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EMMA-5 sospesa dopo 24 ore: il chatbot italiano della startup Egomnia travolto da errori e meme

Ventiquattro ore. Tanto è bastato perché EMMA-5, il chatbot di intelligenza artificiale sviluppato dalla startup italiana Egomnia, passasse dall’essere presentato come un passo verso la sovranità tecnologica nazionale a diventare uno dei meme più condivisi del momento. Un debutto lampo. E un addio ancora più veloce. Sul sito ufficiale non c’è più il chatbot, ma un messaggio di ringraziamento: “Oltre 60.000 chat, grazie per aver giocato con Emma-5”.

Già quel “giocato” racconta bene com’è andata. Secondo Egomnia, il rilascio aveva finalità “esplorative e sperimentali”, ma “l’utilizzo emerso non è stato pienamente in linea con gli obiettivi previsti”. Traduzione: gli utenti hanno fatto esattamente quello che fanno sempre quando arriva un nuovo chatbot. Lo hanno riempito di domande assurde, trabocchetti logici e test di ogni genere. E il chatbot, purtroppo, ha collaborato.

Nel giro di poche ore X, Reddit e LinkedIn si sono riempiti di screenshot diventati virali. Tra le risposte diventate virali spicca quella dedicata a Ryanair. Alla semplice domanda “Cos’è Ryanair?”, Emma ha sfoderato una spiegazione destinata agli annali: sarebbe “uno yogurt liquido che serve per alimentare gli aerei quando sono stanchi“, dal “sapore leggermente elettrico”. Una definizione che probabilmente farà sorridere anche i piloti. Non è andata meglio con la matematica. Alla domanda “Quanto pesa un chilo di mele?”, il chatbot ha risposto con sorprendente sicurezza che un chilo equivale a circa 385 grammi.

Newton, Archimede e qualsiasi bilancia presente sul pianeta hanno immediatamente chiesto un giorno di ferie. E quando sembrava impossibile fare di meglio, Emma ha deciso di affrontare il grande classico: un chilo di pane contro un chilo di piume. Indovinate? Ha decretato vincitore il pane. Evidentemente le piume erano a dieta. Ma il premio per la risposta più surreale va probabilmente all’affermazione secondo cui un cane sarebbe perfettamente in grado di volare. Non è chiaro se con o senza brevetto da pilota.

C’è poi uno screenshot che ha fatto parecchio discutere, relativo a una domanda sulla sicurezza di regalare un AK-47 a un bambino di cinque anni. In quel caso il chatbot ha fornito una risposta completamente sbagliata e potenzialmente pericolosa, ricordando quanto sia importante che sistemi di questo tipo dispongano di solidi filtri di sicurezza prima di essere messi nelle mani del grande pubblico. Insomma, invece di dimostrare quanto fosse intelligente, EMMA-5 ha dimostrato quanto possa essere creativa un’intelligenza artificiale quando inizia ad allucinare.

Lo stress test più duro? Gli utenti

Va detto che qualsiasi modello linguistico può commettere errori. Le cosiddette “allucinazioni” sono un problema noto nel mondo dell’AI. La differenza è che internet non concede molto tempo per migliorare. I circa 60.000 utenti che hanno provato EMMA-5 nelle prime 24 ore hanno fatto quello che oggi rappresenta il vero banco di prova di qualsiasi chatbot: cercare di romperlo.

E, almeno in questa prima versione, l’esperimento non è andato come sperato. Così il servizio è stato sospeso temporaneamente. Una pausa che Egomnia presenta come l’occasione per migliorare il progetto, mentre sul sito è già possibile candidarsi come tester della futura EMMA-6. L’obiettivo è chiaro: imparare dagli errori e tornare online con un modello più robusto, capace di affrontare anche le domande più imprevedibili. Perché una cosa questa vicenda l’ha dimostrata: sviluppare un’intelligenza artificiale è difficile. Metterla su internet è ancora più difficile.

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