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Omicidio a Camaiore, si indaga sulla pista dell’omofobia: ecco cosa scriveva il figlio di Piero Moriconi prima di essere ucciso

L’omicidio avvenuto nel pomeriggio a Vado, sulle colline di Camaiore in Versilia, è ora al centro di un’indagine che non esclude la pista dell’omofobia. Secondo quanto ricostruito, Piero Moriconi, 63 anni, ha ucciso a colpi di fucile la moglie Katy Andreoni, 52 anni, e il figlio Mirko, 24 anni, al termine di una violenta lite familiare. Dopo il gesto, l’uomo si sarebbe consegnato ai carabinieri senza opporre resistenza, pronunciando la frase: “Mi sono liberato di loro”. Il fucile utilizzato, regolarmente denunciato, è stato sequestrato dai militari dell’Arma. Moriconi si trova ora nella caserma dei carabinieri di Viareggio, in attesa dell’interrogatorio.

Tra gli elementi al vaglio degli inquirenti emerge anche una possibile matrice legata all’omofobia. Il figlio, Mirko Moriconi, aveva infatti denunciato in passato sui propri profili social tensioni e contrasti con il padre legati al proprio orientamento sessuale, fino a scrivere: “Mio padre mi preferisce morto che gay”. Una testimonianza che ora viene acquisita dagli investigatori per ricostruire il contesto familiare e le eventuali motivazioni del gesto. Le indagini proseguono per chiarire dinamica e movente, mentre la comunità locale resta sconvolta per la tragedia avvenuta nella piccola frazione collinare del comune di Camaiore.

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