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Ulteriori contatti in corso tra il Mimit e gli omologhi delle altre capitali europee sul non-paper italiano sul settore elettrodomestico

La crisi dell’elettrodomestico non riguarda più soltanto singole aziende o singoli Paesi: è una questione europea, che richiede una risposta comune e tempestiva per sostenere investimenti, occupazione e capacità produttiva nel continente”.

Lo afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, a Bruxelles, dove, a margine del Consiglio Competitività, ha incontrato David Sikström, sottosegretario di Stato presso il ministero svedese dell’Energia e dell’Industria, per un confronto sulla vertenza Electrolux e sulle prospettive industriali del gruppo in Italia.

A seguire, Urso ha incontrato il ministro dell’Industria francese, Sébastien Martin, il sottosegretario di Stato tedesco per l’Economia e l’Energia, Günter Wetzel, e il sottosegretario di Stato polacco dello Sviluppo economico e della Tecnologia, Michał Baranowski, ai quali ha illustrato i contenuti del non-paper promosso dall’Italia per chiedere alla Commissione europea di riconoscere il settore dell’elettrodomestico come strategico, al pari dell’automotive. Il documento propone la definizione di un Piano europeo dedicato al comparto, con misure per sostenere investimenti, innovazione produttiva e competitività degli stabilimenti europei, garantire reciprocità rispetto alla concorrenza extra-UE e intervenire su CBAM, ETS, Industrial Accelerator Act e strumenti europei di sostegno alla domanda sul modello del Bonus elettrodomestici italiano.

L’Italia sta lavorando con proposte concrete e costruttive insieme agli altri Paesi produttori. L’obiettivo è difendere una filiera strategica e creare in Europa condizioni migliori per investire, produrre e competere”, ha concluso Urso.

Altri contatti sono infatti in corso con le capitali europee dei Paesi maggiormente coinvolti nella produzione della filiera del bianco, con l’obiettivo di consolidare un sostegno comune all’iniziativa italiana.

Gli incontri con Francia, Germania e Polonia hanno inoltre consentito un confronto sulle principali priorità di politica industriale europea: revisione dell’ETS, rafforzamento dell’Industrial Accelerator Act, preferenza europea, neutralità tecnologica nell’automotive e tutela delle filiere produttive strategiche. Su questi dossier l’Italia lavora per costruire convergenze tra i Paesi industriali, con l’obiettivo di rendere più efficace e tempestiva la risposta europea.

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