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Renault Group chiude il primo semestre 2026 con vendite stabili, elettrificazione al 52% in Europa e un semestre record per Alpine (+69,1%).
Renault Group chiude il primo semestre 2026 con 1.165.133 veicoli venduti nel mondo, un dato sostanzialmente stabile rispetto allo stesso periodo del 2025 (-0,4%). Il numero, isolato, racconterebbe poco: il punto rilevante per il settore automotive è che questa tenuta arriva mentre il gruppo francese sposta consapevolmente il proprio modello commerciale dal volume puro alla qualità delle vendite, riducendo l’esposizione ai canali meno redditizi come il noleggio a breve termine e privilegiando il canale privato, dove oggi realizza il 60% delle vendite auto nei Paesi del G5 (Francia, Germania, Spagna, Italia, Regno Unito), un dato in crescita di 3,8 punti e di ben 17,7 punti sopra la media di mercato.
Questa scelta di posizionamento produce un effetto diretto sul valore residuo dei veicoli, elemento che nel comparto automotive determina in larga parte la redditività complessiva di un costruttore, incidendo su leasing, noleggio a lungo termine e mercato dell’usato. Renault e Dacia rivendicano valori residui superiori dai 4 ai 13 punti rispetto alla concorrenza in Europa, un vantaggio competitivo che si traduce in canoni di finanziamento più sostenibili per il cliente finale e in margini più solidi lungo tutta la filiera commerciale.
Sul fronte dell’elettrificazione, il gruppo accelera in modo netto: in Europa la quota di veicoli elettrificati (ibridi, plug-in ed elettrici puri) sale di 8,2 punti, raggiungendo il 52% delle vendite, di cui il 18,8% rappresentato da veicoli 100% elettrici. È Renault, il marchio principale del gruppo, a trainare questa trasformazione: due vetture Renault su tre vendute in Europa sono oggi elettrificate (66,3%, +7,2 punti), mentre i veicoli 100% elettrici pesano per il 26,6% delle vendite del marchio, trainati in particolare da Renault 5 E-Tech Electric — divenuto il veicolo elettrico più venduto del segmento B in Europa — e da Renault 4 E-Tech Electric, che si è imposto come punto di riferimento del segmento B-SUV elettrico tra i clienti privati. Il marchio prosegue così la strategia futuREady, che punta al 100% di vendite elettrificate in Europa entro il 2030.
Il capitolo Dacia racconta invece una dinamica diversa, che merita una lettura non superficiale. Il marchio low-cost del gruppo chiude il semestre a 327.077 unità, in calo dell’8,1%, in un contesto di mercato reso più complesso dalla crescente pressione dei costruttori cinesi in Europa e dalla forte espansione della domanda di veicoli elettrici, segmento in cui Dacia è storicamente meno presente. Ciò nonostante, il marchio conferma la solidità del proprio modello di business: Dacia Sandero resta l’auto più venduta in Europa in tutti i canali, il marchio si attesta al terzo posto nel mercato delle vendite a privati, e il mix retail al 77% nei Paesi del G5 conferma una struttura commerciale orientata al cliente finale piuttosto che alle flotte. Anche i valori residui restano un punto di forza, superiori di 13 punti alla media di mercato. Sul fronte dell’elettrificazione, la quota di motorizzazioni ibride negli ordini sale al 37% per Jogger, al 40% per Duster e al 68% per Bigster, un segnale che la clientela Dacia sta progressivamente virando verso propulsori elettrificati pur restando fedele al posizionamento value-for-money del marchio, confermato anche dal 58% degli ordini complessivi orientato verso gli allestimenti premium della gamma.
Il dato più sorprendente del semestre arriva però da Alpine, che archivia il proprio miglior semestre di sempre con 8.538 veicoli venduti nel mondo, in crescita del 69,1%. Il marchio sportivo del gruppo, che punta a diventare un riferimento premium nell’elettrico ad alte prestazioni, vede oltre l’80% delle proprie vendite generato da vetture 100% elettriche, trainate dal successo della city car Alpine A290 (5.890 unità, +60% circa) e dall’ingresso in un nuovo segmento di mercato con la fastback sportiva Alpine A390, che ha già raccolto 1.041 immatricolazioni nella versione GT, con gli ordini ora aperti anche per la variante GTS. La crescita più marcata arriva dai mercati esteri: nel Regno Unito le vendite sono aumentate di sei volte, mentre Spagna (+84%) e Germania (+78%) confermano un appeal crescente del marchio al di fuori della Francia. A sostenere questa espansione ha contribuito anche l’ampliamento della rete distributiva internazionale, passata da 169 a 238 punti vendita.
Sul piano geografico, Renault Group continua il proprio percorso di diversificazione oltre l’Europa, con le vendite internazionali in crescita del 2,8% per circa 296.000 veicoli, trainate da India (+61,2%), Turchia, Marocco, Brasile e Messico. Un’espansione che il gruppo intende sostenere nei prossimi mesi attraverso il potenziamento produttivo di Renault Duster in India, il lancio di Koleos Full Hybrid in Brasile e l’apertura di un secondo sito produttivo in Turchia dedicato allo sviluppo di Boreal.
Anche il segmento dei veicoli commerciali contribuisce alla tenuta del gruppo: le vendite Renault in questo comparto crescono dell’11,7% in Europa, a fronte di un mercato in progresso del solo 2,1%, consolidando la posizione di secondo marchio europeo del settore, sostenuta dalla leadership di Renault Master nel segmento dei grandi furgoni, rafforzata dal successo della soluzione “converted by Renault”.
Guardando al secondo semestre, il gruppo punta su un’offensiva prodotto che include l’arrivo di Renault Twingo E-Tech Electric, il lancio di Trafic Van E-Tech Electric, la commercializzazione di Dacia Sandero Hybrid e della nuova generazione di Dacia Spring, oltre al debutto del pick-up Renault Niagara in America Latina, elementi che il gruppo considera determinanti per consolidare la traiettoria di crescita nei segmenti a maggiore espansione, elettrico e ibrido, in un mercato europeo dell’auto ancora attraversato da una domanda debole e da una concorrenza sempre più intensa da parte dei costruttori asiatici.
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