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Evans chiude il venerdì del Rally Japan con 15,7 secondi di vantaggio. Toyota nei primi quattro posti, Hyundai di Neuville in crisi di setup a +58s.

Elfyn Evans chiude il venerdì del FORUM8 Rally Japan con 15,7 secondi di vantaggio sulla concorrenza e la Toyota Gazoo Racing schierata in blocco nei primi quattro posti della classifica generale. È il quadro con cui si apre l’ultima prova del Campionato Mondiale Rally WRC 2024, quella che può consegnare il titolo al gallese o riaprire i giochi. In una giornata segnata da condizioni meteo mutevoli pioggia notturna, asfalto asciutto nel pomeriggio con chiazze umide sotto gli alberi  Evans ha saputo leggere meglio di chiunque altro le prove speciali asfaltate della prefettura di Aichi, costruendo un margine che gli garantisce una posizione di forza in vista della tappa più lunga di sabato.

Per Toyota, è la fotografia di un dominio tecnico e tattico che non si esaurisce nel risultato di una singola giornata. Avere quattro vetture nei primi quattro posti al termine del venerdì  EvansSolbergOgier e Pajari  significa che il team di Akio Toyoda ha costruito un mezzo, la GR Yaris Rally1, capace di performare in modo consistente su asfalto bagnato e asciutto con equipaggi di livelli di esperienza molto diversi tra loro. È un dato industriale prima che sportivo, e racconta qualcosa sulla qualità del progetto tecnico che Toyota ha portato avanti nel WRC.

Il momento chiave: il Tunnel di Isegami

La giornata di Evans si è trasformata in un pomeriggio di gestione dopo un singolo momento decisivo: il primo passaggio del Tunnel di Isegami, la prova speciale SS3, dove il gallese ha fatto segnare un tempo 7,5 secondi inferiorea quello di qualsiasi altro pilota in gara. Un gap enorme per una singola prova speciale, in un campionato dove i distacchi si costruiscono decimo per decimo. Evans era quarto dopo la prova d’apertura di Asuke condizionata dalle chiazze umide lasciate dalla pioggia notturna e da una scelta gomme particolarmente complessa ma con quel passaggio nel tunnel ha ribaltato la classifica e si è messo in testa per non mollare più.

Quella prestazione non è casuale. Evans è un pilota che eccelle nell’interpretazione delle condizioni miste, dove la capacità di leggere il grip disponibile sezione per sezione vale più della velocità pura. Il Tunnel di Isegami, con il suo asfalto al coperto che mantiene caratteristiche diverse dal resto del percorso esterno, era esattamente il tipo di variabile che premia chi ha la sensibilità tecnica per adattare immediatamente la guida. Il gallese ha aggiunto un’altra vittoria di tappa nella prova Inabu/Shitara mattutina, poi ha gestito il vantaggio nel secondo giro pomeridiano con quella precisione fredda che caratterizza i piloti che corrono per il campionato, non per la gloria di giornata.

La sua descrizione della giornata  “relativamente pulita, abbiamo mantenuto un buon ritmo”  è l’eloquenza del pilota che sa di essere in vantaggio e non vuole complicarsi la vita.

Solberg: velocità ci sono, ma gli errori costano

Oliver Solberg aveva cominciato in modo convincente, vincendo la prova d’apertura di Asuke e ripetendo il successo nel pomeriggio sullo stesso tratto. Ma la giornata del giovane svedese  figlio d’arte, alla sua prima stagione completa ai vertici del WRC  ha rivelato anche le fragilità di chi è ancora in fase di costruzione della consistenza mentale oltre che tecnica.

Un cervo sulla strada nella SS3 lo ha costretto a rallentare bruscamente, con una perdita di tempo difficile da quantificare ma sicuramente rilevante. Poi, nell’ultima prova speciale, un errore nel finale avrebbe potuto costare molto più del distacco accumulato la fortuna gli ha evitato conseguenze peggiori. Il risultato finale è una seconda posizione a 16 secondi da Evans: teoricamente vicina, praticamente un margine che su queste strade è difficile da erodere senza correre rischi che un pilota in corsa per la classifica non può permettersi.

“Invece di essere a 16 secondi di distacco, avrei potuto esserlo a 10”, ha ammesso Solberg, con la lucidità di chi sa fare i conti ma non ancora quella di chi riesce a evitare quegli errori in gara. È una differenza che si colma con il tempo e i chilometri.

Ogier cerca il feeling perduto

Sébastien Ogier è il vincitore uscente del Rally del Giappone e ha trascorso buona parte del venerdì a inseguire una sensazione di guida che non arrivava. Il nove volte campione del mondo ha perso 16,7 secondi da Evans nel solo passaggio mattutino del Tunnel di Isegami  lo stesso punto dove Evans ha costruito il suo vantaggio e questo disallineamento nella gestione di quel tratto specifico dice molto sul tipo di lavoro che il francese deve ancora fare sulla sua GR Yaris Rally1.

Ogier è terzo a 17,1 secondi dalla vetta, un distacco che lo tiene in corsa teoricamente ma che richiede una giornata quasi perfetta di sabato  la più lunga del rally, con 120 chilometri di prove speciali  per rientrare in zona vittoria. Il francese ha riconosciuto di non aver ancora trovato il punto di equilibrio ideale sulla vettura, una sensazione frustrante per un pilota della sua esperienza, ma che testimonia quanto sia sottile il margine tra un setup competitivo e uno che non convince appieno sulle strade giapponesi.

La sua posizione in pista  partire da davanti su asfalto misto significa sporcare le gomme degli avversari ma anche trovare traiettorie meno pulite  ha complicato la lettura delle condizioni nelle ore cruciali della mattinata. Non è una scusa: è una variabile tattica che fa parte del WRC e che Ogier conosce bene. Ma non è bastato per limitare il danno al Tunnel di Isegami.

