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Caos in Commissione di Vigilanza Rai, si dimettono maggioranza e opposizione. Cosa succede adesso

La Commissione parlamentare di Vigilanza Rai non esiste più, almeno nella sua composizione attuale. Dopo le dimissioni in blocco della presidente Barbara Floridia e di tutti i componenti di opposizione, anche i membri di centrodestra hanno rassegnato le proprie dimissioni, lasciando di fatto l’organo di garanzia del Parlamento privo di componenti. Una situazione senza precedenti nella storia della Repubblica.

Con le dimissioni di entrambi gli schieramenti, la Commissione bicamerale dovrà essere ricostituita da zero. Spetterà ai gruppi parlamentari di Camera e Senato designare i nuovi componenti, che dovranno poi eleggere un nuovo ufficio di presidenza. Lo stesso centrodestra, nella nota diffusa oggi, si è detto pronto a “dare vita a una nuova Commissione con un nuovo Presidente” e a sbloccare in tempi rapidi la nomina del vertice Rai, oltre a riprendere il ciclo di audizioni interrotto dalle dimissioni. Resta però aperto il nodo di fondo che ha portato allo stallo: l’elezione del presidente Rai richiede una maggioranza dei due terzi, soglia che il centrodestra non ha raggiunto senza il concorso delle opposizioni. Una ricostituzione della Commissione non risolve automaticamente questo problema, a meno che non cambino i rapporti di forza o la legge stessa, che secondo il centrodestra andrebbe modificata.

La versione delle opposizioni

Le dimissioni sono arrivate nella mattinata di oggi, prima con l’annuncio della presidente Barbara Floridia (M5S) e poi con la nota congiunta dei capigruppo di opposizione. Floridia ha parlato di una scelta “sofferta ma necessaria e inevitabile”: “Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Non mi resta che dare un segnale forte dinanzi all’arroganza e all’uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni e delle Commissioni parlamentari”. Secondo la ormai ex presidente, il blocco della Commissione durava da quasi due anni “perché le opposizioni non si sono piegate a votare la loro candidata alla presidenza della Rai”, e non per ragioni di merito. Un fatto “mai accaduto nella storia della nostra Repubblica”, un organo di garanzia “tenuto in ostaggio di chi governa”.

Sulla stessa linea la nota congiunta dei capigruppo di opposizione – Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5S), Angelo Bonelli e Giuseppe De Cristofaro (Avs), Maria Elena Boschi (Iv) -, che hanno parlato di “un atto politico necessario, conseguenza della paralisi che da mesi impedisce alla Commissione di svolgere il proprio ruolo di garanzia”, ricordando anche gli appelli rimasti inascoltati ai presidenti delle Camere La Russa e Fontana e il richiamo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al pieno funzionamento degli organi di garanzia.

La replica del centrodestra

Poche ore dopo è arrivata la contromossa della maggioranza, che ha annunciato a sua volta le dimissioni dei propri componenti, ribaltando però completamente la lettura dei fatti. “Anche noi, come le opposizioni, ci dimettiamo dalla Commissione di vigilanza Rai che è stata occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra”, si legge nella nota dei componenti di centrodestra in Commissione. Il centrodestra accusa le opposizioni di aver “sfruttato cinicamente la legge sulla Rai, che prevede una maggioranza a 2/3 per eleggere il Presidente”, definendo “anomalo” che tale soglia sia più alta di quella richiesta per l’elezione del Presidente della Repubblica. Una legge, sottolineano, che la maggioranza starebbe “in questi mesi cercando di cambiare”.

Ancora più dura l’accusa sul merito: “Le opposizioni, appunto, hanno sfruttato in maniera vergognosa questa legge, impedendo così alla Rai di avere un Presidente nonostante sia stato designato già da tempo dallo stesso Cda della Rai. Siamo dinanzi a una vergognosa pantomima inscenata dalle opposizioni che hanno la smania di continuare a monopolizzare il Servizio pubblico, dopo aver perso il governo della Nazione per volontà degli italiani”. E ancora: “Proprio l’avidità di poltrone della sinistra ha prodotto lo stallo in Commissione”. Il centrodestra si dice comunque pronto a ripartire: “Per quanto ci riguarda siamo disponibili a dare vita a una nuova Commissione con un nuovo Presidente, a dare in tempi rapidi un presidente alla Rai e riprendere il ciclo di audizioni che le dimissioni della presidente Floridia e dei componenti delle opposizioni in vigilanza hanno interrotto. Non sarà questa messa in scena ad impedire che la Rai possa tornare finalmente ad essere libera e pluralista”.

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