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Aeroporti di Roma (ADR) rafforza la propria strategia contro i comportamenti aggressivi e molesti ai danni del personale in servizio negli scali di Fiumicino e Ciampino. La società ha infatti sottoscritto un nuovo Protocollo d’intesa dedicato al contrasto degli unruly passengers, quei passeggeri che, con atteggiamenti violenti o intimidatori, mettono a rischio la sicurezza e il lavoro degli operatori aeroportuali.

La firma è avvenuta alla presenza del Chief Aviation Officer di ADR Ivan Bassato, del responsabile Human Capital Alberto Valenza, della direttrice aeroportuale ENAC Patrizia Terlizzi, del dirigente generale di Pubblica Sicurezza Vincenzo Trombadore e dei rappresentanti regionali delle principali sigle sindacali del trasporto aereo.

Prevista una nuova campagna di comunicazione

Il Protocollo si inserisce nel percorso avviato a livello nazionale lo scorso ottobre da ENAC, dal Ministero dell’Interno e dalle associazioni del settore, con l’obiettivo di prevenire comportamenti aggressivi e aumentare la consapevolezza sulle conseguenze penali e amministrative per chi mette in pericolo la sicurezza degli scali.

Nei giorni scorsi si è svolta anche la prima riunione operativa, alla presenza dell’amministratore delegato di ADR Marco Troncone, dei vertici della Security ENAC, dei rappresentanti di ITA Airways e dello stesso Trombadore. Al centro del confronto, una nuova campagna di comunicazione istituzionale destinata ai passeggeri del “Leonardo da Vinci”: totem informativi, contenuti digitali e messaggi dedicati al rispetto del personale.

Ci saranno linee telefoniche dedicate

Sul piano operativo, il Protocollo introduce linee telefoniche dedicate per segnalare in tempo reale situazioni di rischio alle Sale Operative di ADR Security di Fiumicino e Ciampino, che potranno attivare immediatamente la Polizia di Frontiera e, se necessario, il personale sanitario. Le procedure saranno integrate nei Regolamenti di Scalo.

ADR valuterà inoltre l’adozione di body cam, l’estensione della videosorveglianza nelle aree più sensibili, percorsi formativi per la gestione dei conflitti e servizi di supporto psicologico e legale per i dipendenti vittime di aggressioni.

Il Protocollo prevede infine la nascita di un Comitato di Monitoraggio composto da 14 membri, incaricato di analizzare gli episodi registrati, individuarne le cause e proporre eventuali correttivi operativi.

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