Rinnovo Patente? Facile ed Economico

Chi è Michal Strnad, il miliardario delle armi ceco che si è comprato il 14% di Pirelli dai cinesi
Il magnate ceco della difesa Michal Strnad fa il suo ingresso nel capitale di Pirelli. Un’operazione che va ben oltre la pura speculazione di Borsa. Mettendo sul piatto circa 987 milioni di euro, l’imprenditore acquisisce il 14% della società milanese rilevandolo da Sinochem, una mossa che ridisegna la mappa dei soci proprio mentre volge al termine una lunga fase di attriti tra il colosso statale cinese e la cordata italiana guidata da Marco Tronchetti Provera.
La transazione è stata portata a termine tramite Lumina Crown, il veicolo finanziario personale creato dall’imprenditore, che si è assicurato 151.883.471 azioni Pirelli a un prezzo unitario di 6,50 euro – la medesima valutazione registrata al momento del ritorno in Borsa nel 2017. Si tratta, tra l’altro, del primo grande investimento condotto dal veicolo di Strnad fin dalla sua costituzione. Con questo passaggio, Sinochem – operante tramite Marco Polo International Italy – vede scendere la propria quota dal 34,1% al 20,1%, con Lumina Crown che si posiziona come terzo azionista. A trarre il massimo beneficio dal riassetto è Camfin, che salendo al 26,5% si riprende il primato di principale socio della Bicocca.
È il cambiamento più rilevante nell’azionariato di Pirelli dai tempi della quotazione a Piazza Affari, un avvicendamento giunto a poche settimane da un’altra svolta cruciale: l’assemblea che ha riconsegnato la governance sotto la gestione italiana. La lista sostenuta da Marco Tronchetti Provera & C., Camfin, Camfin Alternative Assets e Longmarch Holding ha infatti ottenuto la maggioranza del cda e i vertici operativi, marginalizzando il ruolo di Sinochem.
Gli effetti e i paletti del golden power
Il disimpegno parziale dei soci cinesi non elimina tuttavia l’applicazione del golden power. Trattandosi di uno scambio di pacchetti azionari avvenuto sui mercati di Euronext, la mossa non richiedeva ulteriori passaggi autorizzativi né per l’Antitrust né per i poteri speciali dell’esecutivo. Ciononostante, le prescrizioni decise da Palazzo Chigi rimangono valide a tutti gli effetti. La misura governativa nasce per blindare gli asset tecnologici ritenuti strategici sviluppati nel quartier generale di Milano, su tutti il Cyber Tyre, e ha limitato pesantemente il raggio d’azione di Pechino nella gestione della società.
La partecipazione residua di Sinochem resta infatti attestata al 20,1%, ancora al di sopra del limite del 10% che farebbe decadere i paletti dell’esecutivo. Rimangono quindi la soglia massima di tre consiglieri designabili dal socio cinese, l’impossibilità di esprimerne il presidente, il vicepresidente o l’amministratore delegato e l’interdizione da ruoli gestionali ed esecutivi. La contrazione della presenza di Pechino segna comunque un punto a favore delle ambizioni della componente italiana, che giudicava l’ingombrante presenza statale cinese un freno ai piani di sviluppo di Pirelli, specialmente sul ricco mercato americano.
Chi è Michal Strnad
Su questo versante, l’identikit del nuovo investitore appare decisamente differente. Non soltanto per l’assenza di legami con l’apparato pubblico cinese, ma anche per la spinta verso un’ulteriore espansione proprio negli Stati Uniti, mercato chiave per la sua recente crescita. A 33 anni, Michal Strnad figura già tra i patrimoni più ingenti dell’Europa orientale. È il principale azionista di Czechoslovak Group (Csg), impero industriale nato sulle ceneri dell’impresa di famiglia avviata dal padre Jaroslav, capace negli anni Novanta di fare fortuna rilevando e rivendendo materiali militari surplus dell’era sovietica.
