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Il centrodestra prova a stringere i tempi sul candidato sindaco di Milano, ma il nome che nelle ultime settimane era apparso più competitivo rischia già di uscire di scena. Carlo Cottarelli, sponsorizzato soprattutto da Forza Italia e considerato capace di allargare la coalizione verso il centro, sarebbe infatti orientato a declinare la proposta di correre per Palazzo Marino, dopo le reazioni piuttosto fredde attorno al suo nome da parte di Fratelli d’Italia e Lega. E proprio l’incertezza attorno all’economista potrebbe favorire profili finora rimasti più defilati, a partire da Pietro Tatarella, già esponente di primo piano di Forza Italia a Milano, recentemente assolto in via definitiva dalle accuse che lo avevano coinvolto nelle vicende giudiziarie degli anni scorsi.
Il vertice a casa di La Russa: short list entro fine luglio
Secondo quanto riferito da Libero, i vertici regionali del centrodestra dovrebbero incontrarsi oggi a casa del presidente del Senato Ignazio La Russa per fare il punto sulla strategia in vista delle Comunali milanesi. Sul tavolo dovrebbero essere messi alcuni dei nomi circolati come possibili candidati: il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, l’ex assessore della giunta Moratti Giovanni Terzi e il presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano Antonino La Lumia. L’obiettivo della coalizione sarebbe quello di ridurre rapidamente la rosa e consegnare entro la fine del mese ai leader nazionali una lista definitiva. La scelta potrebbe poi essere chiusa entro settembre, in modo da consentire al candidato di iniziare con largo anticipo la campagna elettorale e costruire un programma riconoscibile per la città.
Cottarelli, il candidato che divide il centrodestra
Il nome di Cottarelli resta quello più discusso. L’ex commissario alla spending review ed ex senatore del Partito democratico piace a Forza Italia, che vede in lui un candidato civico, autorevole e potenzialmente capace di intercettare anche l’elettorato moderato oggi distante dal centrodestra. La sua candidatura potrebbe inoltre facilitare un’intesa con Azione di Carlo Calenda, ampliando il perimetro della coalizione oltre i tradizionali confini di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Ed è proprio questa capacità di parlare a una parte dell’elettorato centrista e riformista a rendere Cottarelli, almeno sulla carta, un avversario temuto dal centrosinistra. L’ostacolo è però tutto politico. Il suo passato nel Pd, per quanto ormai lontano, continua a pesare. La Lega non ha mai nascosto le proprie perplessità, mentre anche dentro Fratelli d’Italia il profilo dell’economista non avrebbe raccolto particolare entusiasmo.
Civita fuori dai radar del centrodestra
Nella rosa del centrodestra sembra perdere quota anche Antonio Civita, fondatore e amministratore delegato di Panino Giusto. Il suo nome era emerso come autocandidatura di un profilo di imprenditore civico, esterno ai partiti ma radicato nella città. Il nome, tuttavia, non avrebbe finora sfondato nelle valutazioni interne alla coalizione. Civita rischia così di seguire il percorso di altri candidati sondati e poi progressivamente accantonati: nomi apprezzati in una fase preliminare, ma incapaci di mettere d’accordo tutte le anime del centrodestra.
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