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La famiglia Cerea è al primo posto nella classifica Forbes Most Powerful Chef 2026. Il ranking premia i 25 nomi della ristorazione italiana con maggiore influenza culturale, sociale e imprenditoriale

Chef più potenti d’Italia: Cerea primi, Cracco terzo

Lafamiglia Cerea guida la nuova classifica dei25 chef più influenti d’Italia stilata da Forbes. Il riconoscimento è arrivato durante la terza edizione del Forbes Most Powerful Chef 2026, organizzata alle Cantine Bellavista di Erbusco, in Franciacorta.

Al primo posto ci sono Chicco, Bobo, Rossella, Francesco e Bruna Cerea, protagonisti del gruppo Da Vittorio, insegna tre stelle Michelin con base a Brusaporto, in provincia di Bergamo. Forbes motiva la scelta richiamando i sessant’anni di storia della famiglia e il ruolo assunto nel rappresentare l’ospitalità italiana anche fuori dai confini nazionali, come indicato nella scheda ufficiale dell’evento Forbes Most Powerful Chef 2026.

Alle loro spalle si piazzano, al secondo posto ex aequo, Norbert Niederkofler e Niko Romito. Il primo viene citato per il progetto “Cook the Mountains”, legato alla cucina di montagna, alla sostenibilità e alla valorizzazione dei territori alpini. Romito, invece, viene indicato per il lavoro costruito in Abruzzo e per una cucina italiana essenziale, riconoscibile e replicata anche attraverso progetti di formazione e ristorazione.

Carlo Cracco chiude il podio. Nella classifica seguono: Giancarlo Perbellini, Massimiliano Alajmo, Chiara Pavan, Antonia Klugmann, Alessandro Borghese, Ciccio Sultano e Moreno Cedroni.

Chef più potenti d’Italia: non solo stelle Michelin, cosa premia Forbes

Il Forbes Most Powerful Chef non misura soltanto il valore tecnico in cucina. La classifica guarda alla capacità degli chef di incidere sulla ristorazione italiana attraverso impresa, comunità, comunicazione, cultura gastronomica e presenza internazionale.

Forbes Italia definisce l’evento come un riconoscimento agli chef e alle personalità della ristorazione che hanno trasformato il proprio lavoro in impatto culturale, sociale e imprenditoriale. La selezione 2026 è stata curata da Maddalena Fossati Dondero, direttrice de La Cucina Italiana e coinvolta nel percorso di candidatura della nostra tradizione culinaria a patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.

Il caso Cerea sintetizza questa impostazione. Da Vittorio non viene premiato solo come ristorante di alta cucina, ma come modello familiare, aziendale e internazionale. La struttura bergamasca ha costruito negli anni un marchio fondato su ristorazione, accoglienza, eventi, catering e presenza all’estero.

Chef più potenti d’Italia: i premi speciali e gli altri nomi in lista

Durante la serata Forbes Most Powerful Chef sono stati assegnati anche premi speciali. Antonino Cannavacciuolo ha ricevuto il “Premio Maestro”, riconoscendone la capacità di portare l’alta cucina a un pubblico più ampio attraverso televisione, ristorazione e comunicazione.

La classifica conferma una ristorazione italiana sempre più divisa tra cucina d’autore, impresa e racconto del territorio. I nomi premiati non coincidono solo con le guide gastronomiche. Accanto ai ristoranti stellati compaiono figure che hanno ampliato il proprio ruolo attraverso media, formazione, sostenibilità, gruppi imprenditoriali e progetti locali.

Per il settore, il ranking Forbes 2026 indica quali chef oggi riescono a superare il perimetro del ristorante. La cucina resta il punto di partenza. Il riconoscimento arriva a chi trasforma un’insegna, un territorio o una filosofia gastronomica in un marchio riconosciuto.

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