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Francesca Pascale al convegno di Forza Italia Giovani Milano: “Commossa, per la prima volta un partito di governo si fa carico dei diritti Lgbtq+”
I diritti civili non hanno colore politico: è questo il messaggio con cui Forza Italia Giovani Milano ha portato il tema dei diritti LGBTQ+ dentro il dibattito del centrodestra cittadino. Il dibattito pubblico “Diritti civili: una battaglia liberale” si è tenuto oggi, mercoledì 24 giugno al Circolo De Amicis, a pochi giorni dalla parata del Pride milanese in programma il 27 giugno.
All’incontro, promosso dalla segreteria cittadina dei giovani azzurri guidata da Vincenzo Piazza, sono intervenuti tra gli altri l’attivista ed ex parlamentare Paola Concia, Nicola Bertoglio di Certi Diritti e l’avvocato Mauro Festa.
L’arrivo (non previsto) di Francesca Pascale
A dare una scossa alla serata è stato l’arrivo, non annunciato, di Francesca Pascale. La presidente onoraria dei Gay Conservatori Liberali non era attesa tra il pubblico. Un ingresso, questo, che ha dato ulteriore peso al confronto in corso. Avvicinata a margine dell’incontro, non ha nascosto l’emozione ai microfoni di Affaritaliani: “Oggi, venendo qui e ascoltando i giovani di Forza Italia, sono molto contenta, anzi commossa — ha detto —. Per la prima volta un partito di coalizione, e per di più al governo, si prende la briga di fare questa traversata nel deserto”.
Pascale ha rivendicato la propria posizione defilata rispetto al partito: “Io faccio un percorso simile, lontano dal partito ma con il cuore sempre vicino. Non è semplice”. E ha messo in fila quello che, a suo giudizio, un approccio liberale può aggiungere rispetto a quello della sinistra: “Equilibrio, efficienza e soprattutto dialogo costruttivo, per portare a casa un progetto che prevede la tutela di tutti, senza scopo ideologico, senza le follie del woke, senza estremizzare il rispetto dell’altro”.
La sinistra, ha riconosciuto, “fino a oggi ha fatto un buon lavoro, ma lo ha fatto da sola”: una constatazione che, nella sua lettura, non deve impedire al centrodestra di imboccare finalmente la stessa strada.
Il passaggio più netto è arrivato sul prezzo politico di chi porta queste battaglie dentro la destra: “I ragazzi del gruppo di cui faccio parte sono la discriminante nella discriminante. Siamo discriminati tra i discriminati, di più, perché siamo di destra. E questo credo indebolisca il tema dei diritti civili”.
Battistini: “Tre punti, partendo dalla Carta dei valori del ’94”
Presente all’evento anche Morris Battistini, presidente dei Gay Conservatori Liberali e capogruppo di Forza Italia a Marzabotto. Alla domanda su quale impegno preciso il movimento chieda al partito da qui alle prossime elezioni, ha risposto richiamando le origini: “A Forza Italia chiedo di rifarsi alla Carta dei valori di Silvio Berlusconi del 1994, dove già il presidente parlava di diritti civili. Oggi la linea e i suggerimenti di Paola Concia incarnano quello che noi, come Gay Conservatori Liberali ma anche come Forza Italia, dobbiamo portare avanti”.
Tre, per Battistini, i punti cardine. Il primo è già in cantiere: “Una proposta di legge sull’omotransfobia, che abbiamo iniziato a scrivere e presentato una settimana fa a Montecitorio. Da qui parte un lungo percorso”. Il secondo riguarda le adozioni, letto anche in chiave di costi sociali: “Abbiamo le case famiglia e gli istituti pieni: è ora di lavorare al loro svuotamento. Un minore in istituto è un costo per lo Stato ed è un costo emotivo in meno per delle coppie che vogliono iniziare ad amare un bambino”.
Il terzo punto è il più delicato, e qui Battistini distingue la propria posizione personale: il matrimonio egualitario, “che personalmente ritengo si debba chiamare in un altro modo — ha spiegato —, perché la parola ‘matrimonio’ deriva da mater, dunque dalla procreazione”. La proposta è quella di “una legge che equipari un’unione civile paritaria al matrimonio civile tra uomo e donna, a patto che a parità di diritti corrispondano parità di doveri”.
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