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La responsabilità dell’informazione e dei mezzi di comunicazione nella prevenzione delle dipendenze
È attorno a questo tema che si è sviluppato il convegno promosso dall’Associazione Giornaliste Italiane, in programma la settimana scorsa nella Sala Zuccari del Senato, a Palazzo Giustiniani.
L’incontro riuniva rappresentanti delle istituzioni, del mondo dell’informazione, della scuola e della comunità scientifica per affrontare uno dei temi più delicati del nostro tempo: la prevenzione delle dipendenze, con particolare attenzione a quelle legate all’uso di sostanze stupefacenti e al ruolo che una comunicazione responsabile può svolgere nella costruzione di una maggiore consapevolezza, soprattutto tra le nuove generazioni.
I relatori: istituzioni, scuola, sanità e media a confronto
Sono intervenute Alfredo Mantovano, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio; Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione e del Merito; Mauro Crippa, Direttore Generale Informazione e Comunicazione di Mediaset; la psichiatra e psicoterapeuta Sarah Viola; Eugenia Carfora, dirigente scolastica dell’Istituto “Francesco Morano” di Caivano, da anni simbolo dell’impegno educativo nelle aree più complesse del Paese; e Vittorio Brumotti, conduttore televisivo e inviato, impegnato da tempo in reportage dedicati al fenomeno dello spaccio e del degrado urbano. A moderare il confronto la giornalista Emanuela Ronzitti, componente dell’Associazione Giornaliste Italiane e voce di Radio Rai.
L’obiettivo del convegno
Il focus dell’iniziativa è promuovere un dialogo tra istituzioni, professionisti dell’informazione, mondo sanitario e sistema scolastico per riflettere su come la comunicazione possa contribuire non solo a raccontare il fenomeno delle dipendenze, ma anche a prevenirlo, contrastando stereotipi, disinformazione e modelli culturali che favoriscono comportamenti a rischio.
Intervista
Abbiamo incontrato Elisabetta Mancini segretario di Giornaliste Italiane e direttore editoriale della rivista dell’associazione “ITabloid”.
Oggi si parla molto di dipendenze, ma spesso quando i fatti di cronaca lo impongono. Quanto è importante che il mondo dell’informazione assuma un ruolo costante nella prevenzione e nella costruzione di una cultura della consapevolezza?
Se ne parla ancora relativamente poco in modo completo e a 360 gradi. Parlare di dipendenze è sempre più un elemento centrale nel confronto tra Istituzioni, mondo della comunicazione e società civile. Oggi, però, lo scenario è cambiato: le forme di assuefazione si sono moltiplicate, sono diventate più complesse e la droga resta un tema sociale impattante. Preoccupa la crescita dei disturbi legati ai social media, al gioco online e all’uso di piattaforme come Instagram, che incidono sulle giovanissime generazioni. Abbiamo riflettuto a lungo su questi aspetti e riteniamo che il ruolo della comunicazione sia centrale: può infatti contribuire ad aprire gli occhi su dinamiche che vengono sottovalutate o ignorate, anche da chi le vive ogni giorno.
Questo convegno mette attorno allo stesso tavolo istituzioni, scuola, sanità e media. Quale messaggio auspica che arrivi ai cittadini e, soprattutto, ai giovani?
Abbiamo scelto di mettere a confronto numerosi ospiti, coinvolgendo in particolare gli studenti. La nostra attenzione si concentra sui più giovani e su i destinatari di questo percorso che, in realtà, riguarda tutti nessuno escluso. Il convegno, che vede la partecipazione del Sottosegretario Mantovano e del Ministro Valditara, nasce con l’obiettivo di andare oltre il semplice dibattito, per arrivare a formulare proposte concrete e a sviluppare una consapevolezza più profonda rispetto alle diverse forme di dipendenza: non solo la droga, ma anche tutte le altre declinazioni contemporanee del fenomeno. Riteniamo che la conoscenza sia uno strumento fondamentale.
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