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Roma, 26 maggio 2026 – Si è svolto presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma l’evento conclusivo del progetto Afya Moja(che in swahili significa One Health“Health Technology: from capacity building to capacity strengthening”. Al centro dell’iniziativa, il potenziamento della collaborazione scientifica e accademica tra Europa e Africa.

Promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca e coordinato dall’Università Campus Bio-Medico di Roma, con la partecipazione dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, dell’Università di Pisa, dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e del Politecnico di Bari, il progetto, finanziato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), è nato con l’obiettivo di rafforzare le capacità dei sistemi accademici e scientifici africani nel settore delle tecnologie sanitarie, promuovendo un approccio integrato One Health che connette salute umana, animale e ambientale. Il progetto si è sviluppato attraverso quattro aree di intervento interconnesse: ingegneria biomedica, medicina e chirurgia, medicina veterinaria e produzione animale, nutrizione e agricoltura, con un’attenzione costante ai temi dell’etica e delle scienze regolatorie. L’iniziativa ha puntato a promuovere percorsi strutturati di collaborazione scientifica, formazione e co-progettazione tra università europee e africane.

Per Domenico Mastrolitto, Direttore Generale della Campus Bio-Medico SpA: “Il Campus Bio-Medico ha partecipato con senso di responsabilità al progetto Afya Moja, un’importante iniziativa che ha rappresentato non solo un’opportunità di cooperazione scientifica internazionale, ma anche un concreto passo avanti verso la costruzione di ponti solidi tra Europa e Africa in un’ottica di crescita condivisa, equa e sostenibile. Crediamo fermamente che la promozione di reti di collaborazione e lo scambio di know-how tra istituzioni accademiche, imprese ed Enti di ricerca, rappresentino la chiave per affrontare le grandi sfide della salute globale, condividendo soluzioni innovative che mettono al centro il valore dell’integrazione tra salute umana e degli ecosistemi secondo i principi dell’approccio One Health. L’obiettivo che ci prefiggiamo, attraverso il nostro coinvolgimento attivo, è quello di supportare con convinzione i sistemi accademici e scientifici africani, valorizzando competenze, risorse e peculiarità territoriali, nonché favorendo una maggiore integrazione nei network globali della ricerca. In questa prospettiva, il nuovo Agri Research and Teaching Center del Campus Bio-Medico rappresenta un esempio concreto di come ricerca, innovazione e sostenibilità possano convergere in un ecosistema interdisciplinare aperto alla collaborazione internazionale, favorendo la sperimentazione, il trasferimento di competenze e la costruzione di progettualità condivise. Proprio per rafforzare questo dialogo, è prevista una sessione di lavoro presso l’Agri Center dedicata al confronto tra ricerca, innovazione e cooperazione internazionale, con l’obiettivo di favorire lo scambio di esperienze e l’avvio di nuove collaborazioni tra i partner coinvolti. Sono convinto che Afya Moja possa ispirare altre realtà a intraprendere percorsi simili, all’insegna dell’innovazione responsabile e della cooperazione internazionale”.

Per il Magnifico Rettore dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, Prof. Rocco Papalia: “Il valore più autentico di un’iniziativa come questa risiede nella possibilità di costruire rapporti fondati sul rispetto reciproco, sulla cooperazione e sulla fiducia tra le persone, ancor prima che tra le istituzioni. Non basta collaborare a distanza: è importante incontrarsi, ascoltarsi, condividere esperienze e lavorare insieme per creare opportunità concrete per studenti, ricercatori e comunità accademiche. Pur provenendo da realtà geografiche differenti, abbiamo scoperto che i valori più importanti restano gli stessi ovunque: l’educazione, le relazioni umane, l’amicizia, la cura per gli altri e la responsabilità verso le future generazioni. Le distanze geografiche possono apparire significative sulle mappe, ma non possono separare il desiderio comune di costruire una comunità umana, scientifica e culturale più forte. Mi auguro che questo percorso possa generare non soltanto progetti e collaborazioni istituzionali, ma anche legami sinceri tra le persone, le università e i nostri Paesi”.

“Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti da un progetto tanto sfidante quanto ambizioso, che hanno superato le nostre migliori aspettative, coinvolgendo ben 31 partner africani in un percorso di collaborazione concreta e crescita condivisa. La partecipazione all’evento finale di rappresentanti dell’OMS, UNDP, CDP, della Cabina di Regia della Presidenza del Consiglio, di ONG, APRE e di numerose aziende interessate a sviluppare nuove collaborazioni con l’Africa ci rende particolarmente orgogliosi”. Così il professor Leandro Pecchia, Prorettore alla Ricerca dell’Università Campus Bio-Medico e Coordinatore del progetto Afya Moja. “Il Campus – ha proseguito – si conferma oggi un punto di riferimento per molti Paesi africani, che vedono in noi un partner solido, inclusivo con cui lavorare davvero alla pari, valorizzando competenze ed esperienze provenienti da contesti solo apparentemente diversi. Se anche una sola persona, grazie a questo progetto, smetterà di parlare di capacity building e inizierà a parlare di capacity strengthening, riconoscendo le competenze, l’esperienza e il valore già presenti nel continente africano, allora potrò ritenermi pienamente soddisfatto”.

Domani, mercoledì 27 maggio, i lavori proseguiranno con una giornata di approfondimento dedicata alle prospettive future del progetto, ai temi dell’etica e delle tecnologie per la salute, oltre a workshop coordinati dall’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea (APRE) sulle opportunità offerte da Horizon Europe nei settori Agritech e Technologies for Life. È prevista inoltre una sessione di lavoro presso il nuovo centro agri bio-tech del Campus Bio-Medico, l’Agri Research and Teaching Center, che sarà dedicata al confronto tra ricerca, innovazione e cooperazione internazionale; un momento operativo pensato per favorire lo scambio di competenze e la costruzione di nuove progettualità.

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