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Il Paris Saint-Germain batte l’Arsenal ai rigori nella finale di Champions League a Budapest e si conferma campione d’Europa. Havertz illude i Gunners, Dembélé pareggia dal dischetto nella ripresa. Dopo i supplementari, decide l’errore finale di Gabriel.

Havertz apre dopo pochi minuti, Dembélé risponde su rigore e la finale si decide dal dischetto

Paris Saint-Germain e Arsenal si giocano la Champions League 2025/26 alla Puskás Aréna di Budapest. Una finale che mette di fronte due percorsi diversi: il PSG campione in carica, ormai stabilmente dentro l’élite europea, e l’Arsenal di Mikel Arteta, tornato sul palcoscenico più alto dopo vent’anni e una stagione chiusa con il titolo in Premier League.

Solo nove squadre sono riuscite a chiudere una stagione di Champions League senza sconfitte. All’Arsenal mancava una partita per diventare la decima. Davanti, però, c’era il Paris Saint-Germain campione in carica, reduce dal 5-0 sull’Inter nell’ultima finale e prima squadra detentrice del titolo a tornare all’atto conclusivo dopo il Real Madrid delle stagioni 2016-17 e 2017-18.

Il percorso verso Budapest racconta due squadre diverse. L’Arsenal di Mikel Arteta costruisce la sua corsa sulla tenuta difensiva, con nove porte inviolate e appena quattro gol subiti nella fase campionato. Le vittorie contro Atletico Madrid, Bayern Monaco e Inter danno sostanza a un cammino poi diventato più duro nelle gare a eliminazione diretta contro Bayer Leverkusen, Sporting Lisbona e di nuovo Atletico.

Il PSG sceglie un’altra strada. La squadra di Luis Enrique arriva alla finale con 44 gol segnati, a un passo dal record stagionale del Barcellona 1999-2000. Khvicha Kvaratskhelia è il volto dell’attacco parigino, con dieci gol e sei assist nella competizione. Sette reti arrivano nella fase a eliminazione diretta, quando il georgiano alza il livello delle sue prestazioni.

La partita si apre subito nel segno dell’Arsenal. I londinesi colpiscono dopo pochi minuti con Kai Havertz, bravo a firmare l’1-0 e a indirizzare il primo tempo. Il PSG fatica nella prima parte di gara, senza trovare continuità negli ultimi metri e con l’Arsenal ordinato nel difendere il vantaggio.

La risposta francese arriva nella ripresa. Mosquera stende Kvaratskhelia in area, Siebert indica il dischetto e Ousmane Dembélé trasforma il rigore del pareggio al 65’. Dopo l’1-1 la partita resta bloccata, con le due squadre più attente a non scoprirsi che capaci di prendersi rischi veri.

Subito dopo il pareggio di Dembélé alcuni tifosi tentano di invadere il campo. L’intervento delle forze dell’ordine evita che la situazione degeneri e la partita riprende senza ulteriori conseguenze.

I tempi supplementari, i diciannovesimi nella storia della Champions League, scorrono via più sulla paura che sulle occasioni. L’Arsenal protesta per un contatto in area tra Madueke e Nuno Mendes, ma Siebert lascia correre. Si arriva così ai rigori.

Eze sbaglia subito, Raya tiene vivo l’Arsenal con una grande parata su Nuno Mendes, ma l’ultimo errore di Gabriel consegna la coppa ai francesi. Il Paris Saint-Germain è di nuovo campione d’Europa. Per la seconda volta consecutiva.

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