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Le immatricolazioni full electric salgono a 14.721 unità a giugno. Motus-E chiede misure strutturali al Tavolo Automotive.
Il mercato italiano dell’auto elettrica supera a giugno 2026 la soglia del 10% di quota, un passaggio rilevante per l’intera filiera automotive perché segnala una domanda potenziale più ampia di quanto mostrato finora dal mercato nazionale, ma conferma anche la dipendenza dagli incentivi pubblici. Le immatricolazioni di vetture full electric hanno raggiunto le 14.721 unità, in crescita dell’84,7% rispetto a giugno 2025, con una market share salita al 10,1% dal 6% registrato nello stesso mese dello scorso anno.
Il dato, diffuso da Motus-E, arriva in una fase decisiva per l’industria automobilistica italiana. Il prossimo passaggio politico sarà il Tavolo Automotive convocato al Mimit il 14 luglio, chiamato a definire le priorità di intervento per un settore che deve conciliare transizione tecnologica, competitività industriale, occupazione e sostenibilità economica. Per l’associazione che rappresenta la filiera della mobilità elettrica, la crescita di giugno non basta a parlare di svolta strutturale: gran parte dei volumi deriva ancora dalle registrazioni dei veicoli acquistati con gli incentivi statali introdotti lo scorso ottobre, risorse esaurite in appena una giornata.
Il primo semestre conferma la stessa tendenza. Tra gennaio e giugno 2026 le auto elettriche immatricolate in Italia sono state 78.819, con un incremento del 76,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. La quota di mercato è salita all’8,4%, contro il 5,2% del primo semestre dell’anno precedente. Al 30 giugno, il parco circolante elettrico italiano ha raggiunto le 435.237 auto, un numero ancora contenuto se rapportato alla dimensione complessiva del mercato nazionale, ma sufficiente a indicare un’accelerazione della transizione.
La dinamica si inserisce in un mercato auto complessivamente positivo. Considerando tutte le alimentazioni, a giugno 2026 le immatricolazioni totali sono state 146.312, con una crescita del 10,1% rispetto a giugno 2025. Nei primi sei mesi dell’anno, il mercato italiano ha registrato 938.341 nuove vetture, in aumento del 9,3%. Il punto industriale, tuttavia, riguarda la qualità di questa crescita: per i costruttori, per la componentistica e per la rete commerciale, l’aumento delle vendite elettriche comporta nuove esigenze su software, batterie, infrastrutture di ricarica, formazione tecnica e servizi post-vendita.
Il confronto europeo mostra però il ritardo italiano. A maggio 2026, ultimo dato disponibile nel confronto tra i principali mercati, la quota delle auto elettriche era al 29,2% in Francia, al 25,1% in Germania, al 27,4% nel Regno Unito e al 10,9% in Spagna. Nello stesso mese, l’Italia si fermava all’8,9%. Il divario non è solo commerciale: riflette differenze di fiscalità, politiche industriali, infrastrutture, costo d’uso e capacità di orientare flotte aziendali e clienti privati verso tecnologie a zero emissioni.
È su questo terreno che Motus-E chiede un cambio di impostazione. Secondo il presidente Fabio Pressi, i numeri confermano “l’urgenza di un piano strutturale per colmare il divario rispetto agli altri grandi mercati europei”. Il rischio indicato dall’associazione è che, senza nuove misure, l’effetto degli incentivi dello scorso anno si esaurisca rapidamente, lasciando il mercato senza una spinta stabile proprio mentre altri Paesi consolidano volumi, filiere e competenze legate all’elettrico.
La partita più importante riguarda le flotte aziendali. In molti mercati europei, le auto intestate alle imprese rappresentano il canale principale per accelerare l’elettrificazione, alimentando poi il mercato dell’usato e rendendo più accessibili i veicoli elettrici anche ai privati. In Italia, la fiscalità delle flotte è da tempo indicata dagli operatori come uno dei nodi da rivedere. Un intervento su questo fronte avrebbe effetti industriali più profondi rispetto a campagne spot di incentivo, perché inciderebbe sui cicli di rinnovo, sulla domanda programmabile e sulla capacità delle aziende di pianificare investimenti.
Il DPCM Automotive contiene alcuni elementi considerati interessanti, ma non sufficienti. Motus-E guarda in particolare ai nuovi incentivi per i van di categoria N1 e N2, attesi dagli operatori per sbloccare gli acquisti nel trasporto professionale. È un segmento strategico perché coinvolge logistica urbana, artigianato, consegne dell’ultimo miglio e servizi alle imprese: ambiti nei quali l’elettrico può ridurre emissioni locali e costi di esercizio, a condizione che il prezzo d’acquisto e l’infrastruttura di ricarica siano compatibili con le esigenze operative.
L’altro strumento citato è il Leasing sociale, che nella formulazione attuale viene letto più come un esperimento da monitorare che come una politica già matura. Pressi richiama il caso francese, dove il leasing agevolato riservato alle auto elettriche ha avuto un forte riscontro. Per l’Italia, l’efficacia dipenderà dalla capacità di definire obiettivi chiari, platea di beneficiari, durata delle misure e continuità delle risorse.
La crescita di giugno 2026 mostra dunque che il mercato italiano dell’elettrico può reagire rapidamente quando le condizioni economiche diventano favorevoli. Ma per trasformare il rimbalzo in una traiettoria industriale servono regole stabili, fiscalità coerente e una strategia che tenga insieme domanda, produzione, filiera e occupazione. Il Tavolo Automotive del 14 luglio sarà un banco di prova: limitarsi a misure episodiche significherebbe lasciare l’Italia in posizione arretrata rispetto ai principali mercati europei, proprio mentre la competizione sulla mobilità elettrica entra nella fase più concreta.
Scheda
Immatricolazioni elettriche giugno 2026: 14.721 unità
Crescita su giugno 2025: +84,7%
Quota elettrica giugno 2026: 10,1%
Immatricolazioni elettriche primo semestre 2026: 78.819 unità
Crescita gennaio-giugno: +76,3%
Quota elettrica semestre: 8,4%
Parco circolante elettrico al 30 giugno: 435.237 auto
Mercato auto totale giugno 2026: 146.312 immatricolazioni, +10,1%
Mercato auto totale semestre: 938.341 immatricolazioni, +9,3%
Prossimo passaggio politico: Tavolo Automotive al Mimit, 14 luglio 2026
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