Nel 2018 avviene il passaggio generazionale: Michal, venticinquenne, prende in mano le redini del gruppo avviando una vertiginosa espansione a suon di acquisizioni. Oggi Csg coordina oltre cento aziende, conta più di trenta impianti industriali, dà lavoro a circa 14mila persone e spazia dalla difesa all’automotive, dall’aerospazio alla sensoristica fino all’orologeria. Nel 2025 circa l’80% del fatturato è arrivato dalla produzione di armamenti. Tra le controllate figurano l’italiana Fiocchi Munizioni (rilevata nel 2022 e poi acquisita al 100%), la casa automobilistica ceca Tatra e, sul suolo americano, Kinetic Group con brand storici come Federal e Remington.
I numeri di Csg
I dati confermano la rapidità di questa progressione. Nel 2025 Csg ha toccato un fatturato di 6,7 miliardi di euro, oltre dodici volte il valore del 2021, spinto dalle ingenti richieste di armamenti scaturite dall’invasione russa in Ucraina. Per lo Stockholm International Peace Research Institute (Sipri) è ormai il secondo produttore europeo nel settore munizioni alle spalle della sola Rheinmetall, nonché il gruppo con i tassi di crescita più alti. Lo sbarco alla Borsa di Amsterdam ad inizio anno ha rappresentato la più grande IPO europea per una società focalizzata unicamente sulla difesa, facendo impennare il patrimonio personale di Strnad tra i 16 e i 20 miliardi di dollari secondo le valutazioni di Forbes e Bloomberg. La capitalizzazione di Csg sfiora oggi i 20 miliardi di euro, posizionandola al secondo posto tra le aziende quotate della Repubblica Ceca per valore di mercato.
È all’interno di questo scenario che si inserisce il progetto Lumina Crown. Lo stesso Strnad ha confermato a Bloomberg l’intenzione di strutturare una holding di investimenti indipendente dal business bellico, dotata di una potenza finanziaria da 10 miliardi di euro pronta ad essere indirizzata verso acquisizioni tra Europa e Nord America. La struttura attingerà alle risorse private del fondatore unita ad un sapiente ricorso al debito. L’ingresso in Pirelli si rivela dunque un pilastro di questo percorso. “Voglio una struttura diversificata e intendo puntare su comparti dinamici e in espansione“, ha precisato l’imprenditore parlando del suo nuovo veicolo. Per queste ragioni l’impegno in Pirelli rappresenta “un investimento di lungo termine”, attorno al quale il giovane investitore ha espresso “piena fiducia” nelle scelte strategiche, nella squadra di manager e nelle prospettive di creazione di valore nel tempo.
Le ombre e i precedenti del gruppo ceco
Il percorso della famiglia Strnad presenta tuttavia anche passaggi controversi. Nel corso degli anni la società è finita al centro di polemiche e retroscena. Nel 2018 un reportage dell’Organized Crime and Corruption Reporting Project accese i riflettori su una compravendita di stock di munizioni cinesi provenienti dall’Albania e poi immesse sul mercato, addebiti respinti dal gruppo rivendicando la piena legittimità delle proprie operazioni. Altri approfondimenti di stampa hanno affrontato la vicinanza con l’ex presidente ceco Miloš Zeman, i contratti per forniture di difesa e, più di recente, perplessità legate alla quotazione in Borsa e ad appalti pubblici in Slovacchia. Tra gli episodi più citati rientra anche lo stop imposto alla controllata spagnola Fábrica de Municiones de Granada dalle gare indette dalla Nato Support and Procurement Agency (Nspa), a seguito di un’indagine per corruzione a carico di alcuni funzionari. Csg ha costantemente respinto ogni accusa, bollando il provvedimento come privo di fondamento.
Resta il paradosso di un investitore che, mentre aiuta a ridimensionare il peso della Cina nel capitale di Pirelli, ha incrociato in passato forniture di equipaggiamenti militari fabbricati a Pechino. Ma la logica di fondo dell’operazione punta verso altri orizzonti. Da una parte permette a Sinochem di alleggerire una presenza azionaria diventata complessa dopo i paletti messi dal governo italiano. Dall’altra regala a Strnad l’opportunità di insediarsi in uno dei marchi simbolo dell’industria europea, guidando una transazione che, nelle dichiarazioni ufficiali, punta a costruire un portafoglio di partecipazioni civili del tutto scollegato dal mondo della difesa.
Rinnovo Patente? Facile ed Economico
Questo articolo è stato pubblicato in origine su questo sito internet