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La Russia ha colpito Kiev nella notte del 2 luglio con un attacco combinato di missili e droni. Secondo le autorità ucraine, citate da El País, sono stati lanciati 74 missili, di cui circa 20 balistici, e 496 droni contro diverse aree del Paese.
Ucraina, missili su Kiev 2 luglio: i dettagli dell’attacco
Kiev è stata colpita per ore da esplosioni, incendi e crolli in più quartieri. I soccorritori hanno lavorato tra le macerie di edifici residenziali, mentre le sirene antiaeree sono rimaste attive anche dopo la prima ondata di lanci. Il bilancio, aggiornato dalle autorità ucraine e riportato da Kyiv Independent, parla di almeno 30 morti e oltre 90 feriti.
L’attacco ha coinvolto droni, missili da crociera e missili balistici. La composizione serve a mettere sotto pressione le difese aeree. I droni arrivano in massa, spesso su più rotte. I missili da crociera volano più bassi e possono cambiare traiettoria. I missili balistici arrivano più rapidamente e lasciano meno tempo per l’intercettazione.
Secondo The Guardian, l’attacco ha incluso quasi 500 droni e oltre 70 missili, con danni a edifici residenziali e a un hotel della capitale. Il sindaco Vitali Klitschko lo ha descritto come uno degli attacchi più duri subiti da Kiev dall’inizio dell’invasione russa su larga scala.
Ucraina, missili su Kiev 2 luglio: quali armi può aver usato Mosca
Le autorità ucraine non hanno ancora diffuso un elenco definitivo di ogni modello impiegato nel raid. Nei bombardamenti di questo tipo la Russia utilizza abitualmente missili da crociera Kh-101, missili Kalibr, missili balistici Iskander e droni d’attacco della famiglia Shahed o loro varianti prodotte in Russia.
I Kh-101 sono missili da crociera lanciati da bombardieri strategici. Secondo il database Missile Threat del CSIS, la loro gittata può arrivare a circa 3.500 chilometri. Sono armi pensate per colpire a grande distanza e vengono usate da Mosca contro infrastrutture, centrali, depositi e obiettivi urbani.
I missili Kalibr, lanciabili da navi e sottomarini, possono superare i 1.500 chilometri a seconda della versione. Gli Iskander, invece, hanno una gittata più breve, attorno ai 500 chilometri, ma una traiettoria più difficile da prevedere. I Kinzhal, quando impiegati, sono missili aerobalistici lanciati da aerei e viaggiano a velocità molto elevate.
Ucraina, missili su Kiev 2 luglio: perché Kiev chiede altri Patriot
La richiesta ucraina riguarda soprattutto la difesa contro i missili balistici. Dopo il raid, il presidente Volodymyr Zelensky ha chiesto agli alleati nuove forniture di sistemi Patriot e intercettori, indicati da Kiev come strumenti essenziali per ridurre le vittime civili. El País riferisce che Zelensky ha definito la difesa contro i missili balistici una priorità assoluta e avrebbe chiesto di produrre direttamente i Patriot.
Mosca ha rivendicato l’attacco come risposta a operazioni ucraine contro infrastrutture russe. Kiev respinge la versione russa e parla di bombardamenti contro aree civili. La cronaca del 2 luglio mostra una guerra aerea sempre più intensa, con raid notturni, lanci multipli e città costrette a passare ore nei rifugi.
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