Usigrai ha letto il risultato come la conseguenza delle contestate promozioni ai vertici della testata. Dal Partito Democratico è arrivata invece la richiesta all’azienda di chiarire se Francesca De Martino continui a godere della piena fiducia della Rai, sostenendo che il voto della redazione non possa essere liquidato come una semplice dinamica interna.

“La bocciatura del piano editoriale della direttrice di Rai Parlamento Francesca De Martino da parte della redazione rappresenta un segnale molto forte e chiama in causa direttamente l’azienda. Quando si procedono con forzature e scelte calate dall’alto, soprattutto in una testata delicata come Rai Parlamento, si rischia di produrre fratture profonde”, dichiarano i componenti uscenti della Commissione di vigilanza Rai del Partito Democratico. “Il voto dei giornalisti, con la bocciatura del piano editoriale, non può essere derubricato a una semplice questione interna: è un evidente segnale di sfiducia verso un percorso deciso dall’azienda e verso un metodo che ha ignorato il necessario confronto e le garanzie che devono accompagnare una testata che ha il compito di raccontare il Parlamento”.

E ancora, tuona il Pd: “Rai Parlamento avrebbe dovuto essere ancora di più un luogo di equilibrio e pluralismo, soprattutto in una fase in cui mancano il presidente e un componente della Commissione di vigilanza Rai, privando il sistema di un importante presidio di garanzia parlamentare. In questo contesto, ogni forzatura assume un peso ancora maggiore. Prendiamo atto del voto della redazione e ora l’azienda deve chiarire se intende confermare pienamente la linea intrapresa e se la direttrice De Martino abbia ancora la fiducia della Rai, oltre a quella dei giornalisti della testata, che appare oggi venuta meno”, concludono gli esponenti dem.

Il M5s: “‘TeleMeloni’ bocciata, azzerare tutto

“L’occupazione della Rai da parte di Fratelli d’Italia è talmente smaccata da essere bocciata poi da coloro che sono costretti a subirla. La sonora bocciatura del piano editoriale di Rai Parlamento è la certificazione del fallimento di un metodo arrogante il cui unico obiettivo è piazzare i propri amici dappertutto. Hanno imposto la logica dell’amichettocrazia anche in Rai Parlamento ma la loro arroganza si è schiantata contro il voto di una redazione che non si piega e non ci sta a diventare l’ennesimo avamposto di TeleMeloni. Ora quello che dovrebbe fare una dirigenza con un briciolo di dignità e di schiena dritta sarebbe azzerarele nomine e avviare un dialogo con la redazione: scommettiamo che non accadrà?”, dice la senatrice M5s Dolores Bevilacqua, membro uscente della commissione di vigilanza Rai.

Duo anche Avs: “La nuova direttrice di Rai Parlamento, Francesca De Martino, parte con il piede sbagliato. La redazione della testata giornalistica della Rai dedicata ai lavori parlamentari ha bocciato il suo piano editoriale. La direttrice fresca di nomina da parte dei vertici di TeleMeloni, non ha convinto la maggioranza della redazione. Una sfiducia che arriva dopo le polemiche per la nomina di cinque vicedirettori, nomine connotate dalla spartizione politica e dalla vicinanza con il sindacato giallo nato da poco in Rai”, afferma il capogruppo di Avs Peppe de Cristofaro, presidente del gruppo Misto. “Ormai i vertici di TeleMeloni e la destra sono senza ritegno: commissione parlamentare di Vigilanza bloccata e Rai Parlamento in mani amiche. Si stanno preparando alla prossima campagna elettorale. La destra vuole controllare l’informazione elettorale”, conclude De Cristofaro.

La maggioranza

Diversa la posizione di Fdi. “Non appena è arrivato il voto contrario della redazione di Tg Parlamento ecco partire la solita scia di attacchi pretestuosi ed ideologici contro Francesca De Martino, orchestrati da chi continua ad avere nostalgia di quella visione proprietaria della Rai e senza rendersi conto che l’aria è cambiata. Ed infatti è questa l’unica ‘colpa’ del direttore De Martino, di non essersi mai schierata con la sinistra che ha militarizzato ed occupato il Servizio pubblico. Alla sinistra dà fastidio che una donna, già vicedirettore, sia diventata direttore dopo venti anni trascorsi in Azienda e soprattutto senza passare per la loro benedizione. A Francesca De Martino rinnoviamo tutta la nostra solidarietà, e la esortiamo ad andare avanti nel mettere a disposizione la sua professionalità e al sua competenza per il Servizio Pubblico”, dichiarano i componenti di Fratelli d’Italia nella Commissione Vigilanza Rai.

“Non sarà certo qualche manovra politica o qualche colpo di coda a impedire a Francesca De Martino, da alcune settimane alla guida della testata ‘Rai Parlamento’, di attuare il suo programma improntato a un’esperienza aziendale che ha maturato gradino dopo gradino, all’insegna della serietà e della passione con cui affronta la sua attività giornalistica. A taluni, forse, dispiace non avere il monopolio di nomine e promozioni, come ben sa chi nel passato fu protagonista di manovre di ogni tipo. Esprimiamo convinta stima per la direttrice Francesca De Martino”, dicono invece i componenti di Forza Italia della Commissione di Vigilanza Rai. 

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