Pajari: il finale di giornata che cambia la prospettiva

Sami Pajari ha vissuto una giornata di trasformazione progressiva. A metà rally era quinto, in una posizione che non rendeva giustizia al suo potenziale su questo tipo di percorso. Nel pomeriggio ha trovato il ritmo giusto, ha superato Thierry Neuville nella classifica parziale e ha chiuso con il miglior tempo dell’ultima prova speciale a Inabu/Shitara, portandosi al quarto posto assoluto a 41,5 secondi da Evans.

Il finlandese è il più giovane dell’armata Toyota in questa gara e ha dimostrato di saper crescere nel corso di una giornata, adattando la guida al miglioramento delle condizioni nel pomeriggio. A 24,4 secondi da Ogier in quarta posizione, è teoricamente in lotta per il podio se il fine settimana dovesse riservare sorprese davanti a lui.

Hyundai in difficoltà strutturale: Neuville e il problema del setup

Il contrasto tra la solidità di Toyota e le difficoltà di Hyundai nel venerdì giapponese è il tema tecnico più interessante della giornata. Thierry Neuville, il pilota di riferimento del team coreano e campione del mondo in carica, ha chiuso quinto a 58,2 secondi da Evans, distacco che suona come un campanello d’allarme per un pilota che difende il titolo.

Il problema identificato da Neuville è specifico e tecnico: la Hyundai i20 N Rally1 con le gomme Hankook a mescola dura  necessarie per la fase pomeridiana dell’asfalto più asciutto  perde l’equilibrio di guida e diventa difficile da portare veloce. “Una volta montate le gomme dure, l’equilibrio si perde. È la stessa storia con questa macchina”, ha dichiarato il belga con una franchezza che tradisce la frustrazione di chi non vede soluzioni semplici a breve termine.

È una critica al progetto tecnico, non alle gomme in sé. Se il bilanciamento della vettura dipende in modo così marcato dalla mescola utilizzata, significa che c’è un problema di finestra di setup che il team non ha ancora risolto su questo tipo di percorso. Con 120 chilometri di prove speciali sabato e condizioni che potrebbero variare di nuovo, la Hyundai arriva alla giornata decisiva con un deficit tecnico che il solo coraggio dei piloti non può colmare.

Katsuta: la giornata peggiore nel rally del cuore

Per Takamoto Katsuta, il Rally del Giappone è la gara più importante del calendario quella che si corre in casa, davanti al pubblico che ha seguito la sua carriera fin dai primi passi. Il venerdì è stato, per ammissione dello stesso pilota, “una delle giornate peggiori che abbia mai vissuto nel motorsport”.

Un contatto con un terrapieno nella prima prova speciale  una curva a destra bagnata di Asuke  ha provocato la foratura della gomma posteriore sinistra, rompendo la concentrazione e il ritmo che una prima prova speciale deve invece costruire. Da lì, Katsuta non è mai riuscito a rientrare nella zona di guida ottimale, accumulando errori minori che nel loro insieme hanno prodotto un divario di 1 minuto e 3,8 secondi dalla vetta alla fine della giornata.

Sesto in classifica, con due giorni ancora davanti e la pressione del pubblico di casa. “Mancano ancora due giorni”, ha detto Katsuta. È insieme una constatazione e un proposito.

Fourmaux, Paddon e la coda del gruppo

Adrien Fourmaux settimo  ha pagato un testacoda in un tornante nel passaggio mattutino del Tunnel di Isegami, lo stesso tratto che ha esaltato Evans e penalizzato Ogier: una prova speciale che ha fatto emergere le differenze di sensibilità tecnica tra i piloti in modo netto come raramente accade in una singola giornata di rally. Hayden Paddon, all’ottava piazza, ha concluso la sua prima giornata sull’asfalto del Giappone con un risultato dignitoso per chi si sta ambientando su un tipo di percorso nuovo.

Jon Armstrong è nono per M-Sport Ford, dopo aver sfiorato una barriera nel pomeriggio e avuto problemi all’interfono due inconvenienti che, sommati, non hanno però impedito un piazzamento nella top 10. Il compagno di squadra Josh McErlean ha subito la perdita di oltre due minuti e mezzo per una foratura alla ruota anteriore nella SS5, scivolando fino alla quindicesima posizione.

Sabato, la tappa che decide

La giornata di sabato è la più lunga del FORUM8 Rally Japan: due passaggi ciascuno di ObaraEna e Monte Kasagi, per un totale di 120,22 chilometri cronometrati. È qui che il rally si decide davvero. Evans ha un vantaggio confortante ma non blindato  su strade giapponesi, dove le condizioni cambiano rapidamente e ogni speciale può riservare sorprese, sedici secondi si consumano in pochi tratti sbagliati.

Per Toyota è il momento di gestire il vantaggio costruito senza correre rischi inutili. Per Hyundai è l’ultima occasione per trovare il setup che le condizioni del venerdì non hanno 

conc Classifica dopo venerdì (SS6 / 20):
1. E Evans / S Martin GBR Toyota GR Yaris Rally1 1h 13m 07.0s
2. O Solberg / E Edmondson SWE Toyota GR Yaris Rally1 +15.7s
3. S Ogier / V Landais FRA Toyota GR Yaris Rally1 +17.1s
4. S Pajari / M Salminen FIN Toyota GR Yaris Rally1 +41.5s
5. T Neuville / M Wydaeghe BEL Hyundai i20 N Rally1 +58,2 s
6. T Katsuta / A Johnston JPN Toyota GR Yaris Rally1 +1m 03.8sesso. Per Katsuta, è la chance di riscrivere una giornata che non vuole ricordare.

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