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Motor Valley Fest 2026 apre a Modena con il confronto su IA, elettrificazione, guida autonoma e sovranità industriale.
Modena torna al centro del dibattito internazionale sull’automotive con l’ottava edizione del Motor Valley Fest, aperta al Teatro Storchi con una conferenza dedicata a innovazione, responsabilità umana e nuove frontiere della mobilità. La notizia conta per il settore perché la Motor Valley non si presenta più soltanto come distretto di supercar, moto e motorsport, ma come laboratorio industriale chiamato a confrontarsi con intelligenza artificiale, software-defined vehicle, elettrificazione, guida autonoma, manifattura avanzata e sovranità tecnologica europea.
Il tema scelto, “Global Trends, New Frontiers and Human Responsibility”, fotografa bene la fase che l’industria sta attraversando. La trasformazione dell’auto non riguarda più solo motori, batterie o prestazioni, ma l’intero rapporto tra tecnologia, produzione, competenze e controllo dei dati. In questo scenario, il distretto emiliano cerca di difendere il proprio valore competitivo: una filiera fatta di marchi globali, fornitori specializzati, università, artigianato evoluto e capacità di attrarre talenti.
L’apertura istituzionale ha visto gli interventi della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Modena e del sistema camerale, con una lettera del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, centrata sul ruolo dell’uomo nell’era degli agenti intelligenti. Il messaggio politico è chiaro: l’innovazione va governata, non subita. È un punto cruciale per l’automotive europeo, stretto tra la velocità tecnologica di Stati Uniti e Cina e la necessità di mantenere produzione, occupazione e know-how sul territorio.
La conferenza ha poi portato sul palco alcuni dei temi più sensibili per l’industria. McKinsey & Company ha analizzato l’evoluzione del lusso e il rapporto con le nuove generazioni, evidenziando come anche il segmento delle auto di alta gamma stia ricalibrando le proprie ambizioni sull’elettrico. Nel comparto premium, la domanda EV non procede in modo lineare: i costruttori devono bilanciare investimenti, desiderabilità, margini e tempi reali di adozione da parte dei clienti.
Il caso Zoox, società del gruppo Amazon, ha aggiunto una dimensione industriale concreta. La collaborazione con la modenese CPC per il telaio in fibra di carbonio dei robotaxi elettrici e autonomi mostra come la Motor Valley possa entrare nelle catene globali della nuova mobilità non solo con marchi iconici, ma anche con competenze di fornitura ad alto valore tecnologico. È una traiettoria importante: il futuro della filiera non dipenderà soltanto dalla produzione finale di veicoli, ma dalla capacità di inserirsi nei sistemi complessi della mobilità autonoma.
Altro fronte è quello della robotica umanoide, presentata da Generative Bionics come infrastruttura strategica in una fase di calo demografico e carenza di personale in settori chiave come logistica e sanità. Per l’automotive il tema non è laterale: fabbriche, magazzini, manutenzione e processi produttivi saranno sempre più esposti all’integrazione tra robotica, IA e lavoro umano.
Padre Paolo Benanti, commissario AI della Presidenza del Consiglio, ha spostato il dibattito sulla “software defined reality”, cioè su un mondo in cui oggetti e servizi vengono sempre più controllati da software, licenze e piattaforme. Applicato all’auto, questo paradigma cambia il concetto stesso di proprietà e apre un tema di sovranità: chi controlla dati, aggiornamenti, funzioni digitali e intelligenza artificiale controlla una parte crescente del valore industriale.
Il momento più simbolico è stato il confronto tra i vertici di Dallara, Ducati, Ferrari, Lamborghini, Maserati e Pagani. La linea comune emersa è la necessità di fare sistema. Andrea Pontremoli ha parlato del passaggio da “ego sistema” a ecosistema, indicando turismo esperienziale, formazione, ricerca condivisa e startup come pilastri del futuro. Claudio Domenicali ha richiamato il valore del dialogo tra imprese, istituzioni e formazione, mentre Stephan Winkelmann ha sottolineato l’importanza di attrarre talenti e investimenti internazionali.
Per Maserati, rappresentata da Santo Ficili, il legame con Modena resta centrale anche nella nuova fase produttiva, con il ritorno di GranTurismo e GranCabrio nello stabilimento di Viale Ciro Menotti. Horacio Pagani ha insistito su tecnologia e innovazione al servizio dell’uomo, dell’artigianalità e dell’emozione. Benedetto Vigna, CEO di Ferrari, ha invece richiamato il ruolo di persone, imprese, università e filiere nella trasformazione del talento in risultati concreti.
La chiusura politica e industriale è arrivata con il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, che ha chiesto un piano nazionale sull’IA e ha criticato l’approccio europeo all’automotive, invitando l’Europa a smettere di essere arbitro tra Usa e Cina e a tornare protagonista. Il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, ha riportato il discorso alla dimensione territoriale: a competere non sono soltanto le singole aziende, ma l’intero sistema produttivo e sociale.
Il Motor Valley Fest 2026 si apre così con un messaggio preciso. La Terra dei Motori non può limitarsi a celebrare il proprio passato: deve trasformare cultura meccanica, competenze digitali e responsabilità sociale in una piattaforma industriale capace di reggere la nuova competizione globale.
Scheda
Evento: Motor Valley Fest 2026
Edizione: ottava
Luogo: Modena
Sede opening conference: Teatro Storchi
Tema: Global Trends, New Frontiers and Human Responsibility
Date: fino a domenica 31 maggio
Focus: intelligenza artificiale, elettrificazione, guida autonoma, software-defined vehicle, manifattura avanzata
Marchi coinvolti: Dallara, Ducati, Ferrari, Lamborghini, Maserati, Pagani
Ospiti e realtà: McKinsey & Company, Zoox, Generative Bionics, Paolo Benanti, Confindustria
Expo: Best of Motor Valley all’Accademia Militare di Modena
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