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Kosovo, Kurti vince le elezioni ma perde la maggioranza assoluta
La responsabile Ue per l’Allargamento Marta Kos ha inviato i propri complimenti al capo del governo uscente kosovaro Albin Kurti per “la vittoria alle elezioni” e per “lo svolgimento sereno, inclusivo e ordinato delle operazioni di voto”. “Affinché il Kosovo possa proseguire il percorso verso l’Ue – ha evidenziato tramite una nota su X – le forze politiche devono ora unirsi e trovare compromessi per garantire la stabilità istituzionale. Non vedo l’ora di tornare in Kosovo alla prima occasione per intensificare il lavoro sull’integrazione del Paese in Ue e proseguire l’impegno relativo al finanziamento del Piano di crescita”.
A scrutinio ormai quasi ultimato, Albin Kurti ha celebrato il successo elettorale insieme ai propri sostenitori fino a tarda ora in Piazza Skënderbeu, nel cuore di Pristina, tra spettacoli pirotecnici e il ritmo dei tamburi tradizionali (tupana). Il primo ministro uscente si è detto certo di riuscire a costituire una maggioranza parlamentare, nonostante la sua coalizione, composta anche da tre formazioni minori, si sia attestata al 42,92% dei consensi con il 95% delle schede spogliate, dicendo così addio alla maggioranza assoluta conquistata lo scorso dicembre.
Rivolgendosi ai cittadini in festa, il leader ha assicurato che cercherà la convergenza con le altre forze politiche per superare lo stallo sulla nomina del nuovo Capo dello Stato, lo stesso nodo istituzionale che aveva provocato la fine anticipata della passata legislatura.
Il nuovo peso delle forze politiche
La tornata elettorale, caratterizzata da un’affluenza piuttosto bassa con appena un elettore su tre che si è recato alle urne, non ha ribaltato i rapporti di forza tra i partiti, ma ne ha ridisegnato i pesi in Parlamento.
Il movimento nazionalista di sinistra guidato da Kurti, Vetëvendosje (Lvv), si conferma alla guida del Paese ma arretra, lasciando sul terreno quasi il 6,5% rispetto al voto del 28 dicembre 2025; in base alle proiezioni occuperà 48 seggi sui 120 complessivi dell’Assemblea. Il Partito Democratico del Kosovo (Pdk), la formazione nata dalla scia degli ex miliziani dell’Uck, mantiene invece la seconda posizione con il 21,06% delle preferenze, in leggerissimo aumento dello 0,07%, che equivalgono a 24 seggi.
La Lega Democratica del Kosovo (Ldk) è il partito d’opposizione che ha registrato la crescita più significativa: spinta dalla candidatura dell’ex presidente Vjosa Osmani, la Ldk è salita al 17,61%, guadagnando circa il 4% rispetto alla precedente tornata, e controllerà 20 seggi. Archiviata la corsa sul filo del rasoio delle scorse elezioni, l’Alleanza per il Futuro del Kosovo (Aak) questa volta supera agevolmente lo sbarramento incassando il 7,18%, con un incremento dell’1,5% che assicura 8 seggi. Infine, la Srpska Lista (Sl), il partito della minoranza serba, ha ottenuto il 6,17% dei voti complessivi, concorrendo per i 10 scranni parlamentari riservati per legge alla propria comunità.
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