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Dopo oltre dieci anni di concerti, balli, spettacoli e serate diventate un pezzo riconoscibile della vita culturale milanese, lo Spirit de Milan è costretto a chiudere i battenti. La programmazione del locale si interrompe a seguito della scadenza del contratto di affitto degli spazi e della mancata concessione di una proroga da parte della proprietà.

Come ripercorre Repubblica, aperto nel 2015 all’interno dell’ex stabilimento delle Cristallerie Livellara, nel cuore della Bovisa, lo Spirit de Milan si è imposto negli anni come uno degli esempi più riusciti di recupero dell’archeologia industriale milanese. Da spazio dismesso a luogo vivo, popolare e trasversale, capace di ospitare migliaia di concerti, spettacoli, incontri, serate danzanti ed eventi dedicati alla musica dal vivo e alle tradizioni popolari. Un presidio culturale, più che un semplice locale.

La nota dello Spirit: “Mancata volontà di trovare un percorso condiviso”

Nonostante le interlocuzioni avviate e le soluzioni prospettate per preservare l’attività, lo Spirit de Milan sottolinea di aver mantenuto negli anni un atteggiamento collaborativo, rispettando gli obblighi contrattuali e investendo direttamente nel recupero e nella riqualificazione degli spazi. Ma, si legge nella nota diffusa dal locale, ieri la proprietà avrebbe evidenziato la mancanza di volontà di individuare un percorso condiviso che consentisse di proseguire il progetto, anche solo in una fase transitoria.

“Abbiamo fatto tutto il possibile per trovare una soluzione condivisa vantaggiosa per tutte le parti coinvolte, portato un progetto convincente e al contempo in questi anni riqualificato uno spazio che a oggi sembra destinato a scomparire sotto le macerie”, dichiara Luca Locatelli, fondatore dello Spirit de Milan.

La trattativa con la proprietà

La chiusura arriva dopo un lungo percorso di tentativi per garantire continuità al progetto. Nel giugno 2017 viene firmato un contratto di affitto di 6 anni più 6. Nel dicembre 2020, durante il secondo lockdown, viene notificata un’ingiunzione di sfratto per procura e viene manifestata l’intenzione di vendere l’immobile occupato dallo Spirit de Milan a una società terza. Il locale decide allora di difendersi facendo valere le proprie ragioni e il giudice non convalida lo sfratto. Successivamente, la proprietà comunica di non voler rinnovare il contratto per gli ulteriori sei anni previsti, motivando la decisione con un intervento di integrale ristrutturazione dell’area locata. La questione viene poi portata davanti a un giudice e conciliata.

Gli acquirenti trovati dallo Spirit e la trattativa saltata

Nel frattempo, per favorire la continuità del progetto e agevolare la vendita dell’immobile, lo Spirit de Milan presenta un primo interlocutore interessato all’acquisto: una solida società attiva a livello nazionale, intenzionata a mantenere lo Spirit come attività prevalente. Dopo mesi di colloqui, però, la proprietà non prosegue le trattative. Più di recente viene individuato un secondo acquirente, anche in questo caso definito solido e fortemente determinato. Dopo diversi mesi di confronto, ad aprile viene presentato un preliminare di acquisto concordato. A quel punto, secondo quanto riferisce lo Spirit de Milan, la proprietà smette di rispondere. In questi giorni emerge poi che la stessa proprietà avrebbe già una trattativa in fase avanzata con un altro soggetto terzo.

Locatelli: “Una notizia che speravamo di non dover mai dare”

La chiusura dello Spirit de Milan rappresenta la fine di un’esperienza che ha segnato in modo significativo la vita culturale e sociale della città. Un luogo capace di trasformare un’ex area industriale in uno spazio di aggregazione autentico, attraversato da generazioni, pubblici diversi e linguaggi popolari nel senso più nobile del termine. “È una notizia che speravamo di non dover mai dare, ma soprattutto non con questi tempi e modalità. Credevamo che si potesse arrivare ad una soluzione condivisa vantaggiosa per tutte le parti coinvolte. Il nostro pensiero ora è tutto per i nostri 60 dipendenti e per le persone che in questi anni ci hanno frequentato e per le quali siamo diventati un pò casa. A tutti coloro che hanno sostenuto e amato lo Spirit de Milan: grazie. Siete stati voi il cuore di tutto questo progetto. Speriamo di potervi dare presto notizie su come e dove potremo proseguire questa avventura”, conclude Locatelli.

Per Milano è un altro segnale difficile da ignorare: mentre la città discute di rigenerazione urbana e nuovi spazi culturali, uno dei luoghi che quella rigenerazione l’aveva praticata davvero rischia di uscire di scena.

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