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Il mondo Lazio continua a dividersi e a viaggiare su universi paralleli. A Roma, al Teatro Manzoni si svolgono i cosiddetti “Stati Generali” della contestazione biancoceleste mentre a Formello inizia la nuova era della Lazio con Gennaro Gattuso. Due eventi che riguardano stessa squadra e stessi tifosi, separati da una distanza che va ben oltre i chilometri che dividono il quartiere Prati dal centro sportivo biancoceleste. Da una parte migliaia di tifosi riuniti per discutere come e perché della protesta contro il presidente Claudio Lotito, dall’altra la presentazione del nuovo allenatore.
Gattuso: “So che c’è da mettere l’elmetto”

Gennaro Gattuso, reduce dall’amarissima esperienza da CT della Nazionale e dimissionario (come promesso in caso di fallimento) dopo l’eliminazione dal Mondiale ha una calamita per le situazioni complicate. Dall’azzurro alla Lazio, ancora una volta al capezzale di chi è in emergenza e con tutto da perdere. Eredita una squadra abbandonata dai tifosi e in piena contestazione, con una rosa ridotta all’osso e senza acquisti di spessore all’orizzonte. L’allenatore della Lazio è consapevole della sfida che lo aspetta ed è pronto ad affrontarla con lo spirito che lo ha sempre contraddistinto: “I problemi li conosco, ho parlato con i dirigenti, so bene che occorrerà indossare l’elmetto e pedalare. Per me è una sfida”. Quanto a Claudio Lotito, assente in conferenza, il neo allenatore non lascia spazio alle interpretazioni: “Oggi il presidente meno parla e meglio è, sta a noi metterci al lavoro e onorare la maglia che indossiamo”.
La conferenza stampa senza Lotito che ha infiammato la polemica
Claudio Lotito era assente alla conferenza di Gennaro Gattuso ma ha comunque infiammato gli animi dei tifosi della Lazio. La conferenza stampa di presentazione dell’allenatore è coincisa con quella degli “stati generali”. Una scelta non casuale, vissuta dai contestatori come l’ennesima provocazione. L’agenda del presidente della Lazio è densa: in programma un viaggio a Reggio Calabria per seguire da vicino i primi passi della società calabrese di sua proprietà. Quindo volerà oltre oceano verso gli USA dove ha un appuntamento al Nasdaq e, sembra, un invito per assistere alla finale del Mondiale ricevuto dal presidente della Fifa Gianni Infantino. Scelte e atteggiamento che, agli occhi dei sostenitori biancocelesti, sono percepiti come l’ennesima dimostrazione di totale disimpegno e assoluta mancanza di empatia nei confronti di chi ama la Lazio.
Una questione che finisce in politica: Onorato è per ricucire i rapporti

La questione è anche politica. Il “piano anti Lotito” potrebbe condizionare anche il voto a Roma, dove Forza Italia si gioca la doppia partita in Parlamento e in Campidoglio. Antonio Tajani, presidente del partito azzurro, ha minimizzato le possibili ricadute legate alla contestazione. “Non è un problema di partito, è qualcosa che non fa parte del dibattito politico. Chi vota Forza Italia lo fa per ben altri motivi”. Alessandro Onorato, leader di Progetto Civico Italiano, nonché assessore allo sport di Roma Capitale, dichiara: “Essere della Lazio è una scelta di campo. Chi si lega a quei colori non lo fa perché vuole vincere, ma per amore. Una squadra di calcio ha senso se esistono i tifosi, altrimenti è una mera operazione commerciale. Spero che Lotito e i tifosi trovino un punto d’incontro”. Messaggi inviati. Resta da capire se saranno recepiti da una proprietà e da una tifoseria divisi da una frattura profonda al punto da essere ormai quasi insanabile.
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