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La retromarcia di Gianni Infantino sull’idea di cedere il Mondiale ai privati non basta. La UEFA alza il livello dello scontro e apre una guerra politica che potrebbe arrivare fino alla sfiducia. Ma la volontà del calcio europeo non basta: servono i voti del resto del mondo, roccaforte non più inespugnabile.

FIFA nel caos, la UEFA scarica Infantino: “Fiducia finita”. Ora il presidente rischia davvero?

Infantino, il dado è tratto: la UEFA lo sfiducia, adesso è davvero a rischio
Alexsander Ceferin, presidente UEFA scherza con Gianni Infantino: sembra un ‘era fa

La clamorosa retromarcia FIFA sul progetto di aprire il Mondiale ai capitali privati, piuttosto che chiudere la crisi, la certifica. Le minacce di boicottaggio delle competizioni FIFA e la rivolta di club, leghe, calciatori e federazioni hanno costretto il numero uno del calcio mondiale a spingere sul freno. La necessità di un passo indietro non è stata dettata da una reale convinzione quanto, piuttosto, da una riflessione strategica. La UEFA applaude il dietro front ma, allo stesso tempo, non lascia spazio alle interpretazioni: la fiducia politica è finita. Troppo tardi, per ricucire lo strappo. Da Nyon le parole sono state durissime: è un attacco che va ben oltre il progetto appena archiviato e che fotografa una rottura politica senza precedenti tra Europa e FIFA.

Questione politica: la UEFA vuole fermare Infantino ma non può farlo da sola

Lo scontro, del resto, non riguarda il calcio. È una battaglia per il controllo del potere all’interno della FIFA. Da mesi l’Europa, forte anche della nazionale campione del mondo e di tre federazioni piazzatesi fra le prime quattro ai mondiali, guarda con crescente diffidenza alla gestione Infantino, accusata di accentrare il potere e modificare gli equilibri del calcio internazionale senza criterio meritocratico. Le polemiche emerse durante il Mondiale, il rapporto privilegiato con Donald Trump e alcune contestate decisioni disciplinari, aprono la strada alla sfiducia all’attuale presidente della FIFA: tuttavia fra cercarla e ottenerla c’è un abisso e la UEFA da sola non ha né i voti né il peso sufficiente per aprire la crisi di governo internazionale.

Voti, quorum e consensi: la roccaforte di Infantino è lontana dall’Europa ma non inespugnabile

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Il Medio Oriente, l’Oceania, Il Nord America e l’Africa appoggiano il numero uno FIFA

Il regolamento parla chiaro: 211 le federazioni iscritte alla FIFA. Servono 106 voti a sostegno della sfiducia del presidente. La UEFA, 55 membri, se si compatta può convocare un congresso straordinario (43 voti, il quorum per indirlo) ma non ha abbastanza numeri per determinare i destini del presidente. Dunque è necessario andare a caccia di alleanze. Impresa complicata. Solo l’Asia, per adesso, sembra accodata. La roccaforte di Gianni Infantino si regge fra Africa, Nord America e (per ora) Oceania, continenti che hanno beneficiato del Mondiale allargato in termini sportivi ed economici: sino a che la maggioranza resterà compatta, ma non è detto che lo sarà ancora a lungo, qualsiasi voce europea resterà inascoltata ma il dado per rompere l’asse è stato tratto.

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