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Buon compleanno America: ma da Giorgia Meloni nessun augurio (ancora) per Donald Trump

No, non c’è traccia. Né sui social, né sulle agenzie di stampa. Degli auguri della Premier non si vede, per ora, nemmeno l’ombra. Ed è già trascorsa l’intera mattinata. Giorgia Meloni ha scelto la via del silenzio nel giorno in cui l’America compie 250 anni. Gli auguri istituzionali, in Italia, sono arrivati puntuali, ma da un solo indirizzo per volta. Dal Quirinale, Sergio Mattarella ha inviato all’alba un messaggio ufficiale a Donald Trump, con tanto di citazione della Dichiarazione del 1776 e parole di calore sul legame “storico” tra Roma e Washington. Poco dopo si è accodato anche il presidente della Camera Lorenzo Fontana, non volendo essere da meno: “Nel 250mo anniversario dell’Indipendenza degli Stati Uniti, ricordiamo una pagina fondamentale della storia fondata sui valori di libertà e democrazia […] A lui e al popolo statunitense rivolgo, in questa giornata, i miei più sentiti auguri”, ha scritto, citando anche il proficuo rapporto con lo speaker della Camera Usa Mike Johnson. Arrivati anche gli auguri della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che su X ha ricordato come la “partnership transatlantica sia stata plasmata dai nostri valori condivisi e dai legami familiari” e rafforzata “dall’immenso coraggio e dalle vite perse in difesa della libertà”.

Da Palazzo Chigi, invece, silenzio pressoché tombale. Nessun messaggio pubblico di Giorgia Meloni, almeno fino a questo momento. Un’assenza di parole che si somma a un’assenza fisica: la premier ha saltato pure la festa organizzata a Villa Taverna dall’ambasciata Usa – quella con hamburger, hot dog e la immancabile torta “Freedom 250” – lasciando la rappresentanza istituzionale a La Russa, Tajani, Salvini e alla sorella Arianna, presente, ha tenuto a precisare l’ambasciatore Tilman Fertitta, “anche a nome della premier”.

Difficile non leggerci un segnale, arrivando a due settimane da un durissimo scontro tra Meloni e Trump, l’ultimo capitolo di un rapporto che si è progressivamente raffreddato – e che nei giorni scorsi ha visto la premier, a quanto pare, piuttosto irritata anche con il segretario Nato Mark Rutte per un discorso giudicato “illogico”. A tenere in piedi i buoni rapporti ufficiali ci hanno pensato gli altri: Fertitta ha parlato di relazioni “ottime” nonostante “qualche piccolo disaccordo tra leader”, mentre La Russa ha assicurato che “nessun ponte con gli Stati Uniti è mai stato abbattuto”. Parole pronunciate mentre il diretto interessato del compleanno, Donald Trump, festeggiava con tutt’altro tono un discorso a tinte forti sul comunismo pronunciato al Mount Rushmore, tra i volti dei presidenti storici americani.

Va detto, per amor di precisione, che non tutta la politica italiana si è messa in fila davanti alla tastiera: la maggior parte dei ministri e dei leader di partito ha lasciato il compito agli auguri di Stato, come da prassi, rispolverando il galateo diplomatico più classico. Ma certi silenzi, specie in politica, raramente sono casuali.

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