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Prima riunione al Mimit con le associazioni datoriali del settore della meccanica
“Il nuovo Piano Transizione 5.0 sta già riscontrando un ampio apprezzamento da parte delle imprese: dal 12 giugno ad oggi sulla piattaforma GSE sono state trasmesse 3.355 prenotazioni pari a oltre 1,25 miliardi di investimenti. Una misura organica da quasi 10 miliardi di risorse nazionali per accompagnare, nel prossimo triennio, gli investimenti delle imprese in innovazione digitale, efficienza energetica e tecnologie avanzate. Un ulteriore passo in avanti dopo il successo della prima misura, con oltre 4,25 miliardi di progetti attivati e circa 20 mila imprese coinvolte“.
È quanto dichiarato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, nel corso della prima riunione con i rappresentanti del settore della meccanica che si è svolta al Mimit. Un comparto strategico per l’economia nazionale, individuato dal Libro Bianco del Mimit “Made in Italy 2030” tra i settori tradizionali di eccellenza del sistema produttivo italiano, che conta oltre 115 mila unità locali e impiega più di 1,3 milioni di addetti. Con un valore delle esportazioni pari a circa 180 miliardi di euro, la meccanica strumentale contribuisce per il 4,5% al PIL nazionale, genera oltre un quarto del valore aggiunto manifatturiero e rappresenta circa un quinto dell’export complessivo italiano.
Risultati che, come sottolineato dal Ministro, hanno contribuito a consolidare il ruolo dell’Italia come quarto esportatore mondiale, davanti a Giappone e Corea del Sud, nonostante le tensioni geopolitiche e commerciali. In questo scenario, le esportazioni italiane hanno registrato ad aprile una crescita del 12,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre nel corso del 2025 hanno segnato un aumento del 7,2% verso gli Stati Uniti, nonostante i dazi, e del 3,3% a livello globale.
Urso ha poi evidenziato le principali vulnerabilità che il comparto è chiamato ad affrontare: la ridotta dimensione media delle imprese, che ne limita la competitività sui mercati globali; la necessità di diversificare maggiormente la presenza geografica dell’export per ridurre l’esposizione alle crisi internazionali; il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro qualificato, che richiede un rafforzamento della formazione e della mobilità territoriale; la crescente pressione competitiva della Cina; e, infine, il ritardo nell’adozione dell’intelligenza artificiale e la crescente esposizione ai rischi cyber.
Alla luce di queste sfide, le strutture del Mimit hanno individuato quattro gruppi tecnici di lavoro dedicati a innovazione e tecnologie, competenze e formazione, export e internazionalizzazione, finanza e patrimonializzazione, che avranno l’obiettivo di definire proposte operative a sostegno della competitività e della crescita del settore.